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Giovedì, 2 Febbraio 2023
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A Sondrio altre scritte in sostegno dell'anarchico in sciopero della fame da 97 giorni

"Se muori ti vendicheremo". L'inequivocabile messaggio a sostegno di Alfredo Cospito sui muri dell'area Carini dopo quelle comparse a Morbegno

Una nuova scritta in Valtellina in sostegno di Alfredo Cospito, l'anarchico detenuto a Sassari che da quasi 100 giorni (97 per la precisione) è in sciopero della fame per protestare contro il regime di 41 bis cui è stato sottoposto. Dopo il messaggio lasciato a Morbegno nei giorni scorsi, sulla facciata esterna del liceo "Nervi" e dell'istituto "Saraceno-Romegialli", ecco un nuovo murales a Sondrio, nel complesso dell'area Carini.

"Cospito se muori ti vendicheremo", è stato scritto nel sottopasso che conduce al supermercato e al piazzale antistante al cinema, luogo di frequente passaggio quotidiano. Un messaggio diretto, firmato con il simbolo del movimento anarchico, che lascia spazio a poche interpretazioni.

Chi è Cospito e perché è al 41 bis

Cospito, originario di Pescara, è ritenuto responsabile di aver piazzato tra il 2 e il 3 giugno del 2006 due ordigni presso la Scuola allievi carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo. L'esplosione non ha causato vittime, ma la Cassazione ha riformulato l'accusa in "strage contro la sicurezza dello Stato", reato che prevede anche l'ergastolo ostativo. Dopo sei anni passati regime in alta sicurezza, lo scorso aprile è stato deciso per lui il regime del 41 bis. Dal 5 maggio si trova quindi nel penitenziario di Bancali in regime di carcere duro. 

A motivare il passaggio di Cospito al 41 bis sono stati i suoi scambi epistolari avvenuti negli ultimi 10 anni con anarchici e riviste del settore. Inoltre, il reato contestato a Cospito rappresenta una dei più gravi del nostro ordinamento. Da ormai tre mesi il detenuto è in sciopero della fame per protestare contro le condizioni di detenzione.

Come sta Cospito, le parole del medico

La settimana scorsa il suo medico, per definire la condizione di salute di Cospito, ha usato un'espressione molto chiara: "Siamo sull'orlo del precipizio". II medico ha spiegato che "ogni fisico ha una risposta differente ma siamo arrivati al limite e, a questo punto, anche l'alimentazione forzata, che lui peraltro ha detto di non volere, potrebbe avere un esito devastante. A vederlo Alfredo sta abbastanza bene, non ha particolari segni di mancamento ma a livello chimico stanno succedendo cose importanti che potrebbero diventare irreversibili. Finora ha resistito pur avendo perso 40 chili perché era in forte sovrappeso ma ora che la massa grassa a cui attingere si è esaurita è in corso la distruzione delle proteine che si ripercuote sui muscoli alla disperata ricerca di energie e si ripercuoterà, se dovesse andare avanti, sui muscoli della respirazione".

Nemmeno il cucchiaino di miele che ogni tanto mangia può interrompere questo 'cortocircuito'. "Lui vuole continuare il digiuno, è molto tenace - prosegue il medico -. Ha interrotto l'assunzione di integratori proprio per fra precipitare le sue condizioni e portare l'attenzione sulla sua battaglia. In questo momento poi è sostenuto dal cortisolo in circolo che gli da' adrenalina". Secondo Mellia, che finora l'ha visitato una volta alla settimana in cella, ieri l'ultima, "si sta prendendo sottogamba una situazione che presto potrebbe avere effetti devastanti". 

"Il 41 bis come una tortura"

In favore di Cospito si è espresso il Consiglio comunale di Torino che ha approvato un ordine del giorno col quale, senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, si chiede al ministro di Giustizia "di rispondere in tempi brevissimi all'istanza presentata per ottenere la revoca del 41 bis ad Alfredo Cospito, il detenuto in sciopero della fame dal 20 ottobre scorso". Nel provvedimento si cita l'articolo 27 della Costituzione che sancisce come: ''Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità''.

Manifestazioni pro Cospito e contro il 41 bis sono state organizzate in tutta Italia. Oggi, 25 gennaio, un presidio anarchico è previsto a Roma. Dopo i fatti di Bologna di giovedì sera, dove gli anarchici in sit in contro l'ergastolo ostativo hanno imbrattato e danneggiato bancomat e istituti di credito, anche il presidio romano sarà svolto sotto l'occhio delle autorità per evitare tensioni. L'appuntamento è per le le 11 in piazza Cavour, davanti alla Cassazione.

Una sessantina di gruppi e associazioni e centocinquanta tra artisti, tra i quali c'è anche Zerocalcare, intellettuali, docenti universitari, ricercatori, avvocati, ex magistrati e attivisti hanno sottoscritto la neonata piattaforma 'Morire di pena. Per l'abolizione ddi ergastolo e 41 bis" sulla scia del caso di Alfredo Cospito. "Fin dalla sua nascita - spiegano i promotori dell'iniziativa - il 41bis si è mostrato come uno strumento di ricatto per spingere i detenuti alla collaborazione con la magistratura, fondato su pratiche di vera e propria tortura. Le condizioni inumane di detenzione previste da questo istituto si concretizzano in isolamento in celle di pochi metri quadri, limitazioni all'ora d'aria, sorveglianza continua, limitazione o eliminazione dei colloqui con i familiari, controllo della posta, limitazione di oggetti in cella persino come penne, quaderni e libri. Un progressivo annientamento che provoca danni incalcolabili nel corpo e nella psiche dei detenuti". L'ergastolo viene definito come "assimilabile in tutto e per tutto alla pena di morte". 

Il caso di Alfredo Cospito alla Commissione europea

Il caso di Alfredo Cospito approderà anche all'attenzione della Commissione europea. L'eurodeputato S&D (Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici) Massimiliano Smeriglio ha presentato un'interrogazione urgente sulla vicenda. "Ovviamente è giusto che il detenuto sconti la pena per i reati commessi. Tuttavia la decisione del Ministero di Giustizia italiano sull'applicazione del 41 bis, avvenuta dopo 6 anni dall'ultima condanna, appare sbagliata e sproporzionata", spiega Smeriglio.

"Lo stato di salute del detenuto - prosegue - si è aggravato notevolmente dall'inizio dello sciopero della fame; ad oggi Cospito ha perso 40 chili e afferma di non volersi sottoporre ad alcun trattamento medico forzato. Sono molto preoccupato dalla sua situazione di salute, anche dopo aver letto sulla stampa alcune dichiarazioni del medico che lo ha in cura. Per questo ho presentato un'interrogazione urgente su questa vicenda alla Commissione europea, mettendo in evidenza la situazione attuale del detenuto dal punto di vista del rispetto e della tutela dei diritti umani e della dignità della persona". Il parlamentare chiede al ministro della Giustizia, Nordio, di "agire con urgenza e rimuovere immediatamente il regime di carcere duro a cui è costretto Cospito. Le sue condizioni fisiche sono già gravi. Lo Stato non può lasciare morire un uomo che si batte contro un regime carcerario ingiusto. Sono convinto che una presa di posizione chiara di Bruxelles possa favorire una soluzione positiva a questa situazione''.

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