Sanità provinciale, i sindaci del sondriese attaccano: «Alta Valle e comitato non hanno mai voluto confrontarsi»

I sindaci della Comunità Montana di Sondrio sono convinti che si vada nella direzione giusta: un rilancio complessivo di tutta la sanità di Valtellina e Valchiavenna

«Il Piano per la Sanità provinciale, che la grande maggioranza dei Sindaci, 4 mandamenti su 5 lo hanno sottoscritto, ha ritenuto opportuno condividere dopo aver integrato quello del Politecnico di Milano con un grande lavoro di confronto sul territorio, siamo convinti vada nella direzione giusta, quella di un rilancio complessivo di tutta la sanità di Valtellina e Valchiavenna».

Si apre così la nota diffusa dal sindaco di Sondrio Marco Scaramelli unitamente a Tiziano Maffezzini, sindaco di Chiuro e in rappresentanza dei sindaci dei comuni della Comunità Montana di Sondrio. Sindaci del sondriese soddisfatti della proposta di riorganizzazione della sanità provinciale in cui Sondrio, in una logica di sistema, avrebbe un ruolo centrale.

«Una sanità pubblica di montagna - proseguono - cui tutti auspichiamo: un modello ed una organizzazione in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini, sia per quanto riguarda il sistema ospedaliero che la rete di sanità territoriale, dei quali la nostra provincia ha fortemente bisogno anche per sopperire alla drammatica mancanza di medici, fenomeno nazionale ma ancor più evidente nelle aree periferiche, perché la situazione attuale è obiettivamente poco soddisfacente. La proposta di Regione Lombardia ha offerto alla Conferenza dei Sindaci l’occasione di costruire una sanità su misura, una opportunità cui solo la nostra provincia ha potuto beneficiare, ma dalla quale non è scaturita una voce unitaria come era auspicabile. Un aspetto che non è stato colto da tutti, quello di dar vita ad un modello volto a migliorare la sanità nel suo complesso e non solo lo stato di un ospedale o di un ambito, a discapito di altri».

«Siamo perciò dispiaciuti che i Sindaci dell’Alta Valle, congiuntamente al Comitato per il Morelli, non abbiano mai voluto confrontarsi in sede tecnica, sostenendo solo il loro piano e sottraendosi al dialogo. E quello oggi condiviso non prevede in alcun modo lo “smantellamento” del Morelli, ma ha come unico obiettivo una pianificazione che guarda al futuro della nostra sanità, cercando di dare servizi efficienti in tutta la provincia. Solo mantenendo e rafforzando i presidi presenti sui territori, differenziandone e aggiornandone la vocazione, potremo avere una sanità pubblica di montagna efficiente che soddisfi le esigenze del territorio e non sia posta nelle mani della sanità privata. La maggior parte dei Sindaci ha lavorato al fianco di tutti i territori, cercando di favorire il dialogo e l’unione».

«Ciò ha portato a far prevalere logiche di sistema che vedono i servizi distribuiti su tutti i mandamenti provinciali: Chiavenna, Morbegno e Tirano concorrono insieme a costruire un sistema coerente, con l’Ospedale di Sondrio che rafforza la sua centralità, migliorando molto la sua offerta e i suoi servizi, che al momento non soddisfano pienamente. Allo stesso tempo il patrimonio dell’Ospedale di Sondalo non deve andare disperso ma, anzi, valorizzato e sviluppato, anche tramite una gestione autonoma, come pare possa essere, ma sicuramente non l’unico in valle a vantaggio della sanità privata. E’ chiaro che il confronto istituzionale sia l’unica via che può portare alla sintesi di tutte le visioni, ma, per questo, occorre la volontà di tutti. Una via ancora percorribile, l’auspicio è che dall’Alta Valle ci ripensino ed accettino di confrontarsi in maniera costruttiva, per portare le proprie legittime istanze. Perché solo una piena condivisione può aiutare a ridare corpo e sostanza alla sanità pubblica di cui questa valle ha fortemente bisogno».

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