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Dopo le minacce interviene il sindaco di Grosio: «Profondamente amareggiato. Toni troppo alti»

Il commento di Gian Antonio Pini alla lettera anonima che parlava di "fucilate nelle gambe": «Quando si alzano i toni in maniera esagerata e immotivata, quando le accuse, anche personali, diventano uno dei temi della discussione, c'è chi trascende e fatalmente arriva alla minaccia più bieca perché anonima»

«Sono profondamente amareggiato per quanto avvenuto, quasi incredulo perché a minacciarmi è qualcuno di noi, che non ha compreso il mio ruolo, le mie azioni e le mie parole. Da sindaco di Grosio eletto dai miei compaesani e da presidente della Comunità Montana di Tirano indicato dai miei colleghi sindaci il solo obiettivo che mi pongo è quello di impegnarmi e di lavorare nell'interesse dei cittadini e del territorio, pensando a Grosio e al Tiranese ma senza dimenticare il resto della provincia di Sondrio». A dichiararlo è il sindaco di Grosio, Gian Antonio Pini, dopo la ricezione di una lettera di minacce anonima in cui proprio il primo cittadino, reo di non aver difeso a sufficienza l'ospedale Morelli di Sondalo nell'acceso dibattito pubblico, era "invitato" a stare attento onde esser colpito alle gambe da una "casuale" fucilata (leggi qui). 

«Come tutti voglio una sanità provinciale di qualità, in grado di rispondere alle esigenze del territorio, con ospedali e una rete di servizi territoriali efficienti. In questo contesto il Morelli riveste un ruolo fondamentale, e nessuno di noi, io per primo, potrebbe accettare un ridimensionamento. Una posizione chiara che non ammette fraintendimenti. Allo stesso modo, sono convinto che a prevalere debba essere, sempre e comunque, il confronto aperto e leale tra rappresentanti delle istituzioni, proprio quello che è mancato negli ultimi tempi, perché quando i problemi si trascinano e non vengono risolti, le parti si allontanano ulteriormente. Purtroppo quando si alzano i toni in maniera esagerata e immotivata, quando le accuse, anche personali, diventano uno dei temi della discussione, c'è chi trascende e fatalmente arriva alla minaccia più bieca perché anonima» ha continuato Pini.

«Mi auguro per il bene di tutti che d'ora in avanti prevalgano una discussione corretta e un confronto sincero: da amministratori pubblici, nei rispettivi ruoli, abbiamo il dovere di dare il buon esempio, dimostrando anche ai più facinorosi che, alla fine, una soluzione si trova sempre. La migliore possibile per i nostri cittadini e per il nostro territorio: questo è l'obiettivo» ha concluso il primo cittadino di Grosio.

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