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Sanità in provincia di Sondrio, il Pd incalza la Regione: «Si passi dai proclami ai fatti»

Fabio Pizzul (capogruppo in consiglio regionale) e Michele Iannotti (segretario provinciale): «La Giunta regionale deve riconoscere per la sanità di montagna un’adeguata dotazione finanziaria. No alla contrapposizione tra Sondrio e Sondalo». Le proposte portate in Consiglio regionale

Potenziare l’attività sanitaria e sociosanitaria in provincia di Sondrio in virtù della sua identità montana. Come? Sia attraverso l’assunzione di personale sanitario adeguato, medico e infermieristico, sia attraverso la riqualifica strutturale di tutti i presidi ospedalieri esistenti, prestando particolare attenzione agli ospedali di Sondrio e Sondalo, senza alcuna contrapposizione tra loro, «utile solo al governo regionale a trazione leghista per nascondere l’incapacità di gestire il processo di riorganizzazione ospedaliera».

Il Partito Democratico torna a occuparsi di sanità di montagna, in particolare chiedendo alla maggioranza di declinare in atti concreti i tanti proclami a favore delle realtà alpine. Lo fa attraverso due ordini del giorno presentati dal Gruppo consiliare regionale e condivisi dalla segreteria provinciale del partito, che saranno discussi in Aula mercoledì 16 dicembre. «In virtù della specifica peculiarità montana del nostro territorio, contenuta nella legge regionale 25/2015, che permette l’individuazione di particolari modelli gestionali e organizzativi, nell’ambito della discussione sul bilancio di previsione, i nostri atti mirano a impegnare la Giunta regionale a recuperare le risorse economiche necessarie al potenziamento dell’attività sanitaria e sociosanitaria in provincia di Sondrio», fanno sapere Fabio Pizzul e Michele Iannotti, capogruppo e segretario provinciale dem.

«A nessuno devono sfuggire le criticità che le nostre zone montane devono scontare – dicono i due esponenti del Pd –: le distanze, la difficoltà di comunicazione e di trasporto, i bacini di utenza diseguali, particolarità ambientali ed epidemiologiche, ovvero tutti fattori che rendono evidente come per garantire servizi sanitari e sociosanitari qualitativamente uguali a quelli erogati nelle realtà lombarde di pianura, più popolose e dotate di migliori vie di comunicazione, debbano essere investite maggiori risorse».

Per questo, secondo Pizzul e Iannotti, «la Giunta regionale deve riconoscere per la sanità di montagna un’adeguata dotazione finanziaria, sia per la gestione ordinaria dei servizi che per gli investimenti tecnologici e infrastrutturali di tutti i presidi ospedalieri esistenti che devono assicurare uniformità di prestazioni su tutto il territorio provinciale. È necessario che si cominci a delineare un modello di sanità specifico per la montagna, diverso da quello di pianura, che punti sul potenziamento e sulla diffusione capillare della medicina territoriale».

Accanto a questo il Pd chiede un impegno maggiore per l’incentivo al personale che decida di operare nelle aree svantaggiate: «Serve un cambio di tendenza, sia sulla messa a disposizione di maggiori risorse, sia sulla previsione di incentivi professionali e di carriera per chi lavora in montagna. L’auspicio è che anche i rappresentanti locali in Regione, a cominciare dall’assessore alla Montagna Sertori, condividano gli ordini del giorno proposti dal Gruppo regionale del Pd. Le parole non bastano quando si parla di garantire la salute dei cittadini», concludono Pizzul e Iannotti

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