Martedì, 18 Maggio 2021
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Sanità, sindaci dell'Alta Valle "tirano le orecchie" a Spada

«Ci aspettavamo una maggior unità di intenti. Il sindaco di Tirano, presidente dell’Assemblea dei sindaci del distretto Valtellina e Alto Lario, doveva convocare un incontro per discutere, con tutti i sindaci della provincia, la necessità di una rivisitazione globale del sistema di emergenza/urgenza»

Il fronte dei sindaci del Bormiese e del Tiranese torna a scricchiolare sul tema della sanità in provincia di Sondrio. Dopo la tragica morte di Daniele Bradanini, a distanza di un mese circa dalla richiesta, avanzata dai primi cittadini dei mandamenti di Bormio e Tirano (ad esclusione dei sindaci di Teglio e Aprica) ai vertici di Regione Lombardia affinchè si compisse un netto cambio di rotta nella gestione della sanità in Valtellina e Valchiavenna, ecco emergere delle diversità di visione. Sotto osservazione il comportamento del sindaco di Tirano, Franco Spada, in qualità di presidente dell’Assemblea dei sindaci del distretto Valtellina e Alto Lario.

I fatti

All’indomani della tragedia avvenuta a Valdidentro con la morte di Bradanini, ii 13 marzo scorso i sindaci dell’Alta Valle e gran parte dei sindaci del Tiranese avevano trasmesso ai vertici di Regione Lombardia e di Areu, una nota relativa all’inefficienza del servizio di emergenza/urgenza sul territorio della Provincia di Sondrio (unitamente alla richiesta di incontro all’Assessore al Welfare, Letizia Moratti).

Fondamentalmente i primi cittadini chiedevano una rivisitazione globale del servizio oltre una immediata riconsiderazione del ruolo strategico e fondamentale dell’Ospedale Morelli con il ripristino dell’imprescindibile servizio di emergenza/urgenza con la richiesta di rimozione dall’incarico del Direttore generale di Areu, Alberto Zoli, ritenuto responsabile del drastico depotenziamento del sistema in Valtellina negli ultimi anni e artefice delle scelte gestionali adottate rivelatesi pericolosamente inefficienti. 

«L’episodio mortale, che ha scosso l’Alta Valle, si somma alle tante vicende che mettono sotto i riflettori le enormi criticità del sistema di emergenza/urgenza in Provincia di Sondrio, il quale necessita, quanto prima, di una rivisitazione globale, che non può focalizzarsi unicamente sull’impiego dell’elicottero h24. Le peculiarità del nostro territorio interamente montano, molto esteso, con grandi criticità viabilistiche e metereologiche, impongono, infatti, di rivedere interamente il servizio, non solo in merito al potenziamento dell’elisoccorso e dei mezzi attrezzati su gomma, ma altresì considerando il ruolo fondamentale dei presidi collocati sul territorio» hanno commentato i sindaci di Sondalo, Bormio, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva e Livigno.

Il disappunto per il comportamento di Spada

Stante l’importanza di questo tema per l’intero territorio provinciale, in occasione di un incontro tra i primi cittadini dei mandamenti di Bormio e di Tirano era stato dato incarico al sindaco di Tirano, Franco Spada, nella sua qualità di presidente dell’Assemblea dei sindaci del distretto Valtellina e Alto Lario, di convocare un incontro per discutere, con tutti i sindaci della provincia, la necessità di una rivisitazione globale del sistema di emergenza/urgenza sull’intero territorio provinciale e portare avanti la richiesta, fatta a Regione Lombardia, di rimozione dall’incarico di Zoli. La richiesta, che inizialmente è stata accolta da Spada, non ha più avuto alcun seguito, «nonostante ripetuti solleciti da parte di tutti i sindaci dell’Alta Valle e alcuni colleghi del tiranese». 

«Stante la ripresa del dialogo con i sindaci del tiranese e considerata l’importanza dell’argomento, che ha visto scendere in campo anche le realtà economico-produttive del territorio ed il Vicariato di Bormio – dichiarano i sindaci dell’Alta Valle – ci si attendeva una maggior unità di intenti nel portare avanti, nei tavoli istituzionali, le istanze dei cittadini, oggi profondamente preoccupati della situazione in cui verte la sanità valtellinese e delle sorti dell’Ospedale Morelli che, ribadiamo, deve tornare ad essere il presidio di riferimento del territorio vista anche la forte vocazione turistica dello stesso». 

I sindaci dell’Alta Valle, tuttavia, fanno sapere che continueranno a intraprendere tutte le azioni necessarie a garantire alle proprie Comunità una risposta sanitaria efficace ed a sostenere e valorizzare il ruolo del Morelli, struttura indispensabile per l’intero territorio provinciale. 

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