Sanità, si accende il dibattito anche a Sondrio: bocciata la richiesta di un Consiglio comunale urgente

Il malumore di "Sondrio Civica" e la posizione del "Gruppo Giugni sindaco" dopo le parole del vicesindaco Grillo Della Berta

Anche a Sondrio il tema della sanità di montagna, con la conseguente riorganizzazione dei presidi ospedalieri di Valtellina e Valchiavenna, interessa e coinvolge gli amministratori locali. «Dopo aver assistito a una mozione votata all’unanimità e a un ordine del giorno bocciato per pochi voti in consiglio regionale, letto informazioni contrastanti sui giornali e visto dibattiti in televisione, Sondrio Civica ha chiesto al Sindaco di Sondrio la convocazione di un consiglio comunale straordinario. Ci aspettiamo che la convocazione avvenga in tempi strettissimi e che la giunta e il Sindaco informino il consiglio comunale di quanto sta avvenendo all’interno dell’ospedale di Sondrio, di quali sono le prospettive per la sanità comunale e provinciale e che l’intero consiglio affronti il tema in maniera costruttiva con un dibattito serio e finalizzato al bene dei cittadini, senza contrapposizioni politiche insignificanti e inutili in questo particolare momento storico» avevano annunciato nei giorni scorsi i consiglieri comunali eletti tra le fila della lista civica "Sondrio Civica".

Una richiesta però caduta nel vuoto tanto che gli stessi rappresentanti della minoranza hanno quindi dichiarato: «La nostra richiesta di un consiglio comunale straordinario incentrato sulla sanità provinciale è stata bocciata richiamando il regolamento comunale. La richiesta è e rimane politica e ci aspettavamo una risposta politica, risposta che si è voluta evitare dietro a dei tecnicismi. Abbiamo assistito a interviste dove si parla di unità, di salvare la nostra sanità di montagna, ma, quando le parole devono diventare fatti, non si accetta di portare il confronto nella sede istituzionale più appropriata per le nostre competenze, ovvero il consiglio comunale».

«Per quanto ci riguarda crediamo che sia un dovere per il sindaco denunciare la situazione in cui si trova il nostro ospedale e l’intero assetto provinciale, in questo momento delicato, in virtù della sua presidenza nella conferenza dei sindaci. Può essere altresì un aiuto ad uscire dal politicamente corretto ed avere un mandato dal consiglio nel portare avanti delle idee concrete, riunire tutti i sindaci valtellinesi in questa missione che non riguarda un singolo nosocomio ma tutta la provincia. Le manifestazioni degli ultimi giorni e non solo dimostrano che la nostra sanità provinciale deve e dovrà essere una priorità non vendibile per motivi economici o politici. Auspichiamo quindi che tutti i consiglieri, di maggioranza o minoranza ci appoggino per poter procedere celermente ad un consiglio straordinario, il tempo stringe e non si può aspettare oltre» hanno concluso gli amministratori di minoranza.

Le opinioni di sindaco e vicesindaco

Dal canto suo il sindaco di Sondrio e presidente della Conferenza dei Sindaci dell’ATS della Montagna, Marco Scaramellini, seppur non in occasione di una seduta consiliare a palazzo Pretorio, ha espresso la sua opinione, congiuntamente al sindaco di Chiuro e presidente della Comunità Montana Valtellina di Sondrio, Tiziano Maffezzini, con un comunicato stampa (leggi qui). «Una sanità pubblica di montagna a cui tutti auspichiamo è un modello ed una organizzazione in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini, sia per quanto riguarda il sistema ospedaliero che la rete di sanità territoriale. Siamo dispiaciuti che i sindaci dell’Alta Valle, congiuntamente al Comitato per il Morelli, non abbiano mai voluto confrontarsi in sede tecnica, sostenendo solo il loro piano e sottraendosi al dialogo» hanno scritto Scaramellini e Maffezzini.

Parole condivise poi anche dal vicesindaco del capoluogo, il medico otorinolaringoiatra Lorenzo Grillo Della Berta, su Facebook (leggi qui il suo intervento integrale). Della Berta, dopo aver assistito alla manifestazione pubblica di Sondalo "Giù le mani dal Morelli", a cui hanno partecipato migliaia di persone per protestare in difesa dell'ospedale sondalino ha così commentato: «È evidente che in tutta la vicenda Morelli il pregiudizio e l’emotività predominano e non si riesce a mantenere una serenità di giudizio che possa consentire una analisi appropriata e serena della questione»

La replica della minoranza dopo la manifestazione di Sondalo

Parole dirette che i consiglieri di minoranza del "Gruppo Giugni sindaco" non hanno fatto cadere nel vuoto. «La presenza di quattromila persone che si riuniscono pacificamente in piazza non va mai sottovalutata né tanto meno ridotta a semplice pregiudizio e pura emotività, non è rispettoso dell’intelligenza di cittadini semplicemente preoccupati per una questione che riguarda quello che è un diritto fondamentale, quello alla salute. Come consiglieri del capoluogo non possiamo fare finta di non vedere quello che è successo domenica 9 agosto a Sondalo. Pensiamo sia necessario affrontare il tema della ridefinizione della sanità locale nelle sedi opportune e a livello provinciale con il dialogo, ma senza prescindere dal rispetto degli impegni presi» hanno scritto dal "Gruppo Giugni sindaco".

«La dichiarazione del vice sindaco di Sondrio fa infatti un ragionamento articolato sulla sanità ma dimentica l’”elefante nella stanza” di questi ultimi giorni, il dibattito sul mancato ripristino delle funzioni al Morelli. Questo è l’oggetto delle proteste che accusano un atteggiamento ambiguo da parte di Regione Lombardia. Ogni altra considerazione è prematura, finché non si sarà riparato a questo incidente. Non possiamo che pensare ai nostri conterranei dell’alta valle dicendo che siamo al loro fianco e capiamo le loro preoccupazioni, che sono anche le nostre. Sulla sanità, prima ancora di qualsiasi ragionamento tecnico non dobbiamo perdere di vista la cosa fondamentale: ogni decisione intrapresa va a incidere sulla pelle delle persone a cui bisogna dare risposte chiare, trasparenti e con una piena assunzione di responsabilità da parte degli enti di governo» hanno concluso dalla lista civica di minoranza. 
 

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