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Venerdì, 12 Agosto 2022
la storia

Dal Belgio alla Val di Togno per accogliere e stupire: la nuova vita del Rifugio

Lo scrittore e giornalista fiammingo Thomas Siffer ha comprato il vecchio rifugio per farne un luogo nuovo al ritmo delle stagioni e della luce: "Abbiamo viaggiato tanto nel mondo ma questo posto è unico. Ci prendiamo la responsabilità di proteggere la valle”

La Val di Togno è un segreto. Incastonata tra la Valtellina e la Valmalenco, da sempre si nasconde sopra la testa dei sondriesi, testimone millenaria delle bellezze retiche. Sconosciuta ai più, da qualche tempo la Val di Togno è entrata nel cuore di una famiglia belga. Thomas Siffer, scrittore, giornalista, conduttore e produttore fiammingo ha scoperto il suo nuovo Rifugio attraverso una ricerca in internet, rimanendone folgorato. Era dal 2010 che il Rifugio Val di Togno, edificato nei primi del ‘900, si trovava in stato di abbandono, messo in vendita alla ricerca di nuove fortune.

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La vista dal Rifugio (rifugiovalditogno.com)

È bastato uno sguardo per dare concretezza ai sogni e acquistare l’immobile, posto a 1320 metri sopra il livello del mare, ricordato dai più per la sua iconica finestrella circolare. “Ho sempre avuto il sogno di scrivere un libro bloccato dalla neve in una baita, con l’impossibilità di scendere a valle. È sempre stato il mio desiderio, stare bloccato in alta montagna per 3-4 mesi, insieme a mia moglie. Da tempo cercavamo una baita da affittare. Un giorno mia moglie, che si trovava in viaggio in Cina insieme a mia figlia, mi ha chiamato dicendomi di aver trovato qualcosa. È così che ho preso il treno dalla Puglia, dove abbiamo una masseria, e sono venuto in Valtellina. Già lungo la strada, seduto nell’auto del venditore, sapevo che me ne sarei innamorato. Così è stato, ho visto la struttura e l’ho subito comprata, senza trattare”, racconta il belga davanti ad un caffè seduto ad un tavolo che domina la Val di Togno.

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Il Rifugio Val di Togno come era (rifugiovalditogno.com)

Girare il pianeta per poi ritrovarsi in Val di Togno. “Io e mia moglie, insieme a nostra figlia Luna, abbiamo sempre viaggiato moltissimo. Per esempio, una volta abbia navigato per tre anni attorno al mondo su di una barca vela. Oppure, un'altra volta, sono andato e ritornato dal Belgio a Città del Capo in macchina. Abbiamo viaggiato veramente tanto nella nostra vita ma questo posto è unico, è troppo bello”.

La Val di Togno è un sogno. L’idea di Siffer e della sua famiglia è quella di creare uno spazio per “rallentare”. Un luogo per disconnettersi dalla frenesia della quotidianità, a stretto e lento contatto con la natura e con le persone. Saranno dodici al massimo le persone che potranno esser ospitate nelle cinque stanze della struttura. “Cosa abbiamo da offrire alla gente? Questa valle incredibile, quasi impossibile da raggiungere, soprattutto in inverno. E poi la solitudine, il distacco dal mondo. Stare qui è un sogno”, continua estasiato il proprietario di casa. Tante le richieste di soggiorno già arrivate, provenienti da diverse parti d’Europa. 

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Luna e Wout (rifugiovalditogno.com)

La Val di Togno è conoscenza. A gestire il Rifugio saranno la 27enne Luna ed il suo fidanzato Wout (32 anni). Da circa due anni risiedono già in Val di Togno, alla scoperta dei suoi segreti. Accompagnati dalle persone che vivono e frequentano la valle, per lo più pastori e cacciatori, stanno studiando e si stanno formando per conoscere la flora e la fauna della zona, con rispetto ed armonia. Sono orgogliosi della Val di Togno, delle sue storie e dei suoi segreti. Sembrano più valtellinesi loro di tanti che in Valtellina sono nati e cresciuti. Sanno fare la taneda, raccolgono i “parüc” e accompagnano le vacche in quota. Da qualche mese si stanno esercitando all’avvio dell’attività, programmata per ora per l’autunno prossimo, accogliendo persone nella baita acquistata in un secondo momento al fianco del Rifugio. Un banco di prova per non lasciare nulla al caso.

“La gente arriverà qui e sarà lontano dal mondo, isolata e bloccata. Non si potrà andare al bar, al ristorante o a fare shopping. Dovrà rimanere qui e fare delle passeggiate. Luna e Wout saranno sempre a disposizione degli ospiti. La gente potrà mangiare e bere quando lo vorrà, senza un menù perché qui non ci saranno prezzi per i servizi ma solo pacchetti completi ‘all inclusive’, aggiunge Thomas Siffer. 

La Val di Togno è equilibrio. Sarà il lento susseguirsi dei giorni e delle stagioni a dettare i tempi. I soggiorni, nei propositi dei gestori, saranno ‘immersivi’, viaggi a 360 gradi in uno mondo diverso, per molti nuovo. L’ambizione è grande, con la volontà di non deturpare l’ambiente naturale e la sua quiete. “Vogliamo accogliere le persone ma, dall’altro lato, vogliamo anche proteggere la valle. È molto importante per noi. Non vogliamo creare turismo come non vogliamo, per esempio, fare musica. E non ci sarà luce all’esterno. Ci vogliamo prendere la responsabilità di proteggere la valle”. La lunga strada sterrata, con i suoi accessi limitati, aiuterà a limitare gli accessi, facendo demordere i meno ‘motivati’.

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Il rendering del nuovo Rifugio (rifugiovalditogno.com)

Ora il Rifugio è in fase di ristrutturazione dopo esser stato acquistato nel settembre del 2019. Tanti i lavori che la famiglia Siffer ha deciso di intraprendere per rendere il suo Rifugio accogliente e bello. Accompagnati dall’architetto Gian Piero Ioli, i belgi hanno optato per “una struttura moderna, che possa avere valore anche per la valle”. Attorno alla struttura originale le ditte operanti, tutte valtellinesi, stanno costruendo un piccolo gioiello dove il legno domina. Una grande sala-cucina, con le sue vetrate lunghe quasi 10 metri, dominerà la valle, esattamente con il lungo terrazzo laterale, costruito a sbalzo sul bosco. E poi le camere e la sauna, oltre, ovviamente, alle parti esterne. Il Rifugio sarà un luogo bello da guardare e da vivere, dove stare bene con sè stessi e con gli altri.

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La ristrutturazione (rifugiovalditogno.com)

Il percorso è stato lungo, caratterizzato dalla pandemia e da un “intoppo” legale che ha allungato i tempi di ristrutturazione. “A rallentare i lavori c’è stato il problema del covid, ma la cosa che mi ha fatto più male è stato il problema che abbiamo avuto con la procura di Sondrio che ha sequestrato questa la casa e l’area attorno, bloccando il cantiere per niente. Sapevano che avevamo tutti i documenti, che non avevamo fatto errori, eppure hanno bloccato i lavori. Abbiamo perso un anno di tempo e la disponibilità di alcune aziende. Tutti i prezzi si sono alzati lungo quest'anno, abbiamo perso più di 100mila euro per colpa della procura. È giusto che si facciano indagini ma non capisco perché abbiano bloccato i lavori. Con i nostri vicini ci vergogniamo un po’ visto che il cantiere è qui già da tre anni. Seppur sia una cosa temporanea non è bella da vedere. Avevamo pensato un anno di lavori invece tante cose ci hanno fatto perdere tempo. Mi dispiace anche se non è colpa nostra”.

Thomas Siffer è un uomo schietto e pragmatico, lo si capisce da come racconta le cose. Lo stop al cantiere lo ha amareggiato parecchio. “L’Italia mi ha molto deluso. Nella mia vita ho sempre fatto tutto per bene. Anche in Puglia, dove produciamo olio, facciamo tutto in regola, tutto per bene. Siamo belgi. Per me le regole sono sante come santa è la Legge. Siamo arrivati qui per fare tutto per bene, abbiamo studiato tutto sull’ambiente e sulle valanghe. Abbiamo pagato degli esperti per controllare tutto. Per esempio, c’era una turbina degli anni ’80, illegale, per la quale abbiamo fatto domanda per la presa d'acqua. È costato tanto ma io sono così, voglio fare tutto in regola. Non voglio vivere qui con una turbina illegale. Ancora non ho capito perché hanno sequestrato la struttura, facendoci perdere tempo, soldi e la fiducia nelle istituzioni italiane”, ha voluto rimarcare.

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Nonostante il "peso" del cantiere si faccia sentire, c'è grande voglia di accogliere i primi ospiti nel Rifugio. Con generosità Luna e Wout non vedono l'ora "di mostrare al mondo che esiste un posto così bello". Non è una questione di soldi e guadagni. È la ricerca del vero benessere a spingere la famiglia Siffer in questa nuova avventura. "Un giorno mi piacerebbe fare del mecenatismo. Invitare ed ospitare grandi artisti e scrittori in Val di Togno per creare la loro opere nel Rifugio", confida il belga. Le idee sono chiare come l'acqua dell'Antognasco che dal Pizzo Scalino discende la vallata. Ancora pochi mesi e il nuovo Rifugio vedrà la luce, al ritmo della natura, accompagnato dall'entusiasmo e dalla delicatezza dei suoi nuovi gestori.

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