Valgerola, multato con le pelli di foca sulle piste battute non ci sta: farà ricorso

Il milanese Mario Tramontin: «Il problema è che non ci sono regole definite. Credo sia giusto fare chiarezza in modo che, chi di dovuto, si possa esprimere. Di chi è la responsabilità?»

Immagine d'archivio

Una questione di principio e di sicurezza. Sono queste le motivazioni per cui lo skialper amatoriale Mario Tramontin si appellerà alla multa di 50 euro comminatagli dai carabinieri perchè fermato a praticare lo scialpinismo sulle piste battute del comprensorio di Pescegallo, in Valgerola

Un'attività proibita dalla legge regionale numero 26 del 2014 perchè, seppur equipaggiati anche con pelli di foca per il fuori pista, gli skialper "percorrevano le piste battute destinate allo sci alpino mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli altri sciatori".

Un provvedimento non giusto secondo Tramontin perchè è prassi comune, da diversi anni, praticare sci alpinismo a Pescegallo transitando sulla quella strada agro-silvo-pastorale che, partendo a pochi metri dal via della seggiovia, conduce fino al Rifugio Salmurano, e che in un paio di punti si sovrappone alla pista di discesa.

Poca chiarezza

«Ai piedi della strada praticata da tutti, scialpinisti, ciaspolatori, famiglie con bambini che salgono con il bob, c'è un cartello che ne vieta l'accesso ma è pur vero che sul sito della società che gestisce gli impianti di risalita si fa menzione della strada, tanto che viene descritta come "praticabile", esattamente come accade per le piste da sci» ha raccontato Mario Tramontin.

«Sabato 18 gennaio, giunti al punto in cui la strada interseca la pista Rocca, io e il mio amico abbiamo coscientemente mantenuto la sinistra, rimanendo all'esterno della pista, per non intralciare gli altri sciatori, ma siam stati fermati dai carabinieri, insieme ad altre quindici persone circa, seppur non vi fossero altre possibilità di passaggio» ha continuato il milanese.

Un ricorso costruttivo

«Il problema è che non ci sono regole chiare. Non voglio fare polemica con nessun ma credo sia giusto fare chiarezza in modo che, chi di dovuto, si possa esprimere. Se dovesse succedere qualcosa a qualcuno in quel punto della risalita? Magari a qualche bambino? Di chi sarebbe la responsabilità?» si è domandato l'appassionato delle risalite con gli sci ai piedi.

Pur rispettando il lavoro delle forze dell'ordine, Tramontin, con l'aiuto del proprio legale, si appellerà alla multa per contestarne il principio e per risolvere il problema una volta per tutte.

Da sempre frequentatore della Valgerola, Tramontin con il suo ricorso vuole «aiutare a risolvere una questione insoluta».

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«Lo scialpinismo è uno sport sempre più praticato. La convinvenza con gli altri sciatore e fruitori della montagna invernale è possibile. Ci sono altre realtà, penso in Val Seriana nella Bergamasca, dove vi sono contestulamente percorsi per chi fa sci alpino e per chi risale con le ciaspole o con gli sci ai piedi» ha concluso Tramontin.

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