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Sondrio e la gestione dei senzatetto: un nuovo regolamento e polemiche

Nel capoluogo la presenza di senza fissa dimora è sensibilmente aumentata dopo la pandemia. L'Amministrazione comunale corre ai ripari ma la minoranza non è d'accordo. La vicenda

Nella città di Sondrio la presenza di diversi senzatetto è un fenomeno nuovo. Negli ultimi mesi, complici gli strascichi della pandemia e l'aumento dei flussi migratori dall'Africa e dal sudest asiatico, diversi soggetti hanno vissuto e vivono tuttora per le strade del capoluogo, dormendo su giacigli di fortuna, sulle panchine dei parchi o negli anfratti dei parcheggi sotterranei. Presenze molteplici (12-15 all'incirca), diventate fisse nel tempo, che non sono passate inosservate ai cittadini, infastiditi da comportamenti ritenuti spesso antisociali e non igienici nel centro cittadino, soprattutto presso i giardini Sassi.

È per questo che l'Amministrazione Comunale, su sollecito dalla Polizia Locale e delle forze dell'ordine, ha deciso di apportare delle modifiche al Regolamento di Polizia Urbana (datato 2006), per dotare gli agenti di strumenti più utili nella gestione dei clochard, il cosiddetto "daspo urbano" in primis. Nel tardo pomeriggio di giovedì 14 settembre, presso palazzo Pretorio, se n'è discusso in occasione della pertinente commissione consiliare, presieduta da Dario Ruttico (Forza Italia).

"Da parecchio tempo il territorio del comune è interessato da fenomeni che incidono in maniera robusta sugli standard di sicurezza urbana, decoro degli ambienti pubblici e benessere sociale, rappresentati da un numero sempre più nutrito di persone senza fissa dimora che stazionano stabilmente ed inoperosamente presso aree pubbliche – giardini, aree verdi, parcheggi, luoghi di culto, aree scolastiche e sanitarie etc – pernottandovi e svolgendo presso di esse le loro incombenze quotidiane, adottando di frequente condotte palesemente incompatibili con il normale utilizzo dei luoghi (abuso di sostanze alcoliche, pratiche igieniche scomposte e fonte di imbarazzo e compromissione per la pubblica decenza, occupazione stabile di panchine e arredi urbani, dispersione costante di rifiuti organici ed inorganici a pregiudizio per i profili igienico-sanitari degli ambienti urbani", ha introdotto l'argomento Francesca Canovi (Sondrio Viva), vicesindaco e assessore a Attività produttive ed Eventi. 

"Tali comportamenti hanno assunto diffusione stabile e carattere di permanenza su molte aree del territorio comunale, ingenerando nella popolazione sentimenti di legittima apprensione e timore fino al punto di determinare molte persone a disertare la frequentazione di aree destinate a soddisfare i loro bisogni di svago, divertimento e riposo, condizionandone così gli stili e le abitudini di vita con produzione di diffuse situazioni di conflittualità latente in qualche caso sfociate in episodi di aggressioni fisiche" ha aggiunto il vicesindaco, senza dimenticare come "la tematica presenti evidenti risvolti di disagio sociale ed abitativo e povertà diffuse di carattere economico e culturale, che debbono trovare risoluzione nell’approntamento di strumenti di carattere sociale".

Modifica di regolamento

Come spiegato durante la commissione dal comandante della Polizia Locale, Mauro Bradanini, la modifica del regolamento è attesa perchè "le situazioni di disagio sono aumentate negli ultimi mesi in città" e perchè le azioni messe in campo fin qui non hanno funzionato. "La modifica integra il decreto legge 14 del 2017 (il cosiddetto Minniti, ndr), poi tramutato nella legge 48, ed è stata pensata per arginare i fenomeni che interessano tutte le città, come le occupazioni stanziali indebite, spesso accompagnate da atti di devianza. Credo che sia uno strumento valido perchè mette le forze dell'ordine di poter contrastare fattivamente quelle pratiche che provocano insicurezza nei cittadini. Ora gli agenti potranno applicare, in prima istanza, una sanzione amministrativa pecuniaria, da 100 a 300 euro, oltre che avere la possibilità di dare l'ordine immediato di allontanamento. L'aspetto sicuramente più importante è la possibilità data al questore di emettere un divieto d'accesso ai luoghi".

Nello specifico sarà proibito "ostacolare o rendere difficoltosa la libera fruizione dei servizi, utilizzare le aree pubbliche per pernottare, sedersi o sdraiarsi a terra o sulle panchine con modalità stanziali, pregiudicare il decoro ed il profilo igienico-sanitario delle aree oltre che esercitare condotte tese a condizionare la libera circolazione e la fruizione degli spazi da parte delle persone". Le aree coinvolte dai nuovi divieti saranno: "tutti i parchi e giardini pubblici, aree verdi cittadine, monumenti, chiese e cimiteri, androni, sottopassi e cavalcavia, palestre e campi sportivi, centri commerciali, stazione ferroviaria e autostazione, aree di sosta riservate allo stazionamento di veicoli a motore pubbliche o ad uso pubblico, ospedale e case di cura. Inoltre, verrà interdetto tutto il centro città, nel perimetro compreso tra via IV Novembre, via vicolo Orti, via Quadrivio, via Lavizzari, via Angelo Custode, via Longoni, piazza Cavour, via Romegialli, piazzetta Carbonera, via De Simoni, via Delle Prese, via Trento, via Trieste e via Fiume.

Della necessità di strumenti nuovi è convinto anche Giorgio Beraldo di Sondrio Viva. "In città c'è mancanza di tranquillità e sicurezza in alcune zone. Da padre ho impedito ai miei figli di passare in certi luoghi. La modifica del regolamento è un mezzo per risolvere i problemi. Da anni parliamo di Sondrio città turistica senza però mettere un freno a certi comportamenti. Il tentativo che si sta facendo è quello di avere un elenco di persone schedate, per poter conoscere quante volte non rispettano le norme e, eventualmente, obbligarle ad andare fuori Sondrio. Servono norme scritte". "Il problema è che le persone non si vogliono spostare dalle panchine, nonostante le offerte di alloggi e alberghi. Le modifiche al regolamento servono", ha aggiunto Cristina Maspes dei Popolari Retici.

Le contrarietà della minoranza

Dal canto loro i gruppi di minoranza presenti in commissione hanno espresso contrarietà alle nuove regole. Tra gli aspetti più criticati, la circoscrizione della zona a cui le nuove regole entreranno in vigore e l'introduzione delle pene pecuniarie da infliggere, spesso, a nullatenenti. "Alla vigilia dell'anniversario della morte di don Malgesini ci troviamo qui a parlare di decoro urbano e non di persone. In città mancano posti per l'accoglienza. Viviamo in un epoca in cui la povertà dà fastidio e quasi è una colpa. Chiudendo il centro si sposta il problema senza affrontarlo veramente. L'amministrazione comunale si faccia carico di queste persone e metta in campo altre risposte perchè l'unica pensata, oggi, è inadeguata", ha criticato Roberta Songini del Partito Democratico. Per Alberto Maspero (Sinistra X Sondrio) prima di intervenire sul piano sanzionatorio sarebbe molto più utile e importante intervenire da un punto di vista sociale: "Come si fa a dare una multa a chi non possiede nulla?" ha domandato.

"Vedere queste persone in città è un colpo alla vista e al cuore. Siamo tutti consapevoli della situazione e nessun ha la soluzione, serve però una diversa visione per affrontare il problema. Il regolamento risolverà il problema a metà, facendo spostare queste persone senza risolvere la loro situazione. In questo periodo Terzo Settore e Parrocchia hanno fatto un lavoro straordinario, il Comune di Sondrio faccia la sua parte con più impegno, anche economico, coordinandosi con le realtà in campo per lavorare meglio e con più efficacia", ha rimarcato il capogruppo di Sondrio Democratica, Francesco Bettinelli, convinto che allontanare i senzatetto dalla città non risolva affatto i loro problemi. Opinione condivisa da Pierluigi Morelli (PD). "Il modo di affrontare il problema, con una logica emergenziale, è sbagliato. Così si fa demogogia per creare consenso. Inveve serve un approccio strutturale. In questo regolamento manca il tema della dignità della persona, le persone sono trattate come pacchi, spostati un po' di qua e un po' di là per non disturbare gli altri cittadini".

La replica 

"Questo regolamento tende a contrastare fenomeni di intolleranza che già si verificano in città. L'intolleranza sta montando piano piano", ha replicato il comandante Bradanini prima che Ruttico evidenziasse come "povertà e atti illeciti non siano da confondere". "Quanto sta avvenendo in città è un fenomeno a cui non eravamo abituati che ha un impatto sulla comunità. L'amministrazione da tempo sostiene concretamente la Caritas, la Croce Rossa, i City Angel nel loro operato. Credo che la maggioranza dei sondriesi sia d’accordo con noi su questo regolamento", ha voluto precisare in conlusione di seduta Francesca Canovi. L'approvazione definitiva delle modifiche è prevista per il prossimo Consiglio comunale.

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