Razionalizzazione della rete elettrica tra Grosio e Tirano, il comitato: «Più fatti e meno propaganda»

Scettica la posizione del Comitato per la razionalizzazione linee alta tensione Valtellina-Valchiavenna-Valcamonica, che da anni si occupa del tema

Un operaio di Terna al lavoro

È di qualche giorno fa la notizia di un accordo tra Terna, Provincia di Sondrio, Comunità Montana di Tirano e alcuni comuni del tiranese che consentirà, a valle la realizzazione di un collegamento in cavo interrato di circa 10 Km nei comuni di Grosio, Grosotto e Mazzo di Valtellina e una prima fase di smantellamenti di vecchie linee elettriche per circa 29 chilometri nell’area tra Grosio e Tirano. Scettica la posizione del Comitato per la razionalizzazione linee alta tensione Valtellina-Valchiavenna-Valcamonica, che da anni si occupa del tema.

Il comitato: «Si vuole andare al risparmio. Ennesimo cambio delle carte in tavola»

«Leggere o meglio interpretare i comunicati stampa di Terna - fanno sapere dal Comitato per la razionalizzazione linee alta tensione Valtellina-Valchiavenna-Valcamonica - non è mai stata impresa facile, con l'ultimo le difficoltà nella comprensione si sono accentuate. Pensavamo che questa difficoltà fosse da imputare agli effetti della lunga e triste quarantena che oltre ad aver colpito molto duro ha messo a dura prova anche i ns. neuroni. Poca chiarezza, anzi confusione come sempre, tanto è vero che il sindaco di Mazzo si è visto costretto a rettificare quanto appreso dalla stampa il giorno dopo, con una nota di precisazione, dicendo sostanzialmente di non essere d'accordo con il tracciato del nuovo progetto proposto da Terna».

«Ma cosa è veramente successo giovedì sera in teleconferenza con Roma? Sembra che il nostro progetto, quello del comitato, presentato in autunno in scala 1/5000 che rispondeva ai principi del buon progettare ( salute, sicurezza, sostenibilità, sviluppo sostenibile) sia stato sbrigativamente archiviato in quanto foriero di impatti ambientali e difficoltà realizzative non minimamente supportate da analisi tecniche. Progetto ritenuto valido dai tecnici di Terna solo pochi mesi fa ma accantonato, crediamo, perché più costoso, insomma si vuole andare al risparmio! Ne è scaturita una sommaria proposta di collegamento elettrico tra la costruenda cabina di Grosotto e la linea a 380 kv (Robbia-S.Fiorano) da realizzare principalmente nel comune di Mazzo e di Tovo S.Agata con un impatto sulla salute, sicurezza, ambiente ed economia in una zona fortemente antropizzata».

«Avremmo gradito - proseguono dal comitato - gradito da una grande azienda di stato un progetto dettagliato e definito almeno come il nostro, ci sembra poco serio presentarsi dopo 6 mesi con una bozza con delle righe tracciate su immagini da Google maps. A questo punto una domanda sorge spontanea: "Esiste o no questo accordo? C'è La volontà di portare a termine gli impegni dell'accordo di programma del 2003 celermente? e se esiste per fare che cosa e con quali garanzie finanziarie e di tempistica? ". L' accordo di programma originario e i successivi aggiornamenti prevedevano lo smantellamento di numerose linee, interramento da Villa di Tirano a Grosotto, numerose razionalizzazioni. Impegni vincolanti per compensare il nostro territorio rispetto agli impatti del passaggio della linea a 380kv. Quasi niente è stato fatto in questo senso, ed ora assistiamo all'ennesimo cambio delle carte in tavola».

Il Comitato: «Non accettiamo  il territorio si veda negare la realizzazione del piano già concordato quasi 20 anni fa»

«Sembra proprio una tecnica per rimandare investimenti ed interventi. La domanda è d'obbligo dal momento che i sindaci direttamente interessati dal nuovo tracciato non sono stati sentiti prima, quello di Mazzo non è d'accordo mentre quello di Tovo non era neanche presente alla riunione. Entrambi i sindaci sembrano disponibili a discutere nuovamente il tracciato per trovare la soluzione migliore. Bisogna però essere seri e responsabili e non lamentarsi se poi si perde credibilità. Crediamo che le autorità in campo, Provincia, CM di Tirano, sindaci e Terna debbano prima concordare su soluzioni ben definite che intendano razionalizzare le linee e, sfruttando le nuove tecnologie, ridurre l'impatto ambientale, azzerare i rischi per le popolazioni, minimizzare le interferenze e rispettare distanze di precauzione con i nuclei abitati e rilasciare opportune dichiarazioni solo ad accordi raggiunti».

«Ci vuole più lavoro sulla proposta - concludono dal Comitato per la razionalizzazione linee alta tensione Valtellina-Valchiavenna-Valcamonica -  e meno sulla comunicazione. Come Comitato vigileremo sulla situazione perché, come cittadini, non accettiamo che dopo aver pagato in termini di scempio ambientale, salute e servitù con la costruzione della linea S.Fiorano Robbia, il territorio si veda negare la realizzazione del piano di razionalizzazione già concordato quasi 20 anni fa».

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