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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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"Se l'agricoltura molla, la Valtellina crolla": trattori uniti a Piantedo

La protesta degli agricoltori ha raggiunto la provincia di Sondrio. La posizione di Coldiretti

Dopo le prime azioni che hanno bloccato il traffico in Francia, anche in altri paesi europei, tra cui Belgio, Germania, Grecia e Italia, gli agricoltori si sono uniti e hanno portato per le strade i loro trattori. La protesta dilaga ed è giunta anche in provincia di Sondrio. Dalla giornata di mercoledì 31 gennaio numerosi trattori dimostrano il loro disappunto a Piantedo, presso il Trivio di Fuentes, all'incontro tra Valtellina e Valchiavenna, contro quelle politiche comunitarie definite come "complesse ed inique".

Gli agricoltori hanno sollevato critiche specifiche, tra cui l'eliminazione dell'obbligo a non coltivare il 4% dei terreni, la necessità di riprogrammare il Green Deal e di impedire l'importazione di prodotti agricoli da paesi con regolamenti divergenti oltre che l'abolizione di altri vincoli e incentivi a diminuire la coltivazione. La loro voce si è levata contro politiche percepite come dannose per la vitalità del settore agricolo.

Riscatto agricolo

In una nota diramata dal comitato ‘Riscatto Agricolo’, promotore a livello nazionale della protesta, si legge la richiesta avanzata dagli agricoltori di tutta Italia: "Abbiamo chiesto al Ministro Lollobrigida, un vertice Governo - Commissione Europea urgente. Stiamo affrontando con grande attenzione e consapevolezza le numerose manifestazioni spontanee degli agricoltori dei Comitati liberi in tutta Italia, il coordinamento Riscatto Agricolo sostiene le richieste e condivide la necessità di accelerare i tempi. Per questo motivo serve un vertice del Governo con i ministri interessati, quali il ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Lollobrigida; il ministro delle Imprese e del made in Italy Urso; il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Tajani; il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Picchetto Fratin; la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la Commissione Europea, nella persona della presidente Ursula Von Der Leyen e dei commissari per l’Agricoltura e l’ambiente".

"Il sistema agricolo ora ha bisogno di certezze e nuove basi su cui costruire un futuro migliore, restituendo all’agricoltura il giusto rispetto e la dignità, per garantire il giusto prezzo agli agricoltori - prosegue la nota - il nostro Paese vanta diverse ‘agricolture’: dalle tradizioni ed eccellenze mediterranee del Sud alle produzioni agroalimentari del Nord; pertanto, all’Italia serve un nuovo piano agricolo che attribuisca le giuste peculiarità, garantisca la biodiversità e tuteli le migliaia di prodotti unici. Non servono più deroghe o proroghe di leggi sbagliate, ma serve un nuovo piano agricolo. Solamente l’unione delle differenze nelle differenze potrà ricostruire la dignità agricola europea”.

La presa di posizione di Coldiretti

“A rischio è un comparto che solo tra produzione agricola, attività connesse e quelle di trasformazione alimentare coinvolge in Lombardia circa 53 mila strutture produttive e oltre 200 mila lavoratori”, evidenzia il presidente di Coldiretti Sondrio Sandro Bambini. “La nostra provincia è parte di un tessuto regionale che svolge un ruolo fondamentale per l’agroalimentare italiano: produce, ad esempio, il 17% dei cereali italiani, il 40% del latte nazionale e ha il 40% delle risaie del nostro Paese. Contribuisce per il 50% alla produzione di carni suine, a oltre il 24% di quelle bovine, a quasi il 19% del pollame, al 17% delle uova e al 15% del miele. Grazie a 75 prodotti DOP e IGP, il valore della cosiddetta “DOP Economy” ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro: numeri che fanno della Lombardia la terza regione in Italia per impatto economico dei prodotti agroalimentari di qualità. Siamo quindi a Bruxelles per manifestare tutto il nostro disagio perché come agricoltori non siamo tenuti nella giusta considerazione Non è più tollerabile che il lavoro quotidiano che svolgiamo non venga difeso, ma osteggiato dalle normative e dai provvedimenti europei. Ci auguriamo che a fronte di queste proteste cambi il paradigma e l’approccio che a livello comunitario si ha verso l’agricoltura”. 

Coldiretti chiede di fermare l’ingresso di prodotti extra UE che non rispettano i nostri standard e che sugli accordi commerciali venga garantito il principio di reciprocità. In tale ottica è positivo lo stop della Commissione UE all’accordo con i Paesi del Mercosur. Per il sindacato giallo bisogna tornare a investire nella sovranità e nella sicurezza alimentare europea, assicurando più fondi alla Politica agricola comune dopo pandemia, guerre e alla luce della violenza dei cambiamenti climatici. "Serve la cancellazione dell’obbligo di lasciare incolto il 4% dei terreni destinati a seminativi, perché non ha senso impedire agli agricoltori di coltivare quote dei loro terreni quando poi si è costretti a importare – continua la Coldiretti. “Servono più investimenti e maggiori sostegni ai giovani per il ricambio generazionale, ma l’Europa deve sostenere anche gli accordi di filiera per costruire mercati più equi con una più giusta distribuzione del valore e più trasparenti per i consumatori, anche per contrastare le pratiche sleali".

“Al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – ha affermato il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini – chiediamo di continuare a tutelare gli agricoltori italiani, portando in Europa le nostre ragioni. Serve un cambio di passo rispetto al recente passato. Non ci può essere più spazio per politiche ideologiche che hanno penalizzato gli agricoltori, mettendo a rischio tante filiere anche nel nostro Paese. La nostra battaglia in Europa continuerà in maniera forte e continuativa con proposte per il futuro degli agricoltori”.

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