Mostra del Bitto 2020: il formaggio più buono lo fa il casaro di Albaredo Flavio Mazzoni

Già premiato negli anni scorsi nel concorso morbegnese, il 41enne ha conquistato ben tre primi premi (oltre a un terzo)

Flavio Mazzoni, secondo da destra (foto Mostra del Bitto)

Già perfettamente a suo agio con i premi del concorso dei formaggi, plurivincitore per il miglior Bitto, in questa edizione il casaro originario di Albaredo Flavio Mazzoni, 41 anni, ha superato se stesso meritandosi ben tre primi premi, oltre a un terzo: per il Bitto 2020, per il Valtellina Casera giovane e per quello con una stagionatura fino a dieci mesi.

Durante la stagione estiva ha lavorato all'Alpe Piazza, nel resto dell'anno alla Nuova Latteria Vallone di Traona. Già primo nel 2010, nel 2011, nel 2014, nel 2016 un premio super, nel 2017 per il Bitto di un anno e nel 2018, è rimasto giù dal podio un anno soltanto per rifarsi in questo 2020 con ben tre premi per due formaggi diversi, dimostrando tutta la sua bravura in alpeggio e nella latteria.

Al secondo posto per il "Bitto dell'anno" si è classificato Omar Bertolini che però ha vinto nella categoria riservata alle forme prodotte nel 2019 guadagnandosi il punteggio più alto nelle due categorie del Bitto e aggiudicandosi il premio in ricordo di Aldo Gusmeroli. Completano il podio Vincenzo Besseghini di Cascina Toni di Grosio, terzo per il Bitto dell'anno, proprio come l'anno scorso, Franco Milesi dell'azienda agricola Milesi e Riccardo Vaninetti della Del Curto Farm, rispettivamente secondo e terzo per il Bitto del 2019. A salire alla ribalta sono gli alpeggi Alpe Piazza, nel comune di Albaredo, l'Alpe Pala-Gavedo in Valtartano, Valdisacco nel comune di Grosio, l'Alpe Olano nel comune di Cosio Valtellino e la Val di Lei a Piuro.

Altri formaggi

Nelle tre categorie riservate al Valtellina Casera, oltre alle due vittorie di Flavio Mazzoni, è arrivata quella della Latteria Sociale di Chiuro per lo stagionato. Per il Valtellina Casera fino a sei mesi dietro al vincitore Flavio Mazzoni si sono classificati rispettivamente Maurizio Negrini di Caspoggio e Stefano Franzini e Antonio Durante della Latteria Sociale di Chiuro.

Per il formaggio stagionato fino a 299 giorni oltre a Mazzoni sono saliti sul podio anche la Latteria Sociale di Chiuro, seconda, e La Fiorida di Mantello con il casaro Sebastiano Angelini. Per il Valtellina Casera stagionato oltre i 300 giorni la Latteria Sociale di Chiuro si è aggiudicata il primo posto meritandosi anche il premio intitolato a Roberta Lodi per il formaggio con il punteggio più alto in assoluto. Al secondo e al terzo posto si sono classificati rispettivamente la Latteria Sociale Valtellina con il casaro Francesco Miotti e La Fiorida.

Per lo Scimudin il vincitore è Stefano Barelli di Samolaco che ha battuto la Latteria Sociale di Chiuro e Loris Maghini di Civo. Infine, per il Latteria si è imposta La Fiorida davanti a Omar Bertolini e di nuovo a Flavio Mazzoni.

Giuria

A giudicare le forme presentate, una giuria presieduta da Renato Ciaponi, formata da 25 esperti assaggiatori dell'Onaf, molti dei quali provenienti da fuori provincia, che ha dapprima valutato i formaggi dal punto di vista visivo quindi, divisi in due gruppi, hanno assaggiato ciascuno 25 campioni in contenitori in plastica completamente anonimi. Una modalità diversa dagli anni passati nel rispetto delle misure di sicurezza. La giuria ha rilevato formaggi mediamente di buona qualità, senza difetti, con caratteristiche olfattive e gustative più marcate in quelli a più lunga stagionatura.

In un settore trainato dai produttori più esperti ma reso vivace dalla presenza della nuova generazione, un momento importante della cerimonia è stato la premiazione del casaro più giovane. Per questa edizione il riconoscimento intitolato alla memoria di Battista Nonini è andato a Giovanni Menghi, classe 2004, che durante l'estate ha lavorato con i genitori e il fratello all'Alpe Campello Meriggio, nel comune di Albosaggia. Iscritto all'Istituto Agrario, Giovanni è da sempre appassionato dei suoi animali, mucche e capre allevate nell'azienda di papà Moreno, a Forcola.

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