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La visita del Prefetto Pasquariello alla Melavì di Ponte in Valtellina

Si è discusso delle problematiche presenti e delle sfide future per una delle aziende di punta del territorio della provincia di Sondrio

È proseguito con la visita allo stabilimento Melavì di Ponte in Valtellina il tour che il Prefetto della Provincia di Sondrio, Salvatore Pasquariello, sta dedicando alle maggiori aziende del territorio.

Il prefetto ha visitato, accompagnato dal presidente Bruno Delle Coste, e i vicepresidenti Edoardo Micheletti e Gianbattista Pruneri, una delle tre sedi della Società Cooperativa che raggruppa 240 coltivatori per una produzione di circa 150.000 quintali di mele l'anno. L'incontro è stato l’occasione per conoscere una realtà che da sempre valorizza la coltivazione di mele con elevati standard qualitativi, raggiunti anche grazie alle ottimali condizioni climatiche di cui godono i meleti della valle: la piovosità ben distribuita nel corso della stagione, la protezione a nord delle Alpi Retiche e a sud delle Prealpi Orobie, il favorevole influsso della brezza del lago di Como e l’escursione termica giornaliera in prossimità della raccolta.

Un ruolo importante

"Voglio ringraziare a nome di tutti i soci e degli oltre 120 addetti il Prefetto per questa visita, che è segno di attenzione e di legame con il nostro territorio - ha affermato il Presidente di Melavì Bruno Delle Coste - La nostra realtà ha un importante ruolo per l'agricoltura e l'economia locale, con la sua duplice veste di azienda che gestisce 42 ettari di frutteti e di cooperativa che valorizza e sostiene la mela di montagna valtellinese supportando i produttori nell'intera filiera per garantire al consumatore finale un frutto di alta qualità. Va in questa direzione il riconoscimento, dal 2016, del marchio IGP Mela di Valtellina tanto voluto da Melavì e al quale aderiscono la maggioranza dei nostri soci. Da sempre attenti all’ambiente e al paesaggio agricolo, grazie anche all'adozione di un codice di auto controllo seguiamo i nostri soci per l'intero sistema di produzione e commercializzazione incentivando con aiuti chi si adopera con sistemi di coltivazione sostenibile, come la lotta integrata, a discapito dell'uso ad esempio del glifosato.

Le sfide future

Una realtà che senza timori si prepara alle sfide future, come conferma il Direttore Gianluca Macchi: "Melavì sta affrontando importanti sfide che la vedono impegnata sul mercato con l’intento di promuovere il prodotto mela come una delle eccellenze della Valtellina, anche grazie alle opportunità e alla prospettiva di sviluppo offerta dai trasformati: succhi, essiccati, confetture".

Un'eccellenza valtellinese

Il Prefetto di Sondrio si è detto particolarmente soddisfatto della visita, poiché “ha potuto vedere da vicino una delle eccellenze valtellinesi, il Consorzio Melavì, a cui fanno riferimento oltre 1000 coltivatori delle mele della Valtellina, prodotto che ha ottenuto nel 2010 l’Indicazione Geografica Protetta dall’Unione Europea”.

“L’agricoltura” - ha aggiunto - nel corso degli anni si è evoluta passando da un’attività di sussistenza per le famiglie ad un’attività agricola e commerciale di rilievo nazionale. In Valtellina, gli agricoltori hanno saputo coniugare modernità e tradizione, infatti non hanno abbandonato le proprie radici caratterizzate da duro lavoro, impegno e costanza. Nella pandemia da coronavirus non si sono mai fermati e i prodotti sono sempre arrivati sulle tavole degli italiani. Hanno lavorato in sicurezza, indossando i dispositivi di protezione e mantenendo la distanza interpersonale, lavoratori e clienti sono sempre stati tutelati”.

Il Prefetto Salvatore Rosario Pasquariello ha infine fatto presente che “nel PNRR, che punta sulle riforme e sulla digitalizzazione, c’è anche l’occasione per potenziare l’agricoltura di domani, con fondi dedicati all’agricoltura 4.0, che, con le tecnologie di precisione e l’ottimizzazione delle filiere, sarà un volano per l’agroalimentare italiano. Occorrerà sempre di più in futuro che le imprese coinvolte nelle filiere lavorino insieme, coinvolgendo anche la comunità e il territorio”.

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