Sabato, 25 Settembre 2021
Attualità Traona

Ponte di Traona, dopo mesi di difficoltà riprenderanno lunedì i lavori di consolidamento

Dispiaciuto il presidente della Provincia, Elio Moretti, per i notevoli disagi causati a cittadini e aziende. Il cantiere durerà almeno altri 2/3 mesi. Tutti gli interventi nello specifico

Riprenderanno lunedì i lavori di consolidamento del ponte sull’Adda tra Traona e Cosio Valtellino. Questa è la rassicurazione che ha dato mercoledì scorso il presidente della Provincia ai sette sindaci della zona (Traona, Mello, Civo, Dazio, Cercino, Cino e Mantello) e all’assessore regionale Massimo Sertori. Sindaci che si sono recati a palazzo Muzio per avere notizie e rassicurazioni sull’andamento dei lavori, che sono proseguiti a singhiozzo per tutto l’inverno e che, da ormai un mese, risultano sospesi.

Dispiaciuto il presidente Moretti, consapevole dei notevoli disagi causati ai cittadini e alle aziende che quotidianamente devono spostarsi da una sponda all’altra dell’Adda e che, a causa della chiusura che si protrae ormai dall’estate scorsa, sono costretti ad allungare il proprio percorso utilizzando o il ponte di Mantello o quello di via Forestale, a Morbegno.

«È consapevolezza di tutti che la chiusura di un collegamento stradale cagiona sempre disagi, ma la manutenzione delle opere strutturali, in particolare del ponte di Traona, non era più procrastinabile. Il ponte ha una vita utile di ormai sessanta anni; risale infatti agli anni ’60 ed è stato realizzato secondo le innovazioni tecniche del periodo. Proprio per questo presenta elementi strutturali caratterizzati da una significata snellezza che non risultano più adeguati ai carichi ed ai volumi di traffico di oggi; tant’è che già da anni erano stati imposte limitazioni al transito dei mezzi pesanti» ha commentato Moretti.

Le difficoltà

La criticità strutturale più importante è legata alle opere di fondazione che sono costituite, oltre che dalle due spalle, da 4 pile in alveo, fondate su pali del diametro di 40 cm e lunghezza di 12 metri. Proprio il programmato intervento di rinforzo delle fondazioni si è rilevato il principale problema del cantiere. Il progetto prevede la realizzazione di 40 nuovi pali di diametro maggiore (60 cm), della lunghezza di 22 m, posti in prossimità di quelli esistenti. Operare al di sotto dell’impalcato ha comportato notevoli difficoltà esecutive che, nella prima fase di lavoro, hanno causato anche un cedimento di due pile con la conseguente, inevitabile sospensione dei lavori al fine di monitorare il comportamento della struttura.

Alla ripresa, al fine di velocizzarne la realizzazione e garantire una maggior sicurezza sia della struttura, sia delle maestranze, sono stati realizzati dei pali di testa in trivellazione anziché in perforazione, pali resi sin da subito parzialmente collaboranti con le pile esistenti. Ultimati i pali trivellati che hanno consentito di stabilizzare la struttura è ripresa l’esecuzione dei pali sotto l’impalcato per le restanti pile, riscontrando però anche in questo caso notevoli difficoltà.

Il mese scorso è stato sperimentata una nuova tecnica di perforazione, realizzando un palo di prova con dei tubolari in acciaio infissi con l’ausilio di martinetti idraulici e travi di contrasto fissate alla struttura esistente. La prova su un primo palo ha dato esito positivo e dunque la nuova tecnica sarà utilizzata a partire dalla prossima settimana per completare i pali di fondazione.

Dopodiché si dovrà procedere con il sollevamento dell’impalcato, la formazione dei nuovi appoggi ed il rinforzo esterno delle travi. Per ultimare l’intervento sarà poi eseguita l’impermeabilizzazione dell’impalcato, il rifacimento dei giunti di dilatazione e la nuova pavimentazione. È certo dunque che le attività di cantiere proseguiranno quindi per altri 2/3 mesi.

Ridurre i tempi

«Faremo ovviamente il possibile per ridurre i tempi e su questo auspico la massima collaborazione anche della ditta che esegue i lavori, che peraltro è della zona e dunque ben comprende l’importanza di concludere al più presto, per restituire finalmente ai cittadini una infrastruttura sicura. Colgo anche l’occasione per evidenziare che con i fondi che saranno messi a disposizione per la ripresa economica dalla grave crisi causata dalla pandemia, nei prossimi anni ANAS, Ferrovie, Province e Comuni avranno a disposizioni importanti risorse da investire nell’ammodernamento delle infrastrutture: sarebbe auspicabile che tutti avessimo una visione più positiva degli investimenti infrastrutturali e dell’operatività del pubblico, poiché come abbiamo potuto constatare, sono alla base della mobilità privata di ognuno di noi» ha dichiarato Elio Moretti.

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