Venerdì, 19 Luglio 2024
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I Pessimi Elementi bruciano ancora

Il ritorno sulla scena musicale del gruppo più punk della Valtellina

Cosa significa "essere punk" nella musica del 2024, anno in cui persino al festival di Sanremo partecipano gruppi con una presunta attitudine da ribelli e look finto trasgressivi rimasti in realtà fermi agli anni 70? In cui nostalgia e ciclicità hanno riportato in auge nomi come i Blink-182, Sum 41 e altre incarnazioni più pop del genere, conquistando a suon di Tik Tok anche la Gen-z, prendendo il posto lasciato vacante dall'ondata Trap ormai spompa?

Facciamo un passo indietro: è il 2007, i fasti del periodo d'oro del punk melodico iniziano ad essere lontani, la musica in voga è completamente diversa ed Mtv non è ancora entrata nella sua fase declinante. Nonostante questo (o forse proprio per questo) un gruppo di amici tra Teglio e Sondrio decide di mettere insieme una band con l'irruenza giovanile tipica di chi se ne frega di tutto e tutti. Nascono così i Pessimi Elementi.

Salto nel tempo di 17 anni, tra cambi di line up, addii e ritorni, i Pessimi Elementi sono ancora vivi e vegeti, sopravvissuti alla scomparsa del cd, al ritorno del vinile e persino delle musicassette. Mantenendo intatta quell'attitudine iniziale fatta di strafottenza e cazzeggio, hanno tirato avanti fregandosene delle mode, delle playlist e degli streaming, rimanendo grezzi e veraci come agli esordi.

Un atteggiamento che ha pagato, in termini di calore e seguito del pubblico. I loro fan non sono semplici ascoltatori, sono una famiglia cresciuta assieme a suon di live, che aspettava febbrilmente di urlare con loro i pezzi del nuovo disco "Ancora Brucia".

I riferimenti anche stavolta sono quelli classici, Rancid e NOFX su tutti ma anche Porno Riviste, Derozer e altri del filone anni 90 se si guarda all'Italia. Analizzare il disco dal punto di vista tecnico sarebbe soltanto un esercizio fine a sé stesso (seppur concedetemi un plauso alla sezione ritmica basso-batteria): i Pessimi Elementi portano ai massimi livelli il concetto di "fare una cosa e farla per bene", inutile pretendere o cercare qualcosa di diverso.

Al suo interno si possono trovare storie di alcool e droghe, ansia e paranoie, sesso (in questo caso specifico di autoerotismo) e amore, vecchiaia che avanza e voglia di anarchia mai sopita, lasciando un po' di spazio anche per il dialetto e per qualche stoccata alla critica musicale.

Come già in "Pagani e Malfattori", il loro terzo disco, forse il pezzo più interessante che trascende un po' il genere rimane "Dada-Punk" qua alla sua seconda incarnazione, un flusso di coscienza dadaista accompagnato da una strumentale al limite della jam session, con echi  prog e hard rock.

Per tornare alla domanda iniziale forse non ha senso stabilire cosa sia punk e cosa no, soprattutto se parliamo dei Pessimi Elementi: loro se ne fregano, se ne sono sempre fregati e continueranno a fregarsene fino a quando continueranno a fare musica come piace a loro (e anche dopo). E se non è punk questo allora non ho idea di cos'altro lo sia.

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