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La replica / Sondalo

Ospedale Morelli, il sindaco Peraldini risponde alle accuse

Dopo la petizione bocciata e l'intervento del Movimento popolare "Morelli autonomo", il primo cittadino passa al contrattacco: "Non ci faremo trascinare in una campagna elettorale lunga nove mesi"

Ferma levata di scudi di tutta l’amministrazione comunale sulle accuse di non essere in buona fede per il Morelli. Il sindaco Ilaria Peraldini difende la soluzione della Fondazione e rimbalza tu/e le accuse riguardanti le responsabilità della situazione attuale. “Chi è venuto prima di me dovrebbe farsi l’esame di coscienza: che cosa hanno fatto mentre rivestivano la carica quel popolo di “ex” che ora criticano tutto e tutti? Non ci faremo trascinare in una campagna elettorale lunga 9 mesi!“ 

L'intervento del sindaco Peraldini arriva dopo la seduta del consiglio comunale in cui è stata bocciata la petizione che chiedeva una gestione autonoma per l'ospedale Morelli, atto molto criticato dal Movimento popolare Morelli autonomo guidato dall'avvocato Ezio Trabucchi.

Ora, invece, è il primo cittadino sondalino, spalleggiato da tutta l'amministrazione, a passare al contrattacco ribadendo le ragioni della sua posizione. Dopo un’articolata esposizione, il sindaco di Sondalo, Ilaria Peraldini, a nome di tutto il consiglio comunale, rigetta al mittente la richiesta, pervenuta a mezzo petizione, “..di assumere un preciso atto di indirizzo politico che vincoli il sindaco e l’amministrazione comunale a rappresentare alla Regione Lombardia la richiesta di ricostituire nella sua integrità giuridica, amministrativa e patrimoniale l’Ente Ospedaliero Morelli ” in quanto, sin dal proprio insediamento, l’Amministrazione da lei guidata persegue il medesimo obiettivo dichiarato in petizione ma con una soluzione tecnica diversa dalla “proposta Mescia”, in sintesi optando per una fondazione di partecipazione e non un’azienda autonoma, come prevedeva la cosiddetta “proposta Mescia” del 2007, cara all’ex sindaco Luigi Grassi ed agli altri primi firmatari, al punto di riproporla, nonostante le reiterate bocciature degli ultimi 16 anni.

Tra le motivazioni tecniche che fanno preferire una fondazione ad un’azienda autonoma si leggono una maggior coerenza con la normativa di Regione Lombardia in tema di sistema sanitario lombardo; il rispetto ed il coinvolgimento del territorio, in tutte le sue declinazioni pubblico/private, anche in punto di “vicinanza” alla persona ed ai bisogni, l’aderenza al principio costituzionale di sussidiarietà; il ruolo di cabina di regia e di attuazione della erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari alla persona nell'ambito della sanità di montagna, del welfare di prossimità, della medicina di comunità, della rete territoriale, dello sviluppo ed implementazione delle professionalità medico-sociosanitarie; e ciò anche in previsione delle Olimpiadi 2026; la capacità di interrelazione con enti nazionali ed internazionali in tema di ricerca, innovazione ed informazione; la spiccata presenza dellecaratteristiche previste nell'ambito del PNRR. In sintesi quanto proposto razionalizza, coordina con il nuovo contesto normativo, supera, implementa ed attua, con procedura semplificata, (in quanto si applica la normativa in vigore senza dover aspettare nuovi provvedimenti!), quanto contenuto nella proposta Mescia.

Motivazioni tecniche ma anche considerazioni politiche, soprattutto sul metodo con cui i primi firmatari l’hanno accusata di tradire la causa del Morelli. E lo fa rimbalzando ogni insinuazione più o meno esplicita espressa nella petizione e nelle dimissioni dell’ex consigliere Pellegatta, scorrendo la storia degli ultimi trent’anni, circoscrivendo date ed attori protagonisti. Dalle dimissioni “inutili” (vista la reiterata assenza dell’ex consigliere Pellegatta che aveva presenziato al solo consiglio d’insediamento), alla raccolta firme che qualche cittadino “pentito” ha definito fuorviante, alle mancate richieste di confronto, a tutte quelle critiche da parte dei soliti noti (così definisce il popolo di “ex” che non mancano di criticare pesantemente ogni notizia di fonte istituzionale riguardante il Morelli ma che al tempo in cui ricoprivano la carica nulla di quanto recriminano hanno fatto), “ex sindaci, ex sindacalisti, ex consiglieri provinciali, ex presidenti di CM, ex presidenti della conferenza dei sindaci, ex lavoratori pubblici che se la prendevano con la Sanità privata ma che ora fanno visite a centinaia di euro l’ora, opinionisti da tastiera dalla ridondanza narcolettica, quei tronfi soloni, quei sedicenti illuminati ed infallibili profeti che al tempo in cui potevano portare avanti la causa del Morelli, erano i contemporanei spettatori di quel panorama di padiglioni che in quegli anni diventava desolato, - come ha ricordato l’ex consigliere Pellegatta nella lettera di quelle che ha chiamato dimissioni, perché se si vuol attribuire a questa amministrazione la chiusura della metà dei padiglioni, ricordo che il 9° è stato chiuso nel 1978, il 7° nel 1997, l’8° nel 2001, così come il 6° ha visto, in tempi “recenti” un modesto periodo di apertura solo fra il 1975 ed il 1981 seguito da un lungo periodo di chiusura”.

Il sindaco Peraldini non ha poi mancato di sottolineare come alcuni risultati conseguiti (ripristino tre alte specialità, emendamento ‘montagna’, nomina di un manager esclusivo per Sondalo figura, questa, assente dallontano 2003, ma presente addirittura nella proposta Mescia) che hanno rappresentato annose battaglie di ex rappresentanti delle istituzioni, Comitati, etc.. siano state oggetto o di rivendicazioni o di critica. Amareggiata sul come un ex sindaco di Sondalo accusi di mala fede quello in carica sulla questionedel Morelli: “non mi sognerei mai nemmeno di pensarlo ma se mi si accusa forse qualcuno si dovrebbe fare un esame di coscienza” prosegue citando qualche risultato dell’Amministrazione Grassi: già la stessa proposta di Mescia riconosceva nella Conferenza dei Sindaci il più importante tavolo istituzionale in materia di sanità a livello provinciale, spiega Peraldini, bene, il caso ha voluto che l’ex sindaco di Sondalo, sig. Luigi Grassi, ne abbia ricoperto la carica di Presidente per un periodo e fino al 2016, ma ciò nonostante, in quegli anni chiusero la cardiologia (2015), l’unità coronarica (2015), venne sdoppiata la neurochirurgia (2016) e addirittura trasferita la scuola infermieri a Faedo (2010)! Traetene le conclusioni voi.

Peraldini rimanda agli scriventi anche le illazioni riguardanti il cambio di rotta con Regione Lombardia ed il ruolo di Sondalo nella Comunità Montana Alta Valtellina: “Tengo a precisare che questa amministrazione - che è una vera lista civica- può permettersi, fortunatamente, di dialogare con chiunque, indipendentemente dal colore della giacca!”, prosegue “siamo un unico territorio e se vogliamo crescere dobbiamo collaborare e confrontarci costantemente in tutto, perché non basta rivendicare egoisticamente attenzioni alla bisogna” e precisa che da quando ricopre la carica di sindaco ha ricevuto pieno mandato da tutti i Sindaci dell’Alta Valle (alcuni dei quali presenti in sala) a rappresentarli in materia di Sanità, condividendone strategie e visioni (Sindaci con i quali Peraldini ha ricominciato a collaborare dall’inizio, a differenza del predecessore, arrivando a far parte dellamaggioranza e assumendo la presidenza dell’ente comunitario) .

Non manca nemmeno la ricostruzione di come i soliti noti abbiano distrutto l’allora Comitato a Difesa della Sanità di Montagna (di cui la stessa Peraldini ha fatto parte per anni) per gli incontenibili ed incompatibili protagonismi, generando così correnti divise ed inconcludenti, dai modi ed ai toni con cui questi hanno reso impossibile il proseguo della collaborazione diretta con le Amministrazioni comunali e sovracomunali. “Non sono l’unica ad aver inteso, come interpretazione al comportamento di Grassi e dei promotori, l’avvio anticipato di una campagna elettorale, non trovo altre spiegazioni, se fossero in buona fede avrebbero cercato il dialogo, e non avrebbero avviato una raccolta firme con modalità discutibili, ottenendo come unico risultato quello di far passare la popolazione di Sondalo divisa anche sul temadel Morelli. Che tristezza! Mi spiace per i cittadini, soprattutto per quelli che sono venuti a scusarsi perché credevano, firmando per il Morelli, di sostenere la nostra Amministrazione.”

A tal proposito, è soprattutto ai giovani che si rivolge “nel rispetto della libertà di opinione e del diritto a dissentire, consiglio loro di informarsi direttamente presso le istituzioni e di maturare autonomamente la decisione di appoggiare certe richieste di sostegno perché purtroppo, a certi soggetti, riesce molto bene convincere, usare per i propri fini ed infine gettar via le persone avvicinate precedentemente”.

Il Consiglio Comunale di Sondalo, si è concluso con la conferma a proseguire l’impegno dell’attuale Amministrazione, d’intesa con i Sindaci dell’Alta Valle, che il Sindaco ha ringraziato pubblicamente, e con chi vorrà unirsi, l’azione a difesa dell’Ospedale che passa anche attraverso la richiesta (peraltro già fatta più volte) di dare attuazione all’”emendamento Montagna” al fine di ottenere per il Morelli una vera autonomia. “Certo si può fare di più, e di meglio, sempre; ma posso asserire in maniera tanto tranquilla quanto incontrovertibile che la nostra amministrazione non cadrà allo sgambetto di farsi trascinare in una campagna elettorale lunga 9 mesi. Noi non utilizzeremo l’ospedale Morelli come tematica di scontro e non scadremo nelle bieche pratiche care ai vecchi della politica, tutto per un solo motivo: abbiamo rispetto per la gente di Sondalo, non se lo merita”.

A dimostrazione dell’attenzione sul Morelli, durante il consiglio è stata annunciata la data di una nuova assemblea pubblica, così come già anticipato durante gli incontri tenutisi tra febbraio e marzo, che si terrà il 6 ottobre a Sondalo.

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