Martedì, 28 Settembre 2021
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Sondrio, la nuova Piastra mette al centro le persone

Ascolto e coinvolgimento dei residenti del quartiere, stretta collaborazione con la scuola, apertura di uno spazio di confronto e sostegno. Le azioni messe in campo dal progetto “La nuova Piastra. Qualità della vita nel verde”

Quando si parla di riqualificazione urbana si pensa subito, con molta facilità, al recupero degli edifici o, più in generale, degli spazi, con interventi di tipo architettonico e urbanistico. A pensarci bene uno spazio nuovo, adeguato, è fine a se stesso se, parallelamente, non si compie un percorso di affiancamento e sostegno della comunità che vi ci vive e vi transita. È un lavoro che deve andare di pari passo perché una comunità, per potersi definire tale, ha bisogno di un luogo in cui identificarsi, meglio se adeguato a rispondere alle necessità della comunità stessa.

Lo sanno bene quelli del Consorzio Sol.Co, responsabili del progetto “La nuova Piastra. Qualità della vita nel verde”, operativi da qualche settimana nel quartiere sud-ovest di Sondrio. Se da una parte i milionari interventi strutturali sugli stabili sono avviati e, in alcuni casi, già conclusi, i progetti di coinvolgimento della comunità stanno via via prendendo forma. Azioni eterogenee, strettamente collegate tra di loro, basate sul coinvolgimento attivo degli abitanti della zona.

«Con questo progetto vogliamo dare voce a chi non ce l’ha. Il nostro è un lavoro sul territorio, a stretto contatto con le persone, con l’obiettivo che diventino protagoniste del quartiere, in una sorta di democrazia partecipata. Noi siamo qui per ascoltare tutti, dal bambino di un anno all’anziano di 99 anni» spiega Veronica Maione, assistente sociale di formazione, responsabile dello sviluppo di comunità all’interno del progetto “La nuova Piastra. Qualità della vita nel verde”.

Coinvolgere per dare fiducia e sostenere la comunità, prevenendo situazioni di degrado. Giungere alla creazione di un comitato di quartiere, capace di sostenere le persone senza che si sentano abbandonate dalle Istituzioni, attraverso attività di socializzazione, è l’obiettivo del progetto.

Per questo è stato istituito, al centro della passerella pedonale fra le torri, “La Nuova Piastra LAB”, uno spazio fisico, un presidio, dove accogliere la comunità del quartiere. «Un laboratorio di idee che si occuperà di mediazione ed ascolto, informazioni sulla riqualificazione, raccolta e studio di progetti, vita di quartiere, organizzazione eventi, progetti di cittadinanza attiva, attività sociali e culturali» ha spiegato Lucia Coradi, responsabile del progetto condotto da Sol.Co, dedita, tra le altre, a valorizzare i 43 spazi commerciali in disuso della zona.

lab piastra-2

Un luogo della comunità, per la comunità, dove far convergere le diverse forze che da tempo operano, su diversi frangenti, all’interno del quartiere. Uno spazio per fare rete tra le associazioni, con l’obiettivo di prevenire disagio e degrado e formare una “comunità educante”. Strategica a tal proposito l’alleanza con la scuola del quartiere, l’Istituto comprensivo “Paesi Orobici”. Un accompagnamento a 360°, come spiegato da Federica Greco, responsabile nel progetto della partecipazione giovanile: «Insieme alla scuola portiamo avanti un’azione reciproca di tutela ed osservazione».

«Il quartiere della Piastra è adatto alle sperimentazioni. Con le insegnanti stiamo co-progettando soprattutto sulla questione spaziale, dei luoghi, dialogando per quella che la letteratura chiama “outdoor education”. Negli incontri è emersa forte la necessità di un accompagnamento dei ragazzi fuori dall’orario scolastico all’interno del quartiere in cui vivono, stiamo lavorando anche in tal senso per evitare che ci possa essere ghettizzazione» ha aggiunto Federica Greco. 

Nei giorni scorsi è iniziata la realizzazione di un parco giochi “orizzontale”, a terra, nato delle idee dei bambini delle scuole. «Abbiamo consegnato alla scuola primaria Racchetti 180 cartoline, sulle quali i bambini potranno disegnare il loro parco giochi ideale. Sarà l’artista Giada Wood a raffigurare le idee dei bambini sulle stradine del quartiere» hanno concluso le responsabili del progetto.

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