Martedì, 21 Settembre 2021
Attualità Torre di Santa Maria

Il Museo delle Guide di Torre Santa Maria rende omaggio all'alpinismo e chiede aiuto agli appassionati

Alla ricca dotazione di materiale cartaceo e multimediale si aggiungeranno le raccolte di tanti donatori per essere valorizzate

Materiale cartaceo e multimediale, fotografie, video, libri e pubblicazioni: per arricchire il Museo delle guide di Torre Santa Maria, l'Amministrazione comunale si rivolge a tutti gli appassionati di montagna, a chi colleziona cimeli dell'arrampicata, a coloro i quali conservano vecchi documenti raccolti da genitori e nonni nel corso dei decenni. Questo materiale, eventualmente riprodotto, avrebbe una degna collocazione e una puntuale valorizzazione all'interno dello spazio ricavato nell'ampio sottotetto dell'edificio comunale di Torre Santa Maria. Un'idea che si è potuta concretizzare per l'impegno dell'Amministrazione comunale e il contributo di 200 mila euro sul progetto Interreg "B-ICE & Heritage", Programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera 2014/2020 promosso da Regione Lombardia. Un progetto finalizzato a rinnovare la proposta turistica nel territorio del Piz Bernina puntando su cultura e ambiente.

Il museo si è rifatto il look

Il nuovissimo Museo delle guide può contare su un'importante dotazione di materiale, fra documenti, fotografie e libri, per oltre un secolo di scalate e grazie al Cai della Valmalenco è stata avviata una collaborazione con l'omologa associazione inglese. Proprio dal Regno Unito, infatti, provenivano i primi scalatori che nel 1862 sfidarono i pinnacoli di roccia e ghiaccio del Monte Disgrazia, dopo essere giunti dalla Valmalenco. Da allora gli scalatori non si fermarono più. Nel 1880 venne costruito il rifugio Scerscen-Marinelli, a 2900 metri di altitudine, seguito, nel 1913 dalla Marco e Rosa sul Bernina, a 3600 metri: si sviluppò il turismo d'alta montagna e iniziarono a operare le prime guide alpine. Una tradizione che continua per la Valmalenco e che il Museo delle guide di Torre Santa Maria intende celebrare, in omaggio agli alpinisti e ai gestori dei primi rifugi che proprio qui erano nati. I territori della provincia di Sondrio e del confinante Canton Grigioni, riuniti nel progetto Interreg "B-Ice & Heritage", condividono le alte vette e l'ambizione di promuoverle presso un pubblico più ampio, contando anche sulla nuova esposizione museale. I lavori di finitura dei locali sono terminati ed è iniziata la fase dell'allestimento. 

Gianotti: "Orgogliosi della nostra tradizione alpinistica"

"Siamo soddisfatti della ristrutturazione del sottotetto che ha risposto pienamente alla nostra esigenza di ricavare spazi diversi - sottolinea il sindaco Giovanni Gianotti -, a cominciare da quello destinato al Museo delle guide. Siamo orgogliosi della nostra tradizione alpinistica e intendiamo valorizzarla e promuoverla attraverso il museo che, nei nostri auspici, dovrebbe diventare il centro di riferimento per l'intera Valmalenco. Ci rivolgiamo a quanti sono in possesso di materiale sulla storia dell'alpinismo affinché valutino l'opportunità di metterlo a disposizione: all'interno del Museo troverebbe la giusta collocazione per un'ampia fruizione". 

Condividere il materiale gelosamente custodito in librerie private, infatti, anche attraverso delle riproduzioni, consentirà di rendere tutti partecipi delle emozioni che soltanto le esperienze alpinistiche, con le cime che ne hanno rappresentato lo scenario, sono in grado di regalare ai cultori di questa disciplina e più in generale a tutti coloro i quali amano la montagna.

Realizzata anche la palestra di arrampicata

Alla sinistra del corpo scale, che esporrà immagini e documenti sulla storia delle scalate, è stata realizzata la palestra di arrampicata, tecnicamente una "moonboard", ovvero un muro di allenamento interattivo standardizzato che collega una comunità globale di scalatori attraverso una app. In vista della conclusione dell'allestimento, attesa per la fine dell'anno, si punta ad incrementare la già ampia dotazione di materiale, arricchita nei mesi scorsi dall'acquisto di libri sull'alpinismo da parte del Comune, grazie alle donazioni di chi è in possesso di materiale di interesse. Sono già molte le persone che hanno manifestato la loro disponibilità a cedere fotografie e video, eventualmente riprodotti, libri e pubblicazioni. L'obiettivo è quello di trasformare il Museo delle guide e dell'arrampicata in una risorsa per il paese e per l'intera Valmalenco.

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