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Valtellina in lutto per la morte di Roberto Gasperi, 'il re dei cinema'

Se ne va, dopo aver lottato contro un male incurabile, Roberto Gasperi, noto imprenditore nel mondo cinematografico valtellinese

Se ne va, dopo aver lottato contro un male incurabile, Roberto Gasperi, noto imprenditore nel mondo cinematografico valtellinese.

Nel 1993 costituì con la moglie la società Cinegest. Gasperi si occupava però di esercizio cinematografico da più di cinquant’anni, facendo tesoro dell’esperienza acquisita dal padre, pioniere della settima arte fin dal 1920. Infatti, sotto forma giuridica diversa Roberto e la moglie hanno gestito sale cinematografiche originariamente in alta Valtellina, sul lago di Como, in Valcamonica e negli anni ‘80/’90 le due sale di Sondrio Pedretti e Ciak.

Attualmente gestiva le sale cinematografiche di Morbegno: Pedretti, Iris e Cinema 3.

Tanti i messaggi di cordoglio e vicinanza.


Renzo Fallati ricorda l'amico Roberto Gasperi

«Roberto - scrive Renzo Fallati in un post - ha contribuito a rendere Morbegno un paese più accogliente, più bello. Grazie a lui e alla sua passione, "andare a cinema" è diventato un'esperienza sempre bella. Le due sale grandi (l'Iris e il Pedretti) le ha trasformate in grandi salotti. E solo lui poteva avere l'idea di creare il Cinema Tre. Il Cinema Tre mi ricordava alcune sale d'Essai a Milano o a Monza, o a Firenze negli anni Sessanta e Settanta. Conuna differenza sostanziale. Il Cinema Tre era, anche lui, bel comodo. Roberto portava a Morbegno tutti i film di prima visione e, nello stesso tempo, sosteneva il Cineforum della Biblioteca ... Roberto era un grande. Mi mancheranno le sue battute e la sua fine ironia. E poi ascoltavo volentieri i suoi suggerimenti: "questo è un film da non perdere"; "quello è un film che puoi lasciar andare"». 

«Negli ultimi mesi - conclude - mentre lui lottava contro "il male", ci siamo sentiti alcune volte al telefono. E mi ero ripromesso di salire a trovarlo, su a Tresivio, e vedere con lui un film che mi avrebbe proposto. Peccato, non ho fatto in tempo. Ciao Roberto, io so che il ricordo sconfigge la morte. Certo lascia noi nel dolore. Tu cerca di star sempre vicino alla tua Aurella, alla tua Federica e a tutti i tuoi cari».

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