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In difesa del territorio

Cagnolino non curato, Enpa puntualizza: "La reperibilità è garantita 24 ore su 24"

Dopo le accuse della coppia di turisti residente nel milanese anche l'ente attivo sul territorio ha voluto dire la sua

Enpa scende in campo nella vicenda legata al cagnolino di una coppia di turisti residenti a Milano che, nei giorni scorsi, a detta proprio dei suoi proprietari, non ha ricevuto le cure che gli sarebbero servite dopo aver ingerito un corpo estraneo, tanto da costringere i turisti stessi a rientrare a Milano in piena notte per garantire l'assistenza al loro animale.

E proprio Enpa Sondrio difende a spada tratta, attraverso un post sul suo profilo Facebook che riprende il primo articolo di denuncia pubblicato su questa testata, la qualità del servizio dei veterinari nel territorio di Valtellina e Valchiavenna e rimanda al mittente le accuse, sottolineando, invece, come a essere sbagliato e controproducente per la salute degli animali domestici sia fin troppo spesso l'atteggiamento dei proprietari:

Il post

Ecco, nel dettaglio, il post pubblicato sul profilo di Enpa Sondrio, con il link all'articolo di SondrioToday:

"1. Quanto riportato non è corretto. Forse andrebbero sentite entrambi le parti prima di scrivere certe fesserie.

2. La reperibilità h24 c’è sul territorio Valtellinese, sia telefonica (per rassicurare i proprietari ansiosi) sai fisica (per assistere i nostri pelosi che realmente sono in urgenza).

3. Avere una clinica aperta h24, stile quelle brianzole? Servono medici veterinari e servono soldi. Sopratutto i soldi. Non basta una persona disposta a pagare, ma dovremmo esserlo tutti. Invece cosa accade? Che non siete disposti a pagare 150 euro per sterilizzare il gatto che starà con voi 20 anni, perché costa troppo…. che se il veterinario reperibile poi vi chiede 50 euro di uscita la vigilia di Natale, lo sputtanate perché costa, ci scrivete per farlo radiare e bla bla bla… eh bhe, magari anche il vet sarebbe stato contento con le gambe sotto il tavolo… a casa sua con i figli.. no?????"

Ulteriori chiarimenti

A questo punto, però, essendo direttamente chiamati in causa, paiono necessari ulteriori chiarimenti: per quanto la presa di posizione di Enpa Sondrio sia assolutamente legittima, preme precisare come nè la coppia di turisti, nè il sottoscritto, autore dei due precedenti articoli sulla vicenda, abbiano mai sostenuto che sia venuta meno la reperibilità. La critica dei turisti è stata, piuttosto motivata dal fatto che la veterinaria reperibile non avrebbe voluto effettuare l'intervento (far vomitare il cane) che invece la dottoressa che ha abitualmente in cura l'animale (e anche altri colleghi, pure valtellinesi) aveva consigliato.

E a testimoniare la "direzione" delle accuse rivolte dalla coppia di turisti e riportate nell'articolo ci sono anche delle dichiarazioni dei turisti stessi ("siamo dovuti rientrare a Milano per un evento improvviso al nostro cagnolino che nessun veterinario era disposto a fare...Farla vomitare semplicemente per ingestione di corpo estraneo. È una vergogna, cosi come.si dovrebbe vergognare la dottoressa che nonostante il parere del medico curante del nostro cucciolo ha esplicitamente detto che lei non valutava di intervenire".) e degli altri passaggi sempre dell'articolo ("Il loro cagnolino ingerisce un corpo estraneo, si sente male e ha bisogno di cure che, però, nonostante la relativa semplicità delle stesse, nessuno si sente di garantire".) da cui si evince chiaramente come il problema, dal punto di vista della coppia, non sia stato quello della reperibilità, ma della mancata volontà di effettuare l'intervento.

Inoltre, fa un pò specie constatare, pur senza pretendere che i componenti di Enpa Sondrio nè nessun altro siano assidui lettori di SondrioToday, che la pubblicazione del post su Facebook sia successiva a quella del secondo articolo, in cui la coppia ha ulteriormente dettagliato i contatti avuti nel corso della notte con veterinari in Valtellina e non solo. Articolo per il quale è contenuto un link (anche quello inserito precedentemente alla pubblicazione del post su Facebook) proprio nel pezzo che la stessa Enpa ha riportato nel più volte citato post.

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