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Domenica, 3 Luglio 2022
Attualità

Addio a Silvio Sandonini: le sue foto hanno raccontato decenni di cronaca locale

Lutto a Dervio per la morte dello stimato fotografo che ha lavorato per diversi organi di informazione

Con le sue foto ha raccontato oltre 40 anni di cronaca locale, e ha saputo immortalare in modo esemplare fatti, luoghi e persone simbolo del nostro territorio, in particolare del Lago di Como. Dervio piange Silvio Sandonini: il noto fotografo è morto ieri all'età 64 anni, stroncato da un male incurabile. Aveva iniziato a lavorare come fotografo fin da giovane. Molto stimato e conosciuto per la sua professionalità, Silvio - come era chiamato dagli amici che lo ricordano anche per la battute pronte e la schiettezza - aveva negli anni collaborato con testate come La Provincia, Il Giorno, la Gazzetta di Lecco, il Corriere della Sera e altri.Da tempo era malato, recentemente era stato ricoverato in ospedale a Gravedona. Lascia la moglie Patrizia, la figlia Noemi, i fratelli Paolo, Angelo, Enrico e Candida e l’adorato nipote Nicola.

Il ricordo di Stefano Cassinelli, sindaco di Dervio

"E’ venuto a mancare Silvio Sandonini. La sua perdita mi addolora molto, per me era un caro amico e un collega di lavoro. Abbiamo lavorato insieme per vent’anni e detengo l’invidiabile record di non averci mai litigato. Perché Silvio era un’anima critica, direi un vero rompi scatole. Ma di lui ho sempre apprezzato la lealtà e il senso di giustizia che aveva. Aveva la capacità di dire ho sbagliato, quelle poche volte che pensava di aver sbagliato, e questo è apprezzabile. Ho sempre apprezzato che da collega e poi da sindaco non mi ha mai risparmiato ne critiche ne elogi (più le critiche) ma sempre fatte per costruire, per migliorare e sempre in faccia mai alle spalle. Da giornalisti sapevamo che quando veniva a mancare qualcuno si scrivevano sempre cose belle del defunto e tante volte abbiamo ironizzato su questa cosa. Ora è venuto a mancare Silvio e lo voglio ricordare per le cose belle, quelle brutte le ricorderanno chi non gli voleva bene. Ho sempre detto che, malgrado tutti i suoi difetti ed erano tanti, aveva una grande onestà, quando parlavo di lui dicevo sempre una parolaccia per definirlo poi aggiungevo che era una persona onesta: se trovava un euro che era tuo te ne restituiva due per essere sicuro di non portarvi via nulla. Sul lavoro era una delle persone più serie e affidabili che abbia mai trovato, se si prendeva un impegno lo portava a termine e sono così tante le storie che abbiamo seguito insieme e le avventure che abbiamo avuto. Ci lascia un archivio di immagini che racconta alcuni decenni di cronaca locale e suggestivi scatti del territorio che amava tanto. Gli ultimi giorni prima del ricovero mi diceva sempre: “mi manca il paese, avrei così tanta voglia di andare a vedere cosa succede in giro ma non riesco più”. Penso che il paese perda una memoria storica, un innamorato di Dervio e un volontario che nel breve periodo di pensione in cui stava bene si è dato tanto da fare. Mi mancherà quel rompiscatole".

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