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Giovedì, 26 Maggio 2022
il saluto

Il prefetto Pasquariello saluta la Valtellina: la lettera ai cittadini

L'oramai ex prefetto: "Lascio questa provincia con il vivo ricordo di una terra splendida per la laboriosità e l’estrema correttezza e serietà delle genti che ci vivono, per le meraviglie del suo paesaggio alpino e per gli stupendi panorami"

Dopo 2 anni e 4 mesi Salvatore Pasquariello lascia la provincia di Sondrio per trasferirsi a Varese. Anni impegnativi segnati, indelebilmente, dal covid-19. "Questi due anni sono stati caratterizzati soprattutto dalla pandemia, evento inedito, per tutti imprevedibile, ma che abbiamo affrontato con dignità istituzionale. Tutti gli uffici hanno infatti dato il massimo, lavorando anche da casa, e hanno conseguito i risultati programmati. Le risposte ai cittadini, dunque, ci sono state e la pubblica amministrazione ha agito in modo efficace".

L'eredità più importante

Pensando all'eredità da lasciare al suo successore (Roberto Bolognesi, in arrivo dalla Prefettura di Bergamo) Pasquariello sottolinea l’importanza del neo costituito gruppo di lavoro sul disagio giovanile: "Ci tengo molto e mi sono raccomandato che continui a lavorare per verificare le conseguenze della pandemia sulla psiche dei giovani. Nel territorio non ci sono baby gang, ma il disagio è presente anche qui come dimostra il fatto che vari giovani siano stati presi in carico dai servizi psicologici e psichiatrici. Per questo, anche se la situazione è complessivamente buona anche rispetto ad altre realtà, bisogna continuare a occuparsene e non sottovalutarla. È fondamentale riuscire a dare indicazioni non solo ai ragazzi, ma anche ai docenti e alle famiglie, visto che spesso dietro il disagio dei giovani c’è una famiglia che offre poco in qualità dei rapporti".

Unico rammarico, non esser riuscito a visitare tutta la provincia di Sondrio a causa della pandemia. "Ho sempre sentito parlare della bellezza della Valtellina e della Valchiavenna però le poche volte che sono riuscito a visitare il territorio sono stato colpito e sorpreso oltre l'immaginabile. Ci sono dei posti stupendi.  Non ho potuto vedere tutto a causa, soprattutto della pandemia. Tornerò certamente per viaggiare sul trenino rosso del Bernina e visitare il Passo dello Stelvio e il Passo San Marco".

La lettera

Proponiamo di seguito la lettera scritta da Salvatore Rosario Pasquariello ai cittadini di Valtellina e Valchiavenna in occasione della sua partenza.

Domani lascerò questa provincia per assumere il 7 marzo prossimo le funzioni di Prefetto della provincia di Varese.

            Non per compiere un formale atto di cortesia, ma per corrispondere alla viva sollecitazione dei miei più profondi sentimenti, desidero rivolgere un mio cordialissimo e affettuoso saluto ai cittadini valtellinesi e valchiavennaschi, ai rappresentanti delle Istituzioni, alle Forze dell’ordine operanti sul territorio, a tutte le componenti del mondo economico ed imprenditoriale, alle organizzazioni sindacali, agli organi di informazione e alle organizzazioni delle fedi religiose, del terzo settore e del volontariato.

            Un saluto speciale rivolgo ai miei colleghi e a tutti i miei collaboratori della Prefettura di Sondrio, ho avuto l’onore di avere al mio fianco persone dalle eccellenti professionalità e dalla spiccata carica umana, con loro ho potuto realizzare gli obiettivi che mi sono stati assegnati.

            Lascio questa provincia, che è stata la prima sede in cui ho svolto il ruolo di Prefetto della Repubblica e che tanto mi ha donato, con il vivo ricordo di una terra splendida per la laboriosità e l’estrema correttezza e serietà delle genti che ci vivono, per le meraviglie del suo paesaggio alpino e per gli stupendi panorami.

            Ho vissuto, con Voi tutti, tantissimi momenti di grande impegno istituzionale nell’affrontare diversi, delicati problemi del territorio. La mia permanenza è stata caratterizzata anche dall'inedita e dolorosa esperienza della pandemia e del lockdown, con la chiusura delle attività sociali ed economiche, con tanti concittadini che ci hanno lasciato, con le strutture ospedaliere in grande difficoltà, con la paura del contagio che tutti noi abbiamo vissuto. E’ stato un periodo di grande emozione e lavoro nel quale si è fatta sentire, al di sopra dei particolarismi locali, la solidarietà di tutti, che mi ha coinvolto intensamente. 

            Un rinnovato ringraziamento rivolgo dunque a tutti gli operatori sanitari che, in prima linea, negli ospedali cittadini e nelle residenze sanitarie assistenziali hanno affrontato con sacrificio e rischio personale l'emergenza sanitaria assicurando, al massimo delle loro possibilità, cure e conforto ai cittadini colpiti dal Covid-19.

            Da subito sono stato chiamato a confrontarmi, assieme a tutte le Istituzioni e ai cittadini,  con la gestione di passaggi imprevisti e per questo difficili e complessi. A tal riguardo ho sentito la vicinanza di tutti gli Amministratori locali, per questo voglio ringraziarli tantissimo; in modo particolare sono grato ai Sindaci, che hanno dovuto fronteggiare in prima fila il complicato momento storico che stiamo vivendo, nella consapevolezza della delicatezza e dell'importanza del ruolo espletato al servizio delle proprie comunità.

            “La dedizione quotidiana dei Sindaci è stata decisiva per far fronte sul campo alla crisi che il nostro Paese ha dovuto affrontare con la pandemia. Una prova difficile, in tanti momenti drammatica, che ha evidenziato la capacità di coesione della nostra società. Le istituzioni comunali hanno dato risposte a persone e imprese, a famiglie e ad attività economiche in affanno, e adesso le stanno accompagnando nella ripartenza, avendo presenti squilibri antichi che si sono aggravati e nuove linee di frattura che sono comparse. Dopo essere stati tra gli artefici della resilienza, adesso i Comuni sono chiamati ad assumere responsabilità non meno importanti, in quanto il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è occasione significativa per riprogettare il Paese, per il cambiamento, per ridurre ed eliminare i divari tra realtà urbane e zone rurali, per mettere in valore risorse come quelle montane, da tempo esposte al declino” (Presidente della Repubblica Sergio Mattarella).

            Mi preme poi rimarcare anche come ogni azione della Prefettura sia stata orientata a garantire sicurezza, coesione sociale, garanzia dei diritti di libertà; ciò è stato possibile grazie all'imprescindibile e qualificato impegno quotidiano delle Forze dell'Ordine, a cui non è mancato il supporto delle Polizie locali, per assicurare e rafforzare una serena convivenza civile.

            Un ringraziamento va poi a tutte le organizzazioni rappresentative del mondo del lavoro che con competenza e responsabilità hanno contribuito, insieme a tutte le istituzioni, alla gestione delle difficili situazioni di crisi con cui abbiamo dovuto misurarci. 

            Il mio apprezzamento, infine, va all’altissima professionalità che ha sempre contraddistinto l'apporto generoso dei Vigili del Fuoco, del Servizio Emergenza e Urgenza 118, della Croce Rossa e della Protezione Civile, speso con grande dedizione al servizio di questo impegnativo e delicato territorio.

            Oggi che la pandemia sembra finalmente allentare la sua morsa e la comunità sondriese si riavvia prontamente verso la ripresa, nell’intima speranza che l’attuale crisi russo-ucraina possa velocemente e senza strascichi risolversi, formulo l’augurio di ulteriori ascese e prosperità per questa provincia che, fulgido esempio del vivere civile e laborioso, certamente è una parte del nostro Paese che gli dà dignità e prestigio.

            Il ruolo del Prefetto è finalizzato a perseguire l’interesse generale e il bene comune e ad assicurare, in modo uniforme in tutte le aree del Paese, decisioni efficaci a garanzia dei diritti fondamentali e della pari dignità sociale, condizioni imprescindibili per alimentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e preservare la coesione sociale. Egli, infatti, rappresenta sul territorio un punto di equilibrio tra istanze e interessi diversi, con un’assidua azione di raccordo e di mediazione tra istituzioni e forze sociali.

            Ho cercato con tutto il cuore di interpretare al meglio questo ruolo, con tutte le mie energie.

            Grazie a Voi tutti !

                                                           Salvatore Rosario Pasquariello

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