Nuova toponomastica a Sondrio, Triangia scrive al Prefetto: «Falsi storici e geografici che fanno perdere identità»

A capo della protesta i due ex assessori comunali della frazione, Pierluigi Morelli (Giunta Molteni) e Silvio D’Aschieri (Giunta Bianchini)

Triangia dall'alto (foto di Triangia/Fb)

Si alza da Triangia una voce di dissenso e contrarietà nel processo intrapreso dal Comune di Sondrio da mesi per introdurre una nuova toponomastica nelle frazioni alte della città (leggi qui). A lanciare la protesta i due ex assessori comunali della frazione, Pierluigi Morelli (Giunta Molteni) e Silvio D’Aschieri (Giunta Bianchini), con una lettera, sottoscritta da una sessantina di persone, indirizzata al prefetto Salvatore Pasquariello e inoltrata per conoscenza anche al sindaco Marco Scaramellini.

Al centro della disputa il non recepimento, da parte dell'Amministrazione Scaramellini, delle indicazioni raccolte durante gli incontri pubblici tenutisi nell'autunno 2019 (leggi qui). «Con l’approvazione della Delibera di Giunta n. 87 del 10/6/2020 con oggetto: “Revisione della toponomastica nelle frazioni - intitolazione di nuove aree di circolazione” purtroppo abbiamo constatato che molte delle identificazioni, peraltro convenute durante l’incontro pubblico, sono state disattese, introducendo dunque dei “falsi storici e geografici”, che i residenti ci hanno evidenziato e stigmatizzato» hanno evidenziato Morelli e D'Aschieri.

«Quello che più infastidisce è la mancanza di uno studio storico e toponomastico vero, che avrebbe davvero consentito di valorizzare e riscoprire l’identità non solo di questi luoghi, ma dell’intera città di Sondrio. La perdita di identità è infatti uno dei principali motivi dello spopolamento e della perdita di vivacità dei nostri piccoli paesi, che in questo modo si impoveriscono non solo economicamente, ma anche nello sfilacciamento del loro prezioso ed unico tessuto sociale e culturale» hanno aggiunto i due ex assessori.

Identità e comunità, due aspetti importanti e imprescindibili anche quando si parla del nome dato a vie e piazze. È in questo senso che la critica, portata al prefetto Pasquariello perchè si faccia carico della problematica, si inasprisce in relazione alla volontà del Comune di togliere dagli indirizzi dei residenti il nome della frazione in cui vivono.

«Non può esserci identità se spariscono i nomi delle frazioni dagli indirizzi dei loro residenti! Siamo consci delle normative esistenti in materia, ma avevamo anche suggerito, senza avere risposta, di riempire questa mancanza aggiungendo il nome della frazione alla denominazione della via; questo non è solo un capriccio, ma potrebbe essere utile anche a facilitare la localizzazione delle vie frazionali rispetto a quelle cittadine. A puro titolo esemplificativo: la “via Mulini 12, 23100 Sondrio”, diventerebbe “via Mulini Triangia 12, 23100 Sondrio”, con indubbi miglioramenti sotto entrambi gli aspetti, storico-geografico, ma anche pratico: senza che compaia in qualche modo il nome della località, vengono meno anche i presupposti di partenza legati all’individuazione più semplice dei residenti, in particolare per le situazioni di emergenza e di primo soccorso, che sono gestite spesso e addirittura da fuori provincia, quindi da attori inevitabilmente ignari del territorio» hanno concluso i rappresentanti dei cittadini di Triangia.

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