Sanità, il comitato per l'ospedale di Chiavenna scrive a Fontana e Gallera: «Il piano dei 71 sindaci si faccia il prima possibile»

Il comitato popolare "Insieme per l'ospedale di Chiavenna": «Diverse risorse economiche, ad oggi, sono state stanziate principalmente sul Morelli, presidio essenziale del sistema, ma non certo unico. Anche il presidio di Chiavenna necessita di investimenti strutturali importanti»

Il silenzio che da qualche giorno aleggia all'interno del dibattito sulla riorganizzazione della sanità in provincia di Sondrio è stato interrotto, nella giornata di venerdì 4 settembre 2020, dal comitato popolare "Insieme per l'ospedale di Chiavenna". La lettera inviata al presidente lombardo, Attilio Fontana, all'assessore al welfare, Giulio Gallera, all'assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, Massimo Sertori, alla consigliera regionale, Simona Pedrazzi, e a tutti i consiglieri di Regione Lombardia.

«A seguito di quanto accaduto negli ultimi tempi sul tema della sanità di montagna, a nome del comitato "Insieme per l'ospedale di Chiavenna ", ci dissociamo totalmente dai modi e dalle minacce, verbali e non, rivolte alle signorie vostre e al sindaco di Grosio (leggi qui). Questo modus operandi non ci appartiene e, per questo motivo, oltre alle dovute premesse, vorremmo condividere con voi l'istanza illustrata dai 71 comuni della Provincia su una rivitalizzazione dei presidi ospedalieri del territorio» hanno dichiarato i rappresentanti di Chiavenna.

«In particolare le nostre attenzioni sono rivolte all'ospedale di Chiavenna che, depauperato del punto nascite, oggi arranca ancora nell'avere il ruolo più volte definito dal vostro piano di rilancio, ritenuto apprezzabile anche dal nostro comitato. Ci permettiamo di notare come diverse risorse economiche siano, ad oggi, state stanziate principalmente sul Morelli, presidio essenziale del sistema, ma non certo unico. Anche il presidio di Chiavenna necessita di investimenti strutturali importanti, oltre che di personale medico diventato ormai fondamentale per smaltire le necessità della popolazione valchiavennasca.

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«Le liste di attesa infinite, anche per gli esami più semplici, creano malcontento tra la popolazione e noi come voi, insieme, siamo uniti per la tutela della sanità pubblica a discapito di servizi privatistici che, seppur apprezzati, non rispondono alla necessità di rendere accessibile a tutti la possibilità di curarsi a pari diritti dei più abbienti. In conclusione, il comitato Insieme per l'ospedale di Chiavenna, vi chiede l'evasione del piano dei 71 sindaci il prima possibile, ipotizzando inoltre una tempistica reale che possa soddisfare l'utenza dei residenti della Valle del Mera. Con spirito costruttivo, e con l'augurio di incontrarvi presso il nostro ospedale Vi porgiamo cordiali saluti» hanno concluso nella lettera i rappresentanti del comitato valchiavennasco.

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