Scuole dell'infanzia, i timori dei genitori di Sondrio per i pomeriggi senza maestre. Il Comune: «Troppo costoso»

Tante le incognite per la riapertura. La replica dell'assessore all'Istruzione Fratta alla lettera pubblica di un gruppo di rappresentanti di classi: «La nuova organizzazione non consente facili soluzioni»

La scuola dell'Infanzia "Segantini" di Sondrio

Le tante incertezze che accompagnano la prossima apertura delle scuole dell'infanzia preoccupano non poco i genitori di Sondrio. È così che un gruppo di genitori rappresentanti di classi delle scuole dell’infanzia della città ha deciso di scrivere al sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini, e a tutta la sua Giunta, affinchè si possano trovare soluzioni certe e praticabili. Una richiesta di intervento per garantire ai bambini di poter frequentare anche durante i pomeriggi le strutture educative.

«Abbiamo incontrato l’assessore Fratta il mese scorso, ci ha ascoltati e ha dimostrato grande sensibilità nei confronti del problema che le abbiamo posto. Abbiamo ascoltato le parole dell’assessore in Consiglio Comunale il giorno dopo, subito dopo avere ascoltato l’ass. Munarini parlare di un ricchissimo avanzo di amministrazione, in grado di coprire di oltre 6 volte l’impegno economico ipotizzato dall’ufficio istruzione del Comune. Da allora tutto tace e nelle nostre teste riecheggia con una certa ansia la frase della dott.sa Fratta “se siamo in grado di trovare queste risorse per rispondere ai bisogni dei nostri cittadini” (5:23:15 della registrazione Youtube)» hanno scritto i genitori.

«Scriviamo alla giunta e al sindaco, ing. Scaramellini, questa lettera aperta per ribadire l’importanza di un intervento, nel solco della conciliazione dei tempi lavoro-famiglia, già a carico del Comune, che possa arrivare in tempo per l'inizio dell'anno scolastico. I nostri figli, i figli della città, sono provati da un lunghissimo periodo di sostanziale astinenza educativa e sociale. Noi genitori abbiamo portato il peso, sia sociale che economico, della gestione dei bambini tra smartworking, cig, permessi straordinari e spesso ci siamo dovuti appoggiare all’aiuto dei nonni, violando, per necessità, le norme, ed esponendo i più anziani al rischio di contagio» hanno continuato i rappresentanti di classe.

«Ribadiamo il nostro appello affinché il Comune si attivi per l’erogazione dei servizi nelle scuole dell’infanzia anche nelle ore pomeridiane sin dall'inizio dei corsi. A meno di un mese dalla partenza è essenziale per le famiglie capire quanto, e da quando, possano contare sulle scuole. Capiamo che stiamo chiedendo un impegno straordinario, ma in questo periodo, che nessuno poteva prevedere, essere amministratori della città vuole dire necessariamente essere chiamati a scelte straordinarie perché non è possibile ignorare lo stravolgimento sociale portato dal covid-19 che ha minato il tessuto sociale della città. Vogliamo mostrare il massimo rispetto per le scelte amministrative che riguardano il governo della città, ma riteniamo che, in questo momento storico, il sostegno alle famiglie debba essere una priorità assoluta. Bisogna guardare con lucidità a quelle che sono le reali necessità delle famiglie e dei cittadini e intervenire per contenere l’emergenza che non può ricadere ancora sulle spalle di genitori, nonni, lavoratori» hanno dichiarato i firmatari.

«Rivolgiamo anche un appello diretto all’ass. Dell’Erba: Lei sa che la mancata erogazione di questi servizi sarebbe un peso che ricadrebbe, come un macigno, soprattutto sulle spalle delle donne che dovrebbero rinunciare, ancora una volta, alla loro capacità lavorativa e minerebbe qualsiasi speranza di crescita professionale, dando ancora una volta la possibilità di creare discriminazioni di genere» hanno concluso i genitori dei bambini che frequentano la scuola dell'infanzia del capoluogo valtellinese.

La replica del Comune

Non si è fatta attendere la replica del Comune di Sondrio. Dopo poche ore dalla ricezione della lettera è stata l'assessore all'Istruzione, Marcella Fratta, a replicare all'appello. «Ad oggi, in assenza di comunicazioni formali ai genitori da parte dei dirigenti scolastici, che attendono aggiornamenti da parte del Ministero e dell'Ufficio scolastico, non si hanno certezze. Ricevuta notizia della possibile riduzione dell'orario della scuola dell'infanzia ci siamo da subito attivati per raccogliere le istanze delle famiglie e rappresentarle ai tavoli istituzionali. Purtroppo è emerso che la nuova organizzazione non consente facili soluzioni, poiché per coprire l'orario consueto servirebbe personale competente aggiuntivo».

La richiesta dei genitori di attivarsi affinché i servizi nelle scuole dell'infanzia siano erogati anche nelle ore pomeridiane, è stata attentamente valutata e approfondita dall'Amministrazione comunale, anche in relazione alle ingenti spese che il Comune dovrà sostenere per garantire servizi indispensabili quali il trasporto degli alunni e la ristorazione, che richiedono interventi di sanificazione e di controllo e il ricorso a personale aggiuntivo. ≪Come Amministrazione comunale abbiamo calcolato il costo per l'eventuale stanziamento di contributi alle scuole, per fronteggiare l'emergenza e avviare progetti sperimentali integrativi, ma, da un lato, la spesa non sarebbe sostenibile, dall'altro, i dirigenti stessi non ritengono opportuna tale prospettiva, che peraltro avrebbe un costo molto alto» ha concluso l'assessore sondriese.

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