Domenica, 19 Settembre 2021
Attualità Val Masino

Val di Mello, dopo due anni iniziati i lavori per il sentiero per disabili

Ruspe in azione per realizzare il percorso inclusivo oggetto di uno vero scontro a livello nazionale nel 2019

Immagine di Antonio Malandri

Dopo due anni di silenzio, con una pandemia in mezzo, sono iniziati i lavori per la realizzazione del tanto discusso percorso protetto per persone disabili in Val di Mello. Un sentiero nato tra le polemiche nei primi mesi del 2019 quando, in provincia di Sondrio e non solo, le Guide Alpine delle Val di Mello esternarono il loro disappunto per un progetto, redatto da Ersaf, ritenuto fuori luogo ed invasivo per quella vallata che per molti resta un gioiello di tutto l'arco alpino. Un confronto pubblico tanto acceso quanto serrato che vide la contrapposizione di associazioni di volontariato, prese di posizioni forti, catene umane di protesta, raccolte firme (oltre 60mila), numerosi sopralluoghi ed, infine, una sofferta mediazione.

I primi lavori, iniziati il 17 marzo scorso, prevedono la realizzazione di scogliere con le stesse pietre di fiume per superare un paio di punti stretti a fianco del torrente. Il costo del primo lotto di intervento è di 48mila euro, per un totale di 400mila euro messi a budget per il completamento del progetto. Gli altri interventi riguarderanno: la manutenzione della sentieristica di collegamento da San Martino alla Val di Mello sia in sponda sinistra e destra orografica del torrente Mello, la sistemazione dell’area parcheggio in località "Gatto Rosso".

Inoltre verrà livellato il fondo del sentiero mediante sterri e riporti oltre che verrà ricostruito il ponte carrabile crollato lo scorso inverno sotto il peso della neve e verrà rifatto il legno delle passerelle già esistenti tra Cascina Piana e Rasica.

«Tali interventi renderanno percorribile il sentiero anche alle persone diversamente abili, non snaturando, però, la naturalità del luogo e lasciando pressoché intatte parti del sentiero con evidenti difficoltà di movimento» avevano dichiarato da Ersaf nel maggio di due anni fa, a mediazione ottenuta.  L’idea progettuale si ispira alla Dichiarazione di Norcia “Il Parco è di tutti. Il mondo anche: principi e impegni per la libertà di accesso alla natura e per la sua fruibilità”.

«I valori che ispirano l’azione quotidiana e la gestione della Riserva Naturale si fondano sull’impegno civile e su una forte passione in difesa dell’ambiente eco-sostenibile, nella consapevolezza che la fruibilità della natura e dell’ambiente va estesa a tutti, offrendo a ciascuno il massimo livello di fruibilità nel rispetto dell’ecosistema. I bisogni delle persone con disabilità impongono una rivisitazione dell’efficacia delle prestazioni di un’area naturale protetta, che diventa quindi accessibile, non solo fisicamente, ma come valore di crescita culturale e modo di porsi e di essere, da radicare nel tempo e nella storia dei luoghi e delle persone. E’ responsabilità di chi governa questi processi la decisione di definire tipologie di interventi inclusivi e di usare materiali e tecnologie ecocompatibili, per valorizzare una natura intesa come luogo di vita» si legge nella presentazione di Ersaf (leggi qui).

«L’ obiettivo è il coinvolgimento di tutte le parti nelle fasi successive della progettazione definitiva, della realizzazione e della gestione degli interventi. La proposta fin dall’inizio ha previsto sul sentiero semplici lavori di manutenzione ordinaria, nessun intervento pesante e tantomeno strade di cemento o utilizzo di esplosivi» hanno dichiarato da Ersaf.

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