«Le Olimpiadi non sono dell'Alta Valle». Il resto della provincia contro i sei sindaci 'disertori'

Non si placano le polemiche attorno alla mancata partecipazione dei sei sindaci dell'Alta Valle all'incontro convocato da Regione Lombardia avente ad oggetto le opere legate alle Olimpiadi invernali del 2026 

Non si placano le polemiche attorno alla mancata partecipazione dei sei sindaci dell'Alta Valle all'incontro istituzionale, tenutosi nella giornata di mercoledì 11 novembre 2020 in videoconferenza, convocato da Regione Lombardia, avente ad oggetto le opere legate alle Olimpiadi invernali del 2026. 

A puntare il dito contro i sindaci di Livigno, Bormio, Sondalo, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva sono tutti i presidenti delle Comunità Montane del resto della provincia di Sondrio con una nota congiunta. «Le Olimpiadi non sono dell'Alta Valle, appartengono a tutta la provincia» tuonano Gian Antonio Pini, Presidente della Comunità Montana Valtellina di Tirano, Tiziano Maffezzini, Presidente della Comunità Montana Valtellina di Sondrio, Emanuele Nonini, Presidente della Comunità Montana Valtellina di Morbegno e Davide Trussoni, Presidente della Comunità Montana della Valchiavenna.

«In merito alla riunione con la Regione Lombardia, disertata dai sei sindaci dell'Alta Valle - hanno dichiarato - esprimiamo forte preoccupazione e contrarietà. Non è corretto utilizzare il tema Olimpiadi quale merce di scambio. Le Olimpiadi non sono dell'Alta valle, appartengono a tutta la provincia, che è orgogliosa di ospitare un evento di caratura mondiale che dà lustro all’intera nazione: non può essere un singolo territorio a metterle in discussione. Rappresentano un evento unico ed irripetibile, capace di promuovere tutto il territorio, non solo quello in cui le gare si svolgono, come sempre ci siamo detti e proprio per questo stiamo lavorando insieme». 

«Sarà l'intero contesto territoriale che le accoglierà a renderle importanti: l'ambiente, il paesaggio, l'agroalimentare, l'artigianato, la storia, la cultura. Sul piatto ci sono poi opere importantissime per tutta la valle per risolvere criticità in tema viabilistico ed infrastrutturale che riguardano tutti noi. Mettere a repentaglio quell'evento o screditare tutta la provincia non è un atteggiamento sopportabile da chi, insieme all'Alta Valle, sta cercando di costruire una opportunità di crescita senza precedenti. Un modo di operare che non fa bene a nessuno». 

«Ci sono l'impegno ed il lavoro di tutti: Regione, Provincia, Comunità Montane, Comuni, enti ed associazioni, la rappresentanza tutta del territorio. L'auspicio è - concludono i presidenti delle quattro Comunità Montane - che si abbassino i toni e si torni al dialogo tra le istituzioni, l'unico modo per risolvere le questioni aperte, così da rasserenare il clima e rispondere alle grandi attese dell'intero territorio provinciale».

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