«Se la Regione continuerà a "svuotare" il Morelli l'Alta Valle farà un’opposizione durissima»

La gestione del covid-19, il rapporto con i sindaci di Valtellina e Valchiavenna, lo "scippo" delle Alte specialità chirurgiche e la posizione di Sertori: l'avvocato del Comitato pro-Morelli, Ezio Trabucchi, racconta le preoccupazioni e le attività per salvare l'ospedale di Sondalo. L'intervista

L'avvocato Ezio Trabucchi è da qualche settimana entrato a far parte del “Comitato a difesa della sanità di montagna - Io sto con il Morelli”, mettendo a disposizione le sue competenze legali ed amministrative. Protagonista fin dal suo ingresso delle azioni di protesta in difesa dell'ospedale Morelli di Sondalo, su tutti i due esposti presentanti alla Procura della Repubblica e alla Prefettura di Sondrio, Trabucchi ha una visione ben precisa di quanto sta accadendo nel riassetto della sanità della provincia di Sondrio.

Avvocato Trabucchi, gli scontri sul futuro dell'ospedale Morelli di Sondalo sono quanto mai accesi. Quanto è preoccupato?
«A mia memoria, quella che stiamo vivendo è la pagina più nera e delicata per l’ospedale di Sondalo. Non bisogna dimenticare che stiamo parlando di un ospedale con una lunga storia, il Villaggio sanatoriale, oggi Ospedale “Eugenio Morelli”, che fu il più grande istituto per la cura della tubercolosi costruito in Europa a partire dagli anni '30, e che è sempre stato il presidio più importante della provincia di Sondrio per prestazioni e l’unico con attrattività extraprovinciale ed extraregionale».

Il comitato di cui è membro ed i sei sindaci dell'Alta Valle da giorni stanno criticando a gran voce le scelte di Regione Lombardia di spostare alcuni reparti e servizi presso l'ospedale di Sondrio. Cosa è successo in questi mesi di emergenza covid-19 in cui l'ospedale Morelli di Sondalo è stato impiegato in prima linea nel fronteggiare l'epidemia?
«È successo che, durante la fase acuta della pandemia del “coronavirus (marzo scorso), la Regione Lombardia ha deciso di individuare nell’ospedale di Sondalo il “punto di Emergenza Covid-19” e di trasferire presso l’Ospedale di Sondrio le Alte Specialità del “Morelli”, insieme al Dipartimento Emergenza Urgenza (DEA) di II° livello. Stante l’emergenza, il territorio e le Istituzioni hanno preso atto responsabilmente della decisione della Regione, sapendo che, terminata la fase critica, si sarebbe tornati allo status quo ante. Successivamente, a fronte di segni stabili di attenuazione dell’epidemia Covid-19, la Regione Lombardia, con una nota 21 aprile 2020, invitava tutte le Aziende Socio Sanitarie Territoriali a rivedere le disposizioni relative alla sospensione in atto dell’attività sanitaria programmata. Si prevedeva cioè una ripresa graduale dell’attività ospedaliera pre Covid-19».

Cosi però non è stato…
«I sindaci dell’Alta Valle ed il “Comitato a difesa del Morelli”, l’11 giugno scorso, hanno incontrato il Presidente di Regione Lombardia, Fontana, gli Assessori alla Sanità ed alla Montagna, Gallera e  Sertori. In quella sede, la Regione Lombardia dichiarava esplicitamente di impegnarsi a ripristinare, sin da subito presso il “Morelli”, le attività ospedaliere esistenti pre-covid (leggi qui). A questo impegno o promessa non seguirono però i fatti. Per questo sindaci e comitato il 26 giugno successivo, inoltrarono una lettera ai vertici di Regione Lombardia e, per conoscenza, al Prefetto di Sondrio, per chiedere conto del mancato adempimento da parte di Regione stessa dell’impegno assunto. Nella lettera, si aggiungeva che, se fosse rimasta la situazione di “svuotamento” delle prestazioni e dei servizi del “Morelli”, con evidente e grave rischio per la tutela della salute dei cittadini interessati, i Sindaci ed il Comitato avrebbero valutato l’adozione di iniziative volte a rappresentare anche all’Autorità competenti la condizione di periculum inerente il fondamentale diritto alla salute, costituzionalmente garantito. Anche questa lettera non ebbe alcun riscontro».

Intanto l'iter di riforma della sanità in provincia di Sondrio, basato su un documento redatto dal Politecnico di Milano e presentato nell'ottobre 2019, è proseguito, tanto che il 10 luglio scorso Regione Lombardia, nella persona del vice direttore della Direzione generale Welfare, Marco Salmoiraghi, ha incontrato il vostro rappresentante Giuliano Pradella insieme al redattore dell'altro contropiano nato in Valtellina e Valchiavenna (il cosiddetto piano dei 71 sindaci), Roberto Scaramellini.
«Nella riunione del 10 luglio presso la sede di Regione Lombardia, il Vice Direttore della Direzione Generale Welfare, Marco Salmoiraghi, riferiva a Giuliano Pradella,  presente in rappresentanza dei sindaci dell’Alta Valtellina, l’intenzione della Regione di mantenere presso il nosocomio di Sondrio tutte le Alte Specialità trasferite dal “Morelli”, con la possibilità, all’occorrenza, di spostare dal capoluogo valtellinese all’ospedale di Sondalo specialisti ad hoc per effettuare ciò che non era più previsto normalmente (leggi qui)».

Una decisione non propriamente gradita nel Bormiese. La risposta dei sindaci e del comitato è stata molto netta tanto che avete lanciato un'operazione mediatica chiamata "Verità"?
«La soluzione proposta da Regione, dopo il non mantenimento degli impegni presi, è stata giudicata dai sindaci dell’Alta Valle e dal Comitato “assurda e inapplicabile” non solo per la conformazione geografica della valle e per le difficoltà negli spostamenti, ma soprattutto perché tale ipotesi segna la fine dell’ospedale “Morelli”, il quale non verrebbe chiuso formalmente ma lasciato privo delle sue alte specialità e funzioni originarie. Io ed altri abbiamo parlato di un vero e proprio “scippo” e di un “voltafaccia” intollerabile di Regione Lombardia. Nella sua lettera ai valtellinesi e valchiavennaschi (leggi qui) l'assessore regionale Sertori, parlando di “bugie”, faceva intendere che era il dott. Pradella che non avesse capito bene le reali intenzioni di Regione Lombardia. A questo punto i sindaci dell’Alta Valle, la settimana scorsa, in video collegamento con Milano hanno ascoltato il dott. Salmoiraghi riferire le stesse cose dette da Pradella. Ora è chiaro a tutti chi racconta bugie a sindaci e cittadini. Un comportamento inqualificabile».

La Giunta regionale, l’assessore Massimo Sertori, oltre che, di recente, il commissario provinciale della Lega di Sondrio, nonché sottosegretario di Regione Lombardia, Fabrizio Turba (leggi qui), hanno più volte cercato di rassicurare la popolazione, dichiarando che il “Morelli” non chiuderà.
«Sertori o ignora i fatti, ma sarebbe grave per un assessore, o è in mala fede, che è ancor peggio. Sertori, in evidente difficoltà a fronte della sollevazione delle Istituzioni locali e dal comitato pro “Morelli”, ha dapprima dichiarato di “non occuparsi di sanità” per poi rifugiarsi nella manifestazione di affetto del “mio Morelli che non chiuderà mai”, sapendo che il Morelli è stato ridotto da Regione Lombardia ad un “simulacro” di ospedale, seppur formalmente aperto».

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È in questa logica che nascono i due esposti, alla Procura della Repubblica e Prefettura di Sondrio, da lei formulati?
«Il depauperamento di Sondalo sta facendo “collassare” anche il nosocomio di Sondrio, che non regge il trasferimento delle alte specialità da Sondalo. Abbiamo continue segnalazioni a riguardo da parte di cittadini ed operatori sanitari. I livelli essenziali di assistenza ospedaliera stanno andando al di sotto degli standard previsti dalla legge (in certi casi, lo sono già), le liste di attesa si allungano, la tutela della salute dei nostri cittadini non è più garantita come prima. I sindaci dell’Alta Valle ed il comitato hanno “esposto” questa drammatica e pericolosa situazione alla Procura della Repubblica e Prefettura di Sondrio, per quanto di rispettiva competenza (leggi qui)».

Come sta reagendo, a suo avviso la popolazione locale?
«C’è una “palpabile” preoccupazione che non si registrava da anni. La gente, tantissima gente,  è pronta a fare la propria parte. Chiede ai sindaci e al comitato di organizzare ulteriori iniziative a difesa non solo del “Morelli” ma di un assetto ospedaliero e di una medicina del territorio che integrino concretamente ed efficacemente la nostra “sanità di montagna”. Iniziative che sono già nel nostro mirino».

Oltre a Regione Lombardia c'è un altro attore in scena nella complicata riforma della sanità di montangna, i cosiddetti 71 sindaci rappresentanti degli altri quattro mandamenti provinciali (Chiavenna, Morbegno, Sondrio e Tirano). Come va l'interlocuzione con loro, ci sono margini di chiarimento e allineamento di posizioni?
«Il fronte degli altri 71 sindaci della provincia, sempre che sia effettivamente esistito, mi pare si stia “sgretolando” ogni giorno di più (leggi qui). I sindaci del tiranese si dicono allineati alle nostre ragioni cosi come altri...staremo a vedere. Noi andremo avanti aperti al confronto ma a precise condizioni, già dette ripetute in “tutte le salse”.

Quali condizioni?
«Prima di tutto Regione Lombardia ripristina la situazione al “Morelli” pre emergenza covid, mantenendo l’impegno assunto, poi si apre (o si continua) la discussione sulla proposta del Piano sanitario, redatto dal Comitato scientifico pro Morelli, non solo riguardante l’Ospedale di Sondalo ma relativa anche a tutto l’ambito territoriale della nostra ATS della Montagna. Va eliminato dal tavolo della discussione il Piano della Regione, predisposto dal Politecnico, del tutto inadeguato, già bocciato senza appello dai sindaci dell’Alta Valle a dallo stesso comitato scientifico, che ricordo annovera tra le sua fila medici e studiosi di alto prestigio professionale nonché di fama nazionale (Benericetti, Besozzi, Bongiorno,  Civati,  Dei Cas, Di Lorenzo, Landucci, Martinelli, Moltoni, Mosconi, Papalia, Partesana, Scalzotto, Spelzini, Tagliaferri, Togni, Verdesca etc.)».

Secondo lei come andrà a finire?
«Confido nell’unità delle Istituzioni locali, nella determinazione ed autorevolezza del comitato pro “Morelli” e nel valore aggiunto rappresentato dalla voglia di “essere in pista” della nostra gente, che sa cosa vuol dire mantenere e rilanciare l’ospedale “Morelli”. Se Regione Lombardia continuerà a perseguire gli intenti dichiarati, tutta l’Alta Valle, sono certo, farà un’opposizione durissima e sono certo che ce la possiamo fare. Uniti siamo più forti».

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