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Valtellina in lutto per Giuseppe Abramini, artista a 360 gradi

Nato nel 1942, Abram viveva e lavorava a Delebio, dove aveva studio e laboratorio

Si è spento nella notte scorsa Giuseppe Abramini, in arte Abram, illustre scultore valtellinese. Nato nel 1942, Abram viveva e lavorava a Delebio, dove aveva studio e laboratorio. Scultore professionista da oltre 35 anni, aveva scelto come materiale di elezione il bronzo, che ha fuso nella sua stessa fonderia per decenni, producendo sculture e bassorilievi, tutti pezzi unici, di ogni forma e dimensione.
I suoi soggetti preferiti erano nudo maschile e femminile, le maternità, le ballerine, i cavalli e i tori, ed una sterminata produzione di ispirazione religiosa. L'artista ha al suo attivo più di un centinaio di personali in Italia e all'estero, mentre varie delle sue opere sono presenti in importanti collezioni in Svizzera, Germania, Francia, Norvegia, Inghilterra, U.S.A., Canada, Australia e Città del Vaticano. Numerosissime le sue opere in Valtellina e fuori regione, di carattere religioso.

Tantissime le opere realizzate in Valtellina

Suoi, tra le altre opere, sono il portale in bronzo della Chiesa dell'Abbazia di Piona (LC), il Portale della Chiesa di Mossini, il fregio bronzeo "La Resurrezione di Lazzaro" del Cimitero di Mossini, i Rilievi per l'Altare della Chiesa parrocchiale di Delebio, il  S. Martino altorilievo in bronzo nella Chiesa di Caspoggio,  la Via Crucis e ill Portale della Chiesa di S. Anna, ill Portale della Chiesa di S. Agostino di Tirano, il Portale e la Via Crucis della Chiesa di S. Pietro Samolaco, ill grande gruppo scultoreo per la Comunità "il Gabbiano" di Piona (LC), il "Padre Pio" in bronzo presso la Casa di Riposo di Sondrio, la Crocifissione della Chiesa dell'Ospedale di Sondrio, il portale della Chiesa di S.Colombano al Cimitero di Traona, le decorazioni della Sala Consigliare di Piantedo, il Monumento ai Caduti di Trepalle-Livigno, il Portale della Chiesa Parrocchiale di Dubino e la Via Crucis a Livigno.

Il ricordo dell'amministrazione comunale di Delebio

«Anche noi dell’amministrazione comunale, con profondo dolore, ci associamo ai tanti attestati di affetto e di stima giunti in queste ultime ore alla famiglia, anche attraverso i social. Uomo di grande cultura, curioso ed ironico, un artista a 360 gradi. I suoi cavalli troneggiano sulle case di Osiccio, ma soprattutto saranno le sculture a lasciare quell’eredità artistica apprezzata e riconosciuta dalla critica, ma anche dal grande pubblico. Nell’atrio del municipio, in particolare, è possibile vedere il bassorilievo realizzato da Abram nel 1988 a ricordo della famosa battaglia di Delebio del 18 novembre 1432 tra milanesi e veneziani.  In paese troviamo anche il monumento di piazza Nassiriya. É suo il maestoso portone bronzeo dell’abbazia di Piona, ma non potremo dimenticare le tante figure femminili sottili e filiformi, gli animali: oltre ai cavalli, i tori, i mitologici centauri e poi le molte scene sacre, le campane, gli angeli e i crocefissi. Noi delebiesi ricorderemo anche un Abram più famigliare, a spasso o meglio in bicicletta con i suoi nipotini o agli incontri culturali in cui non mancava mai di dare il suo contributo sempre intelligente ed arguto, sicuramente di stimolo per la platea. 
Alla famiglia vogliamo esprimere le nostre più sentite condoglianze».

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