Che partenza la stagione dei funghi in Valtellina

Raccolta copiosa sia sulle Orobie che sulle Retiche. Alcune regole

Porcini della Valmalenco (Foto di Paola Perissinotto, Facebook)

Che partenza per la stagione 2019 della raccolta dei funghi. Le abbondanti precipitazioni e il clima caldo-umido hanno creato condizioni incredibilmente favorevoli alla crescita dei funghi in Valtellina. Un inizio di stagione a tratti inaspettato che potrebbe rappresentare il preambolo di una stagione da record.

È così che decine e decine di appassionati, che siano valtellinesi o turisti non importa, tornano a casa con i cestini pieni zeppi di funghi. Una ricerca a tratti facile che (per l'incolumità dei fungiatt per fortuna) non obbliga necessariamente a cercare il posto segreto e nascosto dove trovare i funghi. Una raccolta copiosa che, spesso finisce immortalata con una foto da condividere sui propri canali social, alla faccia della bonaria invidia.

Alcune regole da seguire

Gli appassionati della raccolta - che insieme alla commercializzazione è regolamentata dalla Legge 23 agosto 1993, n. 352, (integrata dal DPR 14 luglio 1995, n. 376) - non mancano ma è importante che venga effettuata in sicurezza, per sé e l'ambiente che ci circonda.

Sul sito del ministero della Salute si ricorda che: esiste un limite massimo di raccolta; è vietato l'uso di rastrelli o altri strumenti che potrebbero danneggiare seriamente tutto l'apparato produttivo fungino; il fungo deve essere raccolto intero, staccato dal micelio con movimento rotatorio e non tagliato, questo consente una sicura determinazione della specie; non si devono raccogliere esemplari troppo giovani o in cattivo stato di conservazione; la raccolta va riposta in contenitori che consentano la diffusione delle spore, vietando in ogni caso l'uso di sacchetti di plastica che ne accelerano la decomposizione; non si devono distruggere gli esemplari che si ritengono velenosi, anche loro sono utili alla vita del bosco!

Inoltre, la raccolta dei funghi è vietata: nelle riserve naturali integrali, nelle aree dei parchi nazionali, nelle riserve naturali e nei parchi naturali regionali, nelle aree specificamente interdette dall'autorità forestale competente per motivi silvo-colturali, in altre aree di particolare valore naturalistico e scientifico. La raccolta è vietata anche nei giardini e nei terreni di pertinenza degli immobili ad uso abitativo adiacenti agli immobili, salvo che ai proprietari.

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