Frana del Ruinon, in Valfurva cresce la rabbia per i silenzi della Provincia

Nessuna risposta per la richiesta di colloquio: «Inspiegabile il comportamento del Presidente Moretti, poco educato e rispettoso nei nostri confronti»

La frana del Ruinon (Foto di Giuseppe Cola/Facebook)

Il 13 settembre scorso i 59 operatori economici della Valfurva, rappresentati dall'avvocato Ezio Trabucchi, che da settimane tentano di non far spegnere le luce mediatica sulla difficile situazione venutasi a creare dopo la caduta di alcuni massi ciclopici dal versante franoso del Ruinon, hanno formalmente chiesto un incontro al presidente della Provincia di Sondrio, Elio Moretti. Oggi, a quasi 3 settimane di distanza, al di là dell'emergenza, non hanno ancora ricevuto una risposta.

Dopo essersi riuniti lunedì  30 settembre 2019, alla presenza del loro legale, gli operatori economici hanno scritto al Sindaco di Valfurva, Angelo Cacciotto, una lettera, con la quale hanno chiesto a quest’ultimo di farsi da tramite con il Presidente della Provincia di Sondrio affinché si possa tenere a breve la riunione più volte sollecitata.

«È inspiegabile il comportamento del Presidente della Provincia di Sondrio, oltre che poco educato e rispettoso nei nostri confronti è gravissimo dal punto di vista istituzionale. Siamo cittadini della Provincia di Sondrio che chiediamo semplicemente, e da tempo, di avere le dovute informazioni in merito alla riapertura della strada provinciale 29 "del Gavia" da e per Santa Caterina» hanno rimarcato i furvesi.

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Non essendo ancora iniziati i lavori sul vallo ed essendo rimasta del tutto invariata la situazione sulla strada dopo la sua chiusura del 20 agosto scorso la preoccupazione sale, giorno dopo giorno. Con la conseguente impossibilità da parte degli operatori a fornire indicazioni puntuali alla clientela relativamente all'imminente stagione invernale, a fronte della quale vi è la forte perplessità legata alla chiusura, fra poche settimane, della strada del Gavia e della pista forestale alternativa, in quanto saranno entrambe intransitabili per il gelo e la neve.

«Non possiamo e non vogliamo demordere - aggiungono gli operatori economici - e continueremo la nostra mobilitazione sino a quando non avremo le risposte supportate dai fatti, in particolare dalla Provincia di Sondrio che ha dimostrato molti incertezze e, come detto, un assurdo comportamento».

Il gruppo delle famiglie

Analoghe richieste di informazioni provengono dalle famiglie di Santa Caterina, le quali, tramite il loro rappresentante e portavoce, la dottoressa Luigina Signorelli, hanno espresso una profonda amarezza per una situazione di grave disagio nella vita quotidiana, non capita secondo loro dalle Istituzioni, «Ie quali si sono caratterizzate per tante parole e rassicurazioni, peraltro con il solito invito (che ci pare una grande tirata in giro!) a stare tranquilli senza lamentarci troppo».

“Viviamo - concludono le famiglie di Santa Caterina - un'emergenza personale, famigliare e sociale. Siamo però tutti uniti, anche con i nostri concittadini operatori, pur esasperati ed arrabbiati per una pesante condizione non dovuta solo a fattori naturali e/o climatici ma determinata anche e soprattutto dalle molte sottovalutazioni, omissioni e negligenze del passato da parte di Enti ed Istituzioni, le quali anche oggi si ergono solo con tante chiacchere, che tuttavia ora non riusciamo più a sopportare».

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