Arpa Lombardia: «La frana del Ruinon scivola di oltre 30 centimetri al giorno»

Le motivazioni che hanno spinto la Provincia di Sondrio a chiudere la strada provinciale 29 "del Gavia"

Immagine d'archivio

Di nuovo attenzione massima per i tecnici della Centro Monitoraggio Geologico di Arpa Lombardia, che dalla Sala Operativa di Sondrio sorvegliano in tempo reale la frana del Ruinon, nel comune di Valfurva.  Dalle ore 20 di ieri 11 giugno, infatti, è stata raggiunta la soglia di elevata criticità con movimenti che, nelle aree del corpo “centrale” del dissesto, superano i 30 cm al giorno, fino ad arrivare a picchi di 90 cm in alcuni punti dell’area in scivolamento.

Già a partire dalla seconda metà di maggio, a causa delle forti piogge (con una cumulata mensile pari a circa 200 mm, di cui 90 mm caduti dal 7 giugno ad oggi), l’area di frana aveva evidenziato una riattivazione dei movimenti fino a portare, il 10 giugno, alla segnalazione dal parte dei tecnici di Arpa del superamento di soglia per moderata criticità.

Attualmente sulla parete sorvegliata dalle strumentazioni del CMG sono in atto significativi movimenti che coinvolgono in particolare il detrito a valle della nicchia bassa, per una superficie pari a circa 20.000 m2 con velocità oltre i 30 cm/giorno ed una fascia più ampia di circa 50.000 mq, dove si registrano velocità superiori a 8-10 cm/giorno.

È per questo che la Provincia di Sondrio, lungo la mattinata di venerdì 12 giugno 2020, ha deciso di chiudere al traffico veicolare la strada provinciale 29 "del Gavia" all'altezza del comune di Valfurva.

2019, anno disastroso

Il movimento attualmente osservabile appare differente, per lo meno per le cause, a quanto visto lo scorso anno. A fine giugno 2019 , era stato il caldo a causare il repentino innalzamento del livello di falda – che a monte del dissesto sfiorava i 6 metri – e la conseguente accelerazione dei movimenti di frana fino a raggiungere la velocità di oltre un metro al giorno.

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Sempre lo scorso anno, il Ruinon ha fatto nuovamente parlare di sé il 20 agosto (leggi qui), quando un grosso masso di 90 metri cubi è rotolato a valle invadendo, dopo essersi spaccato in due, la SP 29 che porta al Passo Gavia. La frana, i cui movimenti sono stati ripresi giornalmente, era poi stata tenuta sotto osservazione nei mesi successivi fino al rientro dell’emergenza.

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