«Enel sempre più lontana dal territorio», i sindacati valtellinesi proclamano lo sciopero generale in e-distribuzione

Al centro dello sciopero gli organici ridotti, appalti e subappalti

FLAEI (Federazione Lavoratori Aziende Elettriche Italiane) e  FILCTEM (Federazione italiana dei lavoratori della chimica, tessili, dell'energia e delle manifatture) sul piede di guerra nei confronti di ENEL. Le due sigle sindacali di CISL e CGIL hanno indetto per la giornata di giovedì 19 novembre 4 ore di sciopero generale. Dal 23 ottobre è già in atto lo stato di agitazione, con il blocco di tutti i lavori straordinari, che culminerà (al momento) con lo sciopero generale di 4 ore il prossimo 19 novembre.

«Abbiamo provato in questi ultimi mesi a far ragionare i vertici di e-distribuzione - spiegano Valter Rossi, Segretario Filctem Cgil della Provincia di Sondrio e Matti Pinalli, Segretario Generale FLAEI Cisl Sondrio - su quanto sia importante consolidare la presenza sul territorio della Società attraverso uno straordinario investimento occupazionale. Ciò non solo per sanare gli annosi problemi di mancanza degli organici che costringono i lavoratori a sostenere carichi di lavoro insopportabili, ma anche per predisporre la Società ad essere in grado di svolgere, con le necessarie competenze, la sfida imposta dalla transizione energetica che vede nella rete di distribuzione nazionale l’infrastruttura più importante. Assunzioni assolutamente necessarie che, peraltro, permetterebbero di sviluppare tutti gli investimenti previsti dall’Impresa e aiuterebbero in modo concreto il Sistema Paese in questo momento di crisi.

«E’ per questo semplice motivo che - proseguono Rossi e Pinalli - abbiamo contestato, e continuiamo a contestare, le proposte aziendali, che consideriamo miopi e scellerate, come quelle: • di voler esternalizzare attività “core” dell’Area della Distribuzione, come le manovre di esercizio sulla rete elettrica di media tensione, in un momento in cui le competenze e le professionalità sono cruciali per rendere concreti e ben indirizzati gli investimenti necessari all’adeguamento della rete elettrica nazionale, alle sfide che impone la transizione energetica; • di voler ulteriormente ottimizzare l’organizzazione della reperibilità, estendendo gli ambiti di intervento, mentre, al contrario, l’organizzazione della reperibilità operativa e tecnica nel territorio andrebbe rafforzata per far fronte ad un numero di guasti sempre maggiore e imprevedibile, rispetto ai quali la stessa società è incorsa negli ultimi anni nel pagamento di ingenti penali; • di voler introdurre un regime di orari sfalsati per il personale che opera nel territorio che peseranno ulteriormente sui carichi di lavoro invece di rinforzare, con un adeguato numero di assunzioni operative e tecniche, un’attività che è oggettivamente sovraccaricata. Decisioni che, oltre a quanto detto sopra, creeranno ulteriori criticità al sistema elettrico soprattutto sul tema della sicurezza dei lavoratori, in una fase nella quale, purtroppo, si è verificato un aumento degli incidenti sul lavoro, anche gravi, in particolare sul personale delle imprese in appalto. Tutta questa situazione non è più tollerabile».

«Dopo il fallito tentativo di conciliazione, previsto dalle procedure in sede ministeriale, le Segreterie Nazionali di Filctem, Flaei e Uiltec hanno deciso - concludono - di avviare una fase vertenziale che, per dimensioni e complessità, sta coinvolgendo tutti i lavoratori di e-distribuzione. Dal 23 ottobre è in atto lo stato di agitazione, con il blocco di tutti i lavori straordinari, che culminerà (al momento) con lo sciopero generale di 4 ore il prossimo 19 novembre. In questi giorni si stanno svolgendo da remoto le assemblee dei lavoratori».

Nel 1995 la rete di distribuzione elettrica di ENEL nella sola provincia di Sondrio occupava 195 ora meno di 60

«La rete della distribuzione elettrica rappresenta un asset strategico per lo sviluppo socio economico di un paese. Ancora di più in un contesto così disagiato come quello valtellinese che si sviluppa su oltre 200 km di territorio montano. Nel 1995 la rete di distribuzione elettrica di ENEL nella sola provincia di Sondrio occupava 195 dipendenti distribuiti su tre ZONE: BORMIO, SONDRIO, MORBEGNO con distaccamento a Chiavenna. Un presidio vero, capace di dare certezze e sicurezza alla popolazione e al territorio. Dal 2019 esiste un’unica Grande Zona che comprende LECCO COMO e SONDRIO con un totale di 176 dipendenti, di cui complessivamente meno di 60 impiegati in provincia di Sondrio. Ma il lavoro non manca, semplicemente è sempre di più dato in appalto, con meno lavoratori, meno tutele, meno diritti. Inoltre, a fronte di situazioni di allerta meteo con eventi meteorologici intensi (purtroppo molto frequenti negli ultimi anni), a causa dell’assenza di un organico adeguato a livello territoriale si è dovuto fare ricorso al supporto di altre unità operative provenienti da altre provincie o addirittura regioni».

«L’organico di ENEL distribuzione in provincia di Sondrio equivale all’organico delle tre aziende ex municipalizzate di Chiavenna Morbegno e Sondrio/Tirano. Nonostante gli ingenti investimenti previsti dalle autorità competenti, necessari nei prossimi anni ad affrontare la transizione energetica, notiamo un distacco da parte di ENEL distribuzione, nel programmare veri interventi tesi al miglioramento della qualità del servizio. ENEL la società elettrica per eccellenza, quella che in Provincia ha sempre rappresentato fino aila fine degli anni ‘90 un punto di riferimento per una occupazione di qualità oltre che di quantità, oggi più che mai è alla disperata ricerca, della maggior rendita finanziaria, in sfregio ad ogni tutela del lavoro e dei lavoratori. Tagli su tagli, alla ricerca del contenimento dei costi, per dirottare tutti i guadagni sugli azionisti. Pochi giorni fa la conferma di ENEL della distribuzione dei dividendi agli azionisti secondo i programmi definiti nel periodo Pre covid. Appalti, sub appalti e sub appalti dei sub appalti».

«Tanto abbiamo già detto e scritto nell’indifferenza generale di amministratori e politici»

«Il risultato finale che oggi tristemente caratterizza questa azienda nel business della distribuzione (ma attenzione si tratta di attività di pubblica utilità) è questo! E non parliamo di ENEL nel business della produzione idroelettrica. Tanto abbiamo già detto e scritto nell’indifferenza generale di amministratori e politici. Tagli su tagli degli organici e appalti a Cooperative. Il Contratto di Lavoro Elettrico ha una storia vecchia di più di cento anni, che corrisponde a qualità della vita lavorativa che significa, rispetto, dignità, equità. Non è così nel lavoro in appalto! Occorre dirlo con forza! Appalto e sub appalto significa risparmio, ribasso, e contenimento dei costi. Non sono paragonabili le tutele del contratto elettrico con le tutele di altri contratti di lavoro del settore privato. Se una azienda come ENEL, di cui lo Stato è proprietario per il 23,6%, si permette di portare avanti questa politica di svilimento del lavoro attraverso l’appalto indiscriminato, per la totalità delle attività, come potremo pensare ad un futuro lavorativo con adeguati di diritti e tutele per i nostri figli».

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