Sanità valtellinese, Della Bitta: «Alziamo la testa, ma insieme»

Anche il sindaco di Chiavenna, ex presidente della Provincia, interviene nel dibattito sul futuro della sanità valtellinese

«Siamo impegnati da anni nella nostra provincia a lavorare insieme, mettendo sempre al primo posto la necessità di non dividerci, obiettivo oggi ancor più necessario  su un tema fondamentale per la vita di ciascuno di noi come la salute e il diritto di avere risposte sanitarie adeguate. Mai come ora però il momento è cruciale: non possiamo sbagliare». Si apre così la lettera aperta scritta da Luca Della Bitta, sindaco di Chiavenna ed ex presidente della Provincia,che interviene nel battito sul futuro della sanità valtellinese.

«Ho avuto il privilegio - prosegue Della Bitta - di rappresentare per alcuni anni questa terra e la sua straordinaria gente e ho sempre cercato di fare in modo che si camminasse tutti insieme. Ci conosciamo bene. I Valtellinesi e i valchiavennaschi non sono abituati a chiedere. Quando c’è un problema si rimboccano le maniche, lo affrontano e trovano soluzioni. Ma quando chiedono è perché quel chiedono è ciò che serve davvero. I sindaci hanno  lavorato nel tentativo di elaborare un documento unitario che offrisse, da Madesimo a Livigno, alla nostra gente le risposte adeguate di cura e di salute. Che dia dignità, certezza, forza ai presidi ed ai territori di tutta la Provincia in materia sanitaria. Non ci siamo ancora riusciti ma ci sono molti aspetti condivisi. Ci siamo molto vicini ma serve uno sforzo ancora ulteriore: non possiamo buttare questa occasione. Un documento che fissi i diritti e le risposte che servono a Chiavenna, a Morbegno, a Sondrio, nel Tiranese e nell’alta Valle».

«Conosco bene i sindaci e gli amministratori che ci hanno lavorato. So che sono pronti a fare squadra con tutti perché l’obiettivo è troppo grande. Conosco i sindaci dell’alta Valle: persone concrete e determinate, pronti a raccogliere anche le sfide più difficili. Allora non sbagliamo.Mai come in questo momento è possibile osare, avere coraggio e chiedere ciò che crediamo sia un diritto dei nostri cittadini. Costruiamo davvero un progetto unico. Che dica con chiarezza ciò che vogliamo, poi andremo ai livelli superiori, ma uniti».

«Mai come in questo momento - prosegue il sindaco della Città della Mera - è possibile fare richieste coraggiose pensate da anni oppure l’esperienza del covid non ha insegnato nulla?  Non è ancora chiaro che i territori come i nostri non possono avere logiche di numeri e modelli di città? Che senso avrebbe altrimenti avere una ATS MONTAGNA e due aree che sono protagoniste della strategia aree interne se, dopo una pandemia, non uscisse un modello nuovo di sanità che guardi al futuro abbandonando la metà logica dei costi parametri ti alle grandi metropoli?»

«Per i mandamenti di Chiavenna, Morbegno, Sondrio e Tirano il documento unitario sembra aver fatto una buona sintesi che raccoglie le istanze concrete di sanità. Ma non si può lasciar fuori il Morelli. Sarebbe un grave errore. Siamo pronti a dire con chiarezza che serve la conferma delle alte specialità, dell’unità spinale unipolare e altro, un chiaro e immediato percorso di autonomia per quell’ospedale che ha un valore unico e merita un riconoscimento nazionale, un servizio di emergenza ed urgenza adeguato a chi ci vive, a chi ci visita, a chi ci visiterà (Olimpiadi 2026 e non solo)».

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«Progettiamo una sanità di montagna - conclude Della Bitta perno di una visione di sviluppo dei territori con una visione a medio lungo termine , tenendo conto della necessità di realizzare i collegamenti strategici , di supporto etere e sviluppare il turismo di qualità e la tutela del territorio . Con una visione che vada oltre la metà logica ragionieristica dei numeri . Ora è il momento, cittadini , sindaci e operatori del territorio  di farlo insieme. Di farla noi la politica, quella che ogni cittadino si aspetta. Forse spesso abbiamo commesso un errore grave: quello di pensare che un territorio ottiene risposte per grazia ricevuta, amicizia, sudditanza o paura di chi ha responsabilità a livello regionale o nazionale. Ora, a partire dalla sanità, alziamo la testa ma insieme. Non con polemiche ma con idee chiare. Costruiamo un progetto unito e veramente che dia certezze ai nostri cittadini. A quel punto sono certo che il Presidente della Regione Lombardia, di fronte a questo, condividerà ciò che noi non è che chiediamo... ma crediamo sia semplicemente quello che ci spetta. E tornerà la politica, quella vera, che prima ascolta, si confronta, propone e trova soluzioni. I sindaci sono certo siano pronti e aspettino da tempo un’occasione per farlo liberi da qualsiasi forma di influenza esterna, di paura, di pressione. Forti della voce della nostra gente. Proviamo a farlo... non sprechiamo questa occasione».

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