Davide Van De Sfroos, un ritiro "americano" per il nuovo disco

Abbiamo ascoltato in anteprima alcune canzoni dell'album atteso a maggio: Agata, Nel noom, Vagabuund, Stella bugiarda, L'isola, La vall, Tramonto a sud

Sono passati oramai sei anni da Goga & Magoga, l'ultimo album di inediti di Davide Van De Sfroos. Era infatti il 2014 quando il cantautore lariano pubblicò il successore del fortunato album sanremese Yanez. In questo lungo tempo sono cambiate molte cose: messo da parte il periodo nero post San Siro e una staff logorato, con alcune pedine decisamente fuori ruolo, De Sfroos è ripartito con l'uomo che lo aveva accompagnato fino al palco dell'Ariston nel 2011: Gianpiero Canino. 

Insieme all'amico manager è stato fatto un programma che avrebbe dovuto riportare l'artista prima in tour e poi a registare un nuovo album. Così è stato e non c'è dubbio che il 2019 lo possiamo archiviare come l'anno della ripartenza, quello che ha rimesso il vascello di "Capitan De Sfroos" sulle buone rotte della musica. I patti con l'armatore, se tutto fosse andato per il verso giusto, erano però chiari: bene i concerti, benissimo la conseguente pubblicazione del doppio live intitolato Quanti Nocc, ma il tempo per un nuovo album è decisamente maturo.

Così De Sfroos, che non aveva comunque mai smesso di scrivere canzoni, è ripartito sapendo che ad attenderlo avrebbe trovato la nave dei suoi sogni, con tanto di equipaggio pronto a salpare con lui per questa nuova avventura iniziata lo scorso 17 gennaio. Un viaggio che durerà un mese per arrivare a consegnare il nuovo atteso album in tempo per l'11 maggio 2020, in occasione del compleanno live di Davide al Teatro dal Verme di Milano, per il quale sono disponibili solo ancora pochi biglietti, la data è infatti quasi soldout.

Curiosi di ascoltare qualche brano in anteprima, siamo saliti a bordo del Brughee. Non esattamente un'imbarcazione ma più semplicemente un podere in quel di Rogaro, in Tremezzina, dove De Sfroos si è rinchiuso insieme ai tecnici e ai musicisti chiamati a collaborare al nuovo disco. L'atmosfera che si percepisce è la stessa che si respira in mezzo al mare: una capitano, un timoniere, qualche ufficiale, tanti marinai. E un armatore che ogni tanto sale a controllare che la rotta sia quella stabilita dalle rotte che portano a primavera.

De Sfroos è tranquillo, è nel suo ambiente, con una vista a 360° intorno ai luoghi dove sono nate la maggior parte delle canzoni. Ogni stanza è stata cablata in modo che ogni musicista possa suonare le sue parti nella propria cabina in assoluta tranquillità ma comunicando con l'abile regia di Paolo Costola. A molte canzoni manca solo qualche ritocco, mentre altre sono ancora nella mani di Taketo Gohara, produttore giapponese che ha collaborato con Vinicio Capossela, Brunori Sas, Motta, Verdena e molti altri.

Rinascita

Vedere Davide Van De Sfroos nuovamente impossessato dal potere della sua musica e non più dai fantasmi che lo hanno circondato per qualche mese, è una di quelle cose che fanno bene non solo a lui ma anche a chi lo conosce da anni. Mentre ascoltiamo Nel noom, VagabuundFiadaStella bugiardaL'isolaLa vallTramonto a sud, e soprattutto Agata, abbiamo rivisto la luce negli occhi di Davide. Le canzoni hanno un grande impatto, sia musicale sia lirico, ma soprattutto la voce di Davide è potente nel distreggiarsi abilmente tra le onde più alte del dialetto o in quello più calme dell'italiano. 

«Ho sempre guardato con grande interesse - racconta De Sfroos - i making of degli album dei musicisti che si ritiravano da qualche parte per registare un disco. Alcuni erano luoghi di grande ispirazione per molti cantautori americani: hangar, cantine, cascine, fienili, fattorie; da Neil Young ai Midalke, per citarne due, la storia della musica è piena di queste situazioni. Ho sempre provato un grande fascino per tutto questo e alla fine ha pensato che tanti luoghi così pieni di ispirazione ci sono anche qui. E sono proprio i luoghi dove sono state scritte le canzoni: se mi affaccio alla finestra vedo le canzoni: è un po' come se tutto stesse tornando a casa. Abbiamo fatto il sopralluogo insieme a Paolo Costola e quando ha capito che non c'erano particolari problemi ha piazzato il suo studio all'interno di questa "Casa dei suoni"».

«Sono arrivato in studio - aggiunge De Sfroos - con una quindicina di canzoni, alcune delle quali scritte solo poco tempo prima di arrivare al Brughee. Qui ci sono ospiti fissi e altri che vanno e vengono, insieme diamo una direzione a parole e musica con Anga sempre pronto a cucire ogni nota. Mi piaceva l'idea che ogni artista potesse portare liberamente le proprie intuizioni, i propri suoni. Stiamo lavorando in piena sintonia e armonia con in mente tutti la stessa meta. Voglio che il disco suoni con le stesse profondità dei Wilco, dei Counting Crows ma anche dell'ultimo Johnny Cash, mantenendo però intatte le atmosfere del suo territorio, tornato più che mai protagonista in queste nuove tracce. Poi vedremo quali colori darà Taketo Gohara ai cinque brani che gli abbiamo affidato».

«Siamo in viaggio sulle onde - conclude De Sfroos  - con le nostre visioni, con uomini dalle grandi sensibilità. Io ascolto tutti, traccio le rotte come un vecchio capitano che sa rallentare, sa essere riflessivo e sente le vibrazioni del luogo. Abbiamo buone sensazioni, persino superiori alle aspettative. La nave ha il vento in poppa perché tutti, a iniziare dai musicisti, hanno capito bene l'impronta che volevo dare al disco».

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Dopo aver visto partire Davide molte volte, personalmente mi posso anche sbilanciare: anche se non mi sento di esluderlo, non voglio dire che questo sarà il suo miglior disco in assoluto. Di certo sarà il primo grande lavoro di un musicista maturo e nuovamente libero. Su questo non ho dubbi. Così come sono certo che la prima canzone a stupirvi sarà Agata.

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