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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Coronavirus

Covid, la Lombardia vuole dare i suoi vaccini alla Sierra Leone

Il Pirellone proporrà al governo di avviare una campagna di vaccinazioni nel Paese africano

Da chi ha di più a chi ha quasi nulla. Regione Lombardia, che proprio lunedì ha dato il via alle somministrazioni della terza dose del vaccino anti covid, sta pensando di donare una parte dei propri sieri alla Sierra Leone. 

Il Pirellone, stando a quanto comunicato in una nota, proporrà al governo di avviare una campagna di vaccinazioni nel Paese africano. "Non sarà sfuggito l'appello dell'Oms quando disse che non è giusto partire con la terza dose se in Africa non è stata fatta neanche la prima", le parole di Guido Bertolaso, coordinatore regionale per la campagna vaccinale. "Noi non siamo rimasti indifferenti neanche alle parole del premier Draghi che, in occasione del G20, aveva detto che bisognava fare di più per i Paesi poveri".

"In Sierra Leone ci sono numeri terribili. Muoiono di parto in media 1.950 mamme su 100.000. Credo che un ruolo della Lombardia sarebbe da esempio e una sfida a tutti gli altri Paesi del mondo. La Sierra ha dimensioni simili a quelle della Lombardia, anche come popolazione. Proveremo a recuperare i vaccini necessari così da organizzare la distribuzione a partire dalla capitale - l'annuncio di Bertolaso -. 'Sfruttiamo' una campagna di emergenza vaccinale per dare un impulso importante alla vita di queste persone".

Al via la terza dose in Lombardia

Lo stesso consulente della regione ha poi fatto il punto sull'avvio delle somministrazioni della terza dose, partite oggi con 2.500 immunocompromessi. Il piano è stato illustrato nei dettagli da Bertolaso, che ha definito "saggia" la decisione del governo di parlare di "dose addizionale e non di richiamo".

"L'organizzazione prevede un ciclo 'a 3 dosi' per le persone immunocompromesse - trapiantati e gravi immunodepressi - con somministrazione almeno dopo 4 settimane dalla seconda, con uno dei vaccini mRNA, e un richiamo con terza dose, con le indicazioni che arriveranno dal commissario Figliuolo, per 680.00 over80, 80.000 ospiti delle Rsa e  396.000 operatori sanitari. Per queste categorie, il richiamo è previsto dopo almeno 6 mesi dalla seconda dose. Anche in questo caso è utilizzabile indifferentemente uno dei vaccini mRNA. Si tratta di un'operazione preventiva - ha sottolineato il coordinatore regionale - non perché c'è una nuova ondata che ci aspetta domani mattina, ma è un modo per cautelare i soggetti più a rischio".

"Come detto anche dalla vicepresidente - ha aggiunto riferendosi alle parole di Letizia Moratti - le nuove disposizione sul green pass hanno fatto sì che si rendessero disponibili nuove vaccinazioni per le prime dosi, per cui è prevista dal 1 ottobre al 30 ottobre una fase di transizione".

Viene dunque allungata la fase massiva fino alla fine del mese di ottobre alla quale si affianca la 'fase 3' - con le terze dosi - perché "fino alla prossima primavera bisogna andare avanti a combattere". Bertolaso ha poi chiarito che, inevitabilmente, si riducono i grandi centri vaccinali, aumentano le somministrazioni negli ospedali e le Rsa che, entro novembre, saranno tutte pronte e disponibili. Allo tesse tempo, le 21 attuali farmacie, diventeranno 668 entro novembre. "Abbiamo parametrato la capacità produttiva della 'fase 3' - ha concluso Bertolaso - su una capacità media che varia fra 20.000 e 65.000 somministrazioni al giorno, siamo cioè in grado di coprire qualsiasi esigenza".

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