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Martedì, 7 Dicembre 2021
Coronavirus

Seconda dose con Astrazeneca per gli Under 60 che rifiutano il mix di vaccini

Il via libera dal Comitato tecnico scientifico. Sarà necessario firmare il consenso informato

Cambia ancora lo scenario per i cittadini Under 60 che devono sottoporsi al richiamo della vaccinazione anti-covid dopo aver ricevuto la prima dose con Astrazeneca.

Ora, dopo il parere espresso dal Comitato tecnico scientifico nelle scorse ore, chi non vorrà sottoporsi al cosiddetto richiamo eterologo (cioè con un vaccino diverso da Astrazeneca, quindi Pfizer o Moderna), potranno, firmando un consenso informato, ricevere la loro seconda iniezione sempre di Vaxzevria.

Le parole del Cts

"Qualora un soggetto di età compresa tra i 18 e 59 anni, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Vaxzevria (ex Astrazeneca), pur a fronte di documentata e accurata informazione fornita dal medico vaccinatore o dagli operatori del Centro vaccinale, sui rischi di Vitt, rifiuti senza possibilità di convincimento, il crossing a vaccino a mRNA, - si legge nei documenti del Comitato tecnico scientifico - il Cts ritiene che, nell'ambito delle indicazioni che provengono dalle autorità sanitarie del Paese e dopo acquisizione di adeguato consenso informato, debba essere garantita l'autonomia nelle scelte che riguardano la salute dell'individuo. Come ulteriore considerazione, si sottolinea che, in questa circostanza, vi è da considerare anche il beneficio derivante dall'annullamento del rischio connesso alla parziale protezione conferita dalla somministrazione di una singola dose di Vaxzevria". 

Una settimana tormentata

Dopo il caso della giovane ragazza ligure morta alcuni giorni dopo aver ricevuto il vaccino Astrazeneca, Regione Lombardia, erano state bloccate, venerdì 11 giugno, le somministrazioni di seconde dosi con Vaxzevria ai cittadini Under 60, dando però loro la possibilità di un richiamo "eterologo", cioè con l'utilizzo di Pfizer o Moderna.

Nella mattinata di sabato 12 giugno, Regione Lombardia, in attesa di ulteriori indicazioni dal Ministero della Salute, aveva bloccato, tramite una Nota della direzione generale Welfare, i richiami eterologhi. Il nuovo via libera a questa possibilità era comunque arrivato poche ore dopo.

Ecco, dunque, che, da mercoledì in provincia di Sondrio sono partite le vaccinazioni eterologhe per i cittadini (personale scolastico, Forze dell'Ordine, volontari della Protezione civile, circa 900 in tutto) con meno di 60 anni che, dopo aver ricevuto la prima dose con Astrazeneca, erano ancora in attesa della seconda. 

Per loro l'obbligo di un mix di vaccini, dunque, di un richiamo con Pfizer o Moderna, obbligo che ora, con l'ultimo parere espresso dal Cts viene meno: chi vorrà una seconda dose sempre con Astrazeneca potrà ottenerla, firmando, per l'appunto, un consenso informato.

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