Tirano in lutto per la morte di Gino Ricetti: il bidello partigiano

Stroncato dal coronavirus, Ricetti era molto amato e conosciuto in città

Gino Ricetti in una foto di Valentino Candiani

Si è spento, per via del coronavirus, nella giornata di ieri, domenica 26 aprile, Gino Ricetti, classe 1925. Tirano piange così il suo 'bidello partigiano'. Gino fu uno dei ragazzi della resistenza e gli era stata conferita la medaglia della Liberazione.

Il ricordo di Franco Spada, sindaco di Tirano

«Non è mia abitudine, ne è giusto, personalizzare situazioni di lutto - scrive Franco Spada - che in questo momento stanno coinvolgendo diverse famiglie (soprattutto quando vengono a mancare persone in giovane età) ma Gino “il bidello” consente con affetto, soprattutto da parte degli ex bambini che hanno frequentato nel corso di tanti decenni le scuole elementari Credaro, di parlare di una generazione che ha ricostruito, dopo la guerra, la Tirano che oggi noi conosciamo e apprezziamo e soprattutto in ricordo del 25 aprile che abbiamo festeggiato ieri. Il Gino fu uno dei ragazzi della resistenza (anche se non parlava mai volentieri di quel periodo) e qualche hanno fa ebbi l’onore in sala consiliare della provincia di conferirgli la medaglia della Liberazione e poco dopo in sala consiliare di Tirano gli venne conferita la benemerenza cittadina per la sua decennale attività di bidello sempre presente e sempre attento alle necessità di tante generazioni di bambini che sono passate negli anni dalla scuola elementare Credaro».

«Io da bambino degli anni 70 - prosegue Spada - lo ricordo alto, fieramente in divisa con il cappello, sempre in ordine, sempre presente per ogni esigenza e quando da bambini subivamo un giusto rimbrotto da parte della maestra elementare dal nulla, e non si sa come, compariva sempre lui con una voce di conforto ed un sorriso che rasserenava la giornata (ove da bambini anche quei piccoli problemi quotidiani apparivano molto grandi ed il passare del tempo e dei giorni era molto più lento a quella età che non adesso). Passati gli anni, incrociandolo comunque spesso, aveva sempre un sorriso e una parola e un ricordo di una esperienza di quel periodo come se ogni bambino cresciuto in quella scuola fosse il suo ed il suo lavoro di contatto umano fosse il più bello del mondo».

«Il Gino credo, con il suo semplice ruolo - conclude il primo cittadino di Tirano - mi abbia insegnato il valore di qualsiasi lavoro, l’abnegazione allo stesso, il valore della gentilezza, il rispetto ed il valore dell’istituzione che rappresentava e l’importanza dei valori collettivi che lui rappresentava al meglio nel suo semplice e silenzioso ruolo. Ed era una persona che aveva vissuto la guerra in prima persona. Il Gino, e tantissimi Gino a Tirano come lui, ha rappresentato una generazione uscita dal dopoguerra che ci ha lasciato la Tirano di adesso. Io lo ricordo con affetto. Un abbraccio alla famiglia. In questa bellissima foto è espressa al meglio l’arte e la sensibilità di Valentino Candiani altra persona che ci manca».

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