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Coronavirus, test sierologici e tamponi a 4mila operatori e 14mila ospiti dei centri disabili lombardi

Lo annunciano gli assessori regionali alle Politiche sociali Bolognini e al Welfare Gallera

“I Centri diurni per disabili possono ripartire in piena e totale sicurezza”. Lo annunciano gli assessori alle Politiche sociali, abitative e Disabilità, Stefano Bolognini e al Welfare Giulio Gallera in merito alla riapertura delle strutture semiresidenziali per persone con disabilità dopo l'emergenza coronavirus.

“La procedura di riapertura prevede che siano sottoposti a test sierologico – spiega Gallera – ed eventualmente al tampone in caso di positività al test, ovvero in caso di impossibilità a realizzare il prelievo ematico, tutti gli oltre 4.000 operatori e i 14.000 ospiti, e le Ats sono pronte ad intervenire rapidamente garantendo che la spesa dei test sarà a carico di Regione Lombardia”.

“Entro la giornata di oggi (lunedì 8 giugno, ndr) – aggiungono Gallera e Bolognini – le Ats ultimeranno, dopo i dovuti passaggi nell’ambito delle cabine di regia con i comuni, l’iter per l’approvazione delle linee operative territoriali, in modo tale da potere mettere in condizione tutti i centri di ripartire con le attività nella massima sicurezza per ospiti e operatori”.

“La settimana scorsa – conclude Bolognini – il Consiglio regionale ha respinto due mozioni delle opposizioni non perché non fossero utili, ma semplicemente perché il contenuto era di fatto superato dai provvedimenti regionali assunti. Pertanto, mi sembra scorretto sostenere che Regione Lombardia non stia facendo tutto il possibile per riaprire rapidamente i centri diurni per disabili, solo per il fatto che non sono state approvate due mozioni inutili e superate, come del resto gli stessi consiglieri promotori hanno riconosciuto in sede di commissione consigliare”.

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