Coronavirus, la Regione dà l'ok ai test sierologici privati. Tamponi obbligatori a 62 euro per le aziende

L'assessore al Welfare Gallera: «Chi propone l'esame ematologico deve occuparsi di tutto: acquisire i test sierologici, trovare il laboratorio che li processi, spiegare al cittadino che il test è volontario, reperire i tamponi a cui sottoporre la persona qualora questa dovesse risultare positiva al test»

Via libera ai test sierologici privati in Lombardia per cercare di mappare i contagi da coronavirus. A stabilirlo è stata la giunta regionale con un provvedimento approvato martedì che stabilisce le regole e i criteri per l'esecuzione dello screening al di fuori del sistema sanitario nazionale. 

"Chiarezza, trasparenza e responsabilità, nell'ottica di favorire le analisi sierologiche da parte degli operatori privati, ma senza penalizzare in alcun modo la sanità pubblica, bensì contribuendo a rafforzarla". Con queste parole l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha spiegato gli obiettivi in base ai quali la giunta regionale ha detto sì alla novità.

Via libera ai test sierologici privati

"Il test sul singolo cittadino in forma autonoma non è utile e genera false aspettative - ha sottolineato - e per questo abbiamo previsto che sia possibile effettuarlo all'interno di una determinata comunità". Quindi "enti, aziende" potranno scegliere di effettuare una sorta di test di gruppo, in maniera privata e chiaramente a pagamento.

"Chi lo propone - scrive la regione in una nota - deve occuparsi di tutto: acquisire i test sierologici, trovare il laboratorio che li processi, spiegare al cittadino che il test è volontario, reperire i tamponi a cui sottoporre la persona qualora questa dovesse risultare positiva al test. L'esecuzione del tampone non dovrà gravare sulle priorità della sanità pubblica".

"I laboratori pubblici e privati specializzati in Microbiologia e Virologia o con sezioni specializzate in Microbiologia e Virologia possono dunque erogare esami sierologici per anticorpi Sars-Cov-2, con determinate caratteristiche di qualità e affidabilità. Le Ats possono procedere all'integrazione dei contratti con gli erogatori individuando quale soglia minima di produzione l'attuale capacità produttiva e prevedendo che l'incremento di produzione di ogni singolo erogatore sia destinato per l'80% ai percorsi di sanità pubblica e per il restante 20%  in favore di altri soggetti senza oneri per il Sistema sanitario regionale", spiegano dal Pirellone.

Tamponi (obbligatori) a 62 euro

Un'altra delibera approvata martedì dalla giunta regionale stabilisce poi una tariffa di riferimento per l'acquisto dei tamponi pari a 62,89 euro. Perché oltre ai test "gli operatori privati che organizzano queste analisi nell'ambito delle loro campagne di screening sono tenuti - mette nero su bianco la regione - ad acquistare preventivamente un numero di tamponi pari al 10% del personale che desiderano sottoporre a test sierologico". 

In sostanza, un'azienda che decidesse di sottoporre a test 100 propri dipendenti, dovrebbe acquistare a prescindere anche 10 tamponi, che dovrebbero costare 62,89 euro ciascuno. Al contrario, per i test sierologici non c'è nessun prezzo consigliato né tanto meno imposto. 

"Nel caso di utilizzo dei test al di fuori del Sistema Sanitario Regionale - specifica la nota di Regione Lombardia - è necessario il rispetto di prescrizioni ben precise tra cui l'uso di test marcati Ce ai sensi del D. Lgs. 332/00, prevedendone la refertazione solo da parte di personale di laboratorio e la positività a test sierologico con metodica Clia o Elisa o equivalenti comporta la verifica della contagiositù mediante ricerca dell'RNA virale". 

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La campagna di test sierologici avviata da Regione Lombardia ha invece finora coinvolto 34.000 persone, privilegiando l'esecuzione del test per operatori sanitari e persone con sintomatologia Covid dopo periodo di quarantena a cui non era mai stato effettuato un tampone.

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