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Coronavirus, sale ancora il numero di ricoverati al Morelli di Sondalo

A Sondalo cresce la preoccupazione. Chiara Rebucci, responsabile reparti covid-19: «I casi nella nostra provincia sono in continuo incremento. Non si deve sottovalutare la contagiosità del coronavirus, che si manifesta con sintomi gravi non soltanto negli anziani o in chi è affetto da altre patologie ma anche nelle persone più giovani e in buona salute. Nessuno può quindi ritenersi al sicuro»

Crescono la pressione e la preoccupazione al Morelli di Sondalo, ospedale covid-19 per la provincia di Sondrio: i numeri aumentano e, soprattutto, si abbassa l'età dei malati. Sono sempre di più i sessantenni, i cinquantenni, i quarantenni e i trentenni che hanno contratto il virus a richiedere cure ospedaliere. Tra i 38 ricoverati da venerdì scorso, più di 10 al giorno, tre sono nati negli anni Settanta, tre negli anni Ottanta e uno negli anni Novanta. E tra i 12 pazienti in gravi condizioni della Terapia intensiva ben sei sono nati negli anni Sessanta e tre negli anni Cinquanta.

I numeri inquadrano con chiarezza una situazione allarmante che dovrebbe convincere tutti a essere prudenti e ad adottare le misure di sicurezza. La dottoressa Chiara Rebucci, responsabile dei reparti covid-19, lo ribadisce: «L'età media dei pazienti ricoverati si è sicuramente abbassata, verosimilmente perché nelle Rsa abbiamo l'effetto protettivo del vaccino, e non si sono più avuti focolai. I casi nella nostra provincia sono in continuo incremento e la raccomandazione a tutti, di qualsiasi età, è di non sottovalutare la contagiosità del coronavirus, che si manifesta con sintomi gravi non soltanto negli anziani o in chi è affetto da altre patologie ma anche nelle persone più giovani e in buona salute, come verifichiamo ogni giorno. Nessuno può quindi ritenersi al sicuro!».

Sospesa l'attività ordinaria dell'ospedale di Sondrio

Oggi i ricoverati al Morelli sono 117, di cui 12 in Terapia intensiva, 16 in più rispetto a venerdì scorso, ed entro domani sarà aperto un nuovo reparto nel quarto padiglione, negli spazi della Neurochirurgia, per accogliere i malati paucisintomatici in via di guarigione, per riservare i quattro del primo padiglione ai pazienti che necessitano di cure specifiche. La differenza tra dimessi e nuovi ricoveri si amplia ulteriormente: 17 contro 38. Il 1° marzo il Morelli accoglieva 65 pazienti covid-19: dopo due settimane sono 52 in più. Da venerdì scorso si sono registrati altri cinque decessi, due donne e tre uomini, di cui tre nati negli anni Trenta, uno negli anni Quaranta e uno negli anni Cinquanta.

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