Coronavirus, come è facile ammalarsi. La storia del chirurgo del Morelli che spiega quanto è alto il rischio di contagio

Dal dottor Francesco Inzirillo della Chirurgia Toracica del Morelli di Sondalo parole forti, volutamente forti, che raccontano più di mille bollettini e raccomandazioni

L'"apertura" del Governo alla possibilità di effettuare una passeggiata per genitori e figli ha creato non poche polemiche anche in provincia di Sondrio. Tra le voci (fortemente) critiche alla specificazione redatta dal Viminale nei giorni corsi si eleva forte quella del dottor Francesco Inzirillo della Chirurgia Toracica del Morelli di Sondalo.

Seguitissimo sulla sua pagina Facebook, Inzirillo quotidianamente racconta la difficile "battaglia" che, insieme ai colleghi e a tutti gli operatori sanitari del nosocomio sondalino, conduce per curare centinaia di valtellinesi e valchiavennaschi (e non solo) colpiti dal coronavirus.

È con una storia, una metafora, che il medico ha voluto spiegare, nuovamente, come sia facile contrarre il virus covid-19 e come sia essenziale, ancora in questa fase del contagio, rimanere a casa. Anche con i bambini.

Parole forti, volutamente forti, che raccontano più di mille bollettini e raccomandazioni. «Una semplice passeggiata, oggi, può uccidere alcune persone! L’irresponsabilità di gente che occupa le poltrone di cariche importanti può ucciderne migliaia! Pensate che stia esagerando? Allora non avete capito tante cose della pagina di storia che stiamo vivendo!» ha accusato Inzirillo.

 

Il racconto

Paolo, il papà di Marco, ha sentito al telegiornale che potrà portare il bimbo di tre anni a fare una breve passeggiata.

Finalmente! Qualcuno con un po’ di sale in zucca!

Andare al piccolo parco sottocasa che male può fare!

Finalmente il piccolo Marco può scorrazzare liberamente!

I giochi sono ancora sigillati col nastro bianco e rosso ma per Marco è già una gran soddisfazione poter correre in libertà!

Dopo circa 40 minuti Paolo ritiene che sia abbastanza; arriva altra gente e vuole evitare contatti troppo ravvicinati. 

Marco però non ne vuol sapere; comincia a piangere e a dimenarsi!

Aveva accettato a malapena di non poter salire sui giochi ma l’idea di tornare a casa era intollerabile! 

Paolo cerca di calmarlo senza successo e alla fine lo piglia di peso e lo mette a sedere sulla panchina vicina. 

Marco smette di dimenarsi; ha gli occhi gonfi!

Si asciuga i lacrimoni con la mano destra e anche il naso gocciolante!

Marco tocca ripetutamente la panchina su cui è seduto mentre il papà gli parla cercando di trattenere il nervosismo!

Paolo non poteva sapere che lui e il figlioletto erano “positivi asintomatici”!

Vanno via e poco dopo arriva la piccola Monica di 5 anni accompagnata dalla Mamma Laura. 

Laura è un po’ paranoica e ipocondriaca; ha una paura matta dell’infezione ma non ne poteva più di gestire Monica in casa e ha ceduto per la passeggiata. 

«Monica hai promesso! Niente capricci! Giusto 20 minuti! Non toccar nulla e soprattutto non sederti sulle panchine; chissà chi si è seduto prima!»

La piccola è obbediente e prima di andar via chiede alla mamma di allacciarle la scarpa sinistra!

«Certo! Stai ferma e non toccar la panchina» Le ricorda!

Monica è stata brava tutto il tempo e anche lei, Laura, ha fatto molta attenzione a non toccar nulla. 

Ha solamente poggiato la borsa gialla sulla panchina anziché metterla a terra dove c’era dell’umidiccio!

Tornati a casa, salutano Vincenzo il vecchio nonno di 83 anni che da qualche settimana vive con loro a causa del maledetto virus. 

Ha delle difficoltà motorie e star da solo sarebbe complicato. 

È quasi ora di cena e mentre Laura si trova davanti ai fornelli non sente squillare il cellulare finché Vincenzo non glielo porge!

«Oh! Grazie Papà!»

«Ho faticato a trovarlo dentro la tua borsa! Quella gialla. Lo sentivo ma non lo trovavo!».

Ribatte Vincenzo!

15 giorni dopo Vincenzo avrà la febbre alta e verrà visitato dal proprio Medico Dr Rossi. 

Quest’ultimo è uno degli ultimi Medici all’antica che non si tira indietro e va a casa della gente come ha sempre fatto!

Dopo altri 10 giorni Vincenzo morirà in ospedale, in solitudine, per insufficienza respiratoria!

Non c’era posto per lui in terapia intensiva. 

Il Dr Rossi boccheggerà, sempre in ospedale, con la testa dentro un casco trasparente!

Si salverà, ma quando tornerà a casa scoprirà che tanti suoi anziani assistiti, che aveva visitato prima di sentirsi male, non ci sono più e che il piccolo paese è diventato più disabitato!

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ponte in lutto per la morte della giovane Teresa

  • Coronavirus, firmato il decreto legge che "blinda" Natale e Capodanno

  • Nuova Olonio, sradicano il bancomat nella notte: ladri in fuga

  • Da domenica la Lombardia diventa zona arancione: la conferma del Governo

  • Arriva l'inverno in Valtellina e Valchiavenna: previste le prime nevicate

  • Nonna Maria, la valtellinese di ferro: a 101 anni ha sconfitto due volte il covid (e la Spagnola)

Torna su
SondrioToday è in caricamento