Coranvirus, le difficoltà delle Rsa: manca personale e non si sa dove mettere gli anziani positivi

La complicata gestione della pandemia all'interno delle case di riposo della provincia di Sondrio. L'incontro in Prefettura con i numeri del contagio

Lungo la mattinata di venerdì 6 novembre si è tenuto in videoconferenza un incontro presieduto dal Prefetto, Salvatore Pasquariello, per fare il punto sulla situazione pandemica all'interno delle RSA della provincia di Sondrio. Presenti al confronto il presidente della Provincia di Sondrio, i direttori generali di Asst Valtellina e Alto Lario e ATS della Montagna, i rappresentanti sindacali di CGIL, CISL e UIL congiuntamente ai rappresentanti delle Rsa di Sondrio, Tirano, Morbegno, Chiavenna, Bormio e Ponte in Valtellina.

All'interno delle "case di riposo" di Valtellina e Valchiavenna la situazione è molto complessa. Ad oggi su 2700 ospiti globali, 115 sono risultati positivi (il 4,25% del totale). Insieme a loro si contano oltre  20 operatori socio-sanitari risultati positivi al tampone.

Mancanza di personale

Dagli interventi e dalle esperienze esposte dai rappresentanti delle Rsa, sono emerse problematiche comuni legate sia al profilo gestionale-organizzativo, sia a quello economico-finanziario. La gestione della pandemia ha messo a dura prova l’organizzazione di molte case di riposo, contribuendo ad aggravare talune situazioni di criticità già presenti e più volte segnalate: prima fra queste la perdurante carenza di operatori sanitari e sociosanitari (medici, infermieri, fisioterapisti, ausiliari socio assistenziali (ASA) e operatori socio sanitari (OSS), aggravata da trasferimenti, lunghi periodi di malattia, quarantene, dimissioni e trasferimenti presso le strutture ospedaliere.

«Per quanto riguarda in particolare il profilo dell’operatore socio assistenziale e sociosanitario, le Rsa hanno auspicato lo svolgimento di corsi di formazione e qualificazione a partecipazione gratuita, finanziati dalla Regione Lombardia» hanno commentato gli uffici prefettizi.

Le difficoltà di isolare                 

Durante l'incontro sono emerse, inoltre, le difficoltà relative al grande impegno amministrativo ed economico per mantenere in isolamento gli anziani affetti da covid-19 oltre che all'erogazione delle adeguate prestazioni sanitarie, in assenza dei requisiti strutturali e gestionali propri delle strutture ospedaliere. A tal proposito, come riporta la Prefettura, è stata ribadita la necessità di individuare alcune strutture da dedicare agli eventuali isolamenti di ospiti che risultassero positivi. 

In quest'ottica il rappresentante dell’Asst ha fatto presente come il IV padiglione dell’Ospedale “Morelli” di Sondalo, pur avendo la disponibilità di 45 posti letto da impiegare per le "degenze di sorveglianza", non sia operativo a causa della già citata mancanza di personale.

«L’incontro si è svolto in un clima di proficua collaborazione e nella condivisa volontà di utilizzare tutti gli strumenti consentiti per coordinare le attività necessarie a contenere il propagarsi del contagio, salvaguardando la salute di medici, degli operatori e degli ospiti» hanno fatto sapere dalla Prefettura.

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