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Venerdì, 27 Maggio 2022
Coronavirus

Covid, forte pressing delle Regioni per cambiare le regole del 'gioco'

Governatori compatti nell'interlocuzione con il Governo: "Si modifichi il sistema dei colori"

Da lunedì 24 gennaio in Italia salgono in tutto a cinque le regioni in zona arancione, per un totale di 11,7 milioni di persone, mentre per la Lombardia comincia una nuova settimana in zona gialla. Per i vaccinati cambierà poco. La richiesta dei governatori è comunque è sempre quella di una revisione del sistema dei colori con l'esclusione degli asintomatici dal conteggio dei ricoverati covid, oltre a uno snellimento generale delle procedure.

"Dobbiamo evitare che la pandemia sanitaria si trasformi in pandemia burocratica", ha detto il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, sostenendo l'esperienza dell'autotest lanciato nella propria regione per positivi asintomatici, vaccinati con terza dose. "Bisogna cercare regole e modalità - ha spiegato - per evitare di avere persone bloccate in casa per settimane. Da un lato snelliamo il sistema, sgraviamo i sanitari che possono occuparsi di quelli che hanno bisogno davvero e non blocchiamo a casa le persone che stanno bene". Martedì si farà il punto alla Conferenza delle Regioni.

L'idea di cambiare il sistema dell'assegnazione dei colori

I parametri stanno per essere rivoluzionati, come spiega Today, dopo il pressing dei governatori, c'è già stato un incontro con il Governo. L'idea è quella modificare significativamente il sistema, valutando i casi covid soltanto tra i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia e, dunque, senza includere gli asintomatici ricoverati per altre patologie. È questa - a quanto si apprende - una delle ipotesi emerse al tavolo a cui hanno partecipato tecnici del ministero della Salute - tra questi il direttore generale della Prevenzione, Giovanni Rezza, e il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli - e quelli delle Regioni. 

Se questa linea dovesse passare, cambierebbe radicalmente il quadro e il nuovo conteggio delle percentuali di occupazione dei letti negli ospedali scenderebbe drasticamente. Se anche sulle carta in colori resteranno, i cambi di colore delle Regioni diventerebbero molto meno frequenti, anche perché siamo sul plateau dell'ondata Omicron, forse il picco è persino già alle spalle.

Certo è che la zona rossa diventerebbe molto lontana, se arriverà l'ok al parziale riconteggio dei ricoveri con i nuovi parametri: ed è l'unica con restrizioni vere per tutti. Il sistema delle zone e dei colori potrebbe essere al capolinea, superato ormai dagli eventi. Superare totalmente il meccanismo delle zone a colori o limitarsi al solo mantenimento della zona rossa è tra le proposte condivise dai governatori nel corso della conferenza delle Regioni quella più realistica. Siamo fermi alle ipotesi, ma la sintesi sembra a portata di man stavolta.

La zona rossa sarebbe l'unica con divieti per tutti

È solo la zona rossa quella in cui sono ancora eventualmente vigenti le regole dell'inverno 2020-2021. Scattano in quel caso le chiusure, con coprifuoco e limitazioni agli spostamenti per tutti. Bar, ristoranti, negozi, palestre, cinema, teatri e musei chiusi per tutti, anche se si è vaccinati. In zona rossa non si può uscire dal Comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità o urgenza. Ristoranti e bar sono chiusi, consentito soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. Restano chiusi tutti i negozi ad esclusione di quelli con codice Ateco consentito, in particolare alimentari, supermercati, farmacie, edicole, tabaccherie e abbigliamento per bambini. In tutti i casi i trasporti sono sempre aperti e accessibili, ma con green pass.

In ogni caso le nuove regole sull'uso del super green pass e del green pass booster hanno reso quasi inutili le regole regionali, e bisogna prendere atto della situazione a livello normativo, anche per un discorso di credibilità percepita della risposta all'emergenza sanitaria. Attilio Fontana (Lombardia) spiega che "il sistema delle zone ha funzionato nelle prime fasi della pandemia e prima degli effetti della campagna vaccinale - sottolinea - ora va sicuramente rivisto con urgenza".

"Chiediamo al Governo - ha detto Fontana - di rivedere i parametri e mettere a punto un sistema che consenta da un lato di monitorare l’andamento della pandemia, ma anche di convivere con il virus. È assolutamente necessaria anche una semplificazione delle regole su isolamenti e quarantene che di fatto stanno producendo gli stessi effetti di un lockdown, con centinaia di persone asintomatiche costrette a casa. I cittadini hanno mostrato grande senso di responsabilità, si sono vaccinati, l’evidenza ci sta dimostrando che questo ha migliorato la situazione, ora lasciamoli liberi di tornare alla vita".

Zona gialla e arancione, le regole attuali

A oggi esistono quattro fasce di rischio, legate a quattro colori: zona bianca, gialla, arancione e rossa. Per passare da una zona all'altra si calcolano tre parametri: l'incidenza dei nuovi contagi su 100mila abitanti, l'occupazione delle terapie intensive e l'occupazione in area medica. Secondo i parametri attuali si resta in zona bianca se si registrano meno di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. In caso di contagi settimanali tra 50 e 150 ogni 100mila abitanti per restare in zona bianca è necessario che il tasso di occupazione delle terapie intensive non superi il 10% o che il tasso di occupazione dei reparti ospedalieri non superi il 15%.

Se i due parametri sono entrambi al di sopra si passa in fascia gialla che scatta anche se i casi settimanali superano i 150 ogni 100mila abitanti ma il tasso di occupazione delle rianimazioni non supera il 20% oppure quello dei reparti ordinari non supera il 30%. Scatta l’arancione se entrambi i parametri sono superati. La zona rossa è attivata nei territori dove l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 casi ogni 100mila e si verificano entrambe queste condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica supera il 40% e quello in terapia intensiva supera il 30%.

Le regole fino al 31 gennaio 2022

Con le nuove misure imposte dal governo, e valide fino al 31 gennaio 2022, tra zona bianca e gialla non cambia nulla. L'uso della mascherina è stato 'rinforzato' in tutta Italia visto che per accedere a mezzi pubblici, treni, aerei, cinema, teatri è necessario indossare la Ffp2. E questo fino al termine dello stato di emergenza, che al momento è fissato al 31 marzo.

Fino alla cessazione dello stato di emergenza, il decreto Natale prevede inoltre l'estensione dell’obbligo di green pass rafforzato - per vaccinati o guariti - alla ristorazione per il consumo anche al banco in bar e ristoranti. Estensione dell’obbligo di green pass rafforzato al chiuso per piscine, palestre e sport di squadra, ma anche per musei e mostre. Super green pass al chiuso per i centri benessere, centri termali (salvo che per livelli essenziali di assistenza e attività riabilitative o terapeutiche), parchi tematici e di divertimento, per centri culturali, centri sociali e ricreativi (esclusi i centri educativi per l’infanzia) al chiuso e per sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.

È inoltre scattata l'obbligatorietà del green pass base anche per i clienti di estetisti e parrucchieri. Fino al 31 gennaio 2022 sono vietati gli eventi, le feste e i concerti, comunque denominati, che implichino assembramenti in spazi all’aperto; saranno chiuse le sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi, concerti o feste comunque denominati, aperti al pubblico. Anche per quanto riguarda gli impianti sciistici il green pass è necessario. Bar e ristoranti sono aperti solo per chi ha il super green pass, non per chi ha il certificato base grazie a un tampone. 

Gli spostamenti con mezzi propri sono liberi in zona bianca così come nella gialla, le cose cambiano in zona arancione dove ci si può spostare sia in altri comuni della stessa regione che in altre regioni solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune. Ok invece agli spostamenti da comuni di massimo 5.000 abitanti, verso altri comuni entro i 30 km, eccetto il capoluogo di provincia. Tuttavia in questa fase non sembrano esserci controlli ad hoc sugli spostamenti fuori dai capoluoghi in zona arancione (controlli mirati peraltro quasi impossibili). Insomma, di fatto non cambia nulla.

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