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Covid: la bagarre in Regione sull'errore della zona rossa e quella "difficoltà" a fornire i dati grezzi

Finisce malissimo la seduta in cui Fontana ha ricostruito le vicende legate all'errore con cui la Lombardia è finita in zona rossa per una settimana. Un modo per chiarire tutto ci sarebbe: fornire i dati disaggregati. Perché non vengono resi pubblici?

Il clima al Pirellone non poteva che essere incandescente nel giorno in cui il governatore Attilio Fontana ha ricostruito in consiglio regionale le tappe del "pasticcio" dei dati sull'epidemia Covid. E Fontana, pacato ma fermo, non è andato per il sottile. Ha iniziato parlando di "mancanza di rispetto oltre il consentito verso i lombardi", ha terminato affermando che "i lombardi sono stufi di essere calunniati". Nel mezzo, la ricostruzione minuziosa dei passaggi, delle richieste, degli interventi di modifica (mai chiamati "rettifica" o "correzione"), del ruolo dell'Iss e della regione, ribadendo la buona fede e la correttezza della Lombardia nel fornire flussi di dati coerenti e senza che nessuno avesse mai avuto da ridire. 

Gli errori già sui dati di aprile 2020

Il punto centrale della ricostruzione di Fontana è che il dato mancante, quello che avrebbe fatto sballare l'Rt Sintomi, era facoltativo: "Ed è impensabile che la collocazione di una regione in zona rossa sia basata su un dato facoltativo". Il ragionamento non sembra fare una grinza, ma l'unico intervento di replica (prima della bagarre), quello di Michele Usuelli di +Europa-Radicali, ha riportato alla luce una vecchia storia nota fin da giugno 2020. Cos'era accaduto? All'inizio di maggio la regione aveva comunicato che, ad aprile, avevano avuto i primi sintomi di Covid 50 mila lombardi. Poi, verso fine maggio, ha modificato in 70 mila quel numero. Una differenza in grado di cambiare qualunque valore Rt, una differenza che già allora mostrava come i dati aggregati non fossero poi così "certi".

A che cosa servono i dati grezzi. E a chi

Non è un caso che, da ormai più di mezzo anno, numerosi scienziati e anche diversi politici chiedano alle regioni di fornire i dati grezzi, disaggregati. Che cosa significa in concreto? Significa un (purtroppo lungo) elenco di pazienti, senza nome e cognome (non serve), con l'indicazione per ciascuno delle date di insorgenza dei sintomi (se sintomatico), dei tamponi e della scadenza delle quarantene. Solo questi dati possono far capire se il "campo facoltativo" (sarà la data di guarigione? Fontana ha negato, ha detto che questa è una "fake news") è determinante sull'Rt e quanto. Di più: con i dati grezzi, qualunque scienziato si sarebbe immediatamente messo al lavoro per aggregarli "in scienza e coscienza", e avrebbe capito meglio (di governo e regione) e prima (di gennaio 2021) che qualcosa, forse, non funzionava.

Il consigliere "in ginocchio"

"Da giugno vi chiedo, e non so più come chiedervi, i dati grezzi. E siccome non so più come chiederveli, ve li chiedo in ginocchio", ha detto Usuelli terminando la sua replica e andando fisicamente a inginocchiarsi davanti ai banchi della giunta. Si narra nei corridoi del Pirellone che Fontana avrebbe commentato: "Per me può stare inginocchiato". Dai banchi della Lega i cori da stadio ("vai a lavorare, buffone"), mentre il presidente d'aula Alessandro Fermi ha addirittura chiamato la Digos. Una sceneggiata? La politica è stata spesso associata al teatro, ma il teatro è una cosa seria anche quando serve a far ridere. E spesso funziona meglio di modalità solo apparentemente più serie.

Foto - Usuelli in ginocchio (MiaNews)

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Il consigliere chiedeva i dati grezzi e non si comprende quale sia la difficoltà a fornirli. Naturalmente nessuna "casalinga di Voghera" si metterà a leggerli, ma potrebbero essere utili agli scienziati, ai giornalisti, a chi è all'opposizione (della regione o del governo o di entrambi). Ma Riccardo Pase della Lega ha commentato che "Il comportamento in aula oggi del consigliere Usuelli è del tutto fuori luogo e dimostra solo quello che la sinistra vorrebbe: una Lombardia in ginocchio dal governo", dimenticando forse che il partito di Usuelli è all'opposizione anche del governo.

Foto - Fontana riceve un pallottoliere da Bussolati

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La bagarre a ripresa seduta: minoranze fuori dall'aula

Anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno affrontato duramente Fontana, esponendo cartelli con lo slogan "Verità per la Lombardia" e chiedendo le dimissioni del governatore. "Il tempo delle bugie è finito: in consiglio abbiamo portato la richiesta di verità che è di tutti i cittadini", ha dichiarato il capogruppo Massimo De Rosa: "Gli errori di questa amministrazione hanno danneggiato migliaia di aziende e centinaia di migliaia di lavoratori e le loro famiglie. E peggiorato il quadro sanitario generale". In ripresa dei lavori pomeridiana, il suo collega di gruppo Marco Degli Angeli ha ribadito che "questa è la terza assemblea d'Italia e dovrebbe essere un palazzo di cristallo". La bagarre non è stata però un ricordo del mattino: mezzo gruppo dei 5 Stelle è stato espulso ("una medaglia al valore", hanno dichiarato) insieme a Pietro Bussolati del Pd, "unendosi" a Usuelli già espulso in mattinata. I due gruppi, come anche Azione, hanno deciso di non partecipare al seguito della seduta.

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