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Coronavirus, Fontana si sbilancia: «Dal 3 giugno i lombardi saranno liberi di circolare in Italia»

Quando potranno uscire dai confini della Lombardia i suoi cittadini? Il presidente della Lombardia ha la risposta

Quando potranno uscire dai confini della Lombardia i suoi cittadini? Per il governatore Attilio Fontana potranno farlo dal 3 giugno.

"Abbiamo esaminato i dati della Regione Lombardia che abbiamo inviato all'Istituto Superiore di Sanità e abbiamo potuto evidenziare come gli stessi siano tutti estremamente positivi. Sono tutti in miglioramento rispetto alle precedenti stime". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo alla diretta Facebook sulla pagina di LombardiaNotizieOnline (ecco i dati sui contagi del 28 maggio).

"Questo vuole dire - ha aggiunto il governatore Fontana - che la situazione sta sostanzialmente migliorando. Ritengo quindi che, in previsione del provvedimento governativo nel quale si stabilirà la riapertura della circolazione tra le diverse regioni, la Lombardia rientrerà sicuramente nel novero delle regioni che avranno libertà di movimento".

"Sono quindi molto confidente sul provvedimento che verrà emanato dal Governo e - ha concluso Fontana - sono convinto che dal 3 giugno i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia". 

Riapertura Lombardia, "Non esiste solo l'indicatore Rt"

"Non esiste solo l'indicatore 'RT' per stabilire se una ragione è più o meno a rischio. L'algoritmo su cui si basa l'Istituto Superiore di Sanità fa infatti riferimento a 21 valori che esaminano i singoli aspetti di questa malattia (ricoveri, dimissioni, guarigioni, nuovi casi, e altri)". Lo ha spiegato detto il professor Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all'Università Vita e Salute San Raffaele di Milano e all'Università di Parma.

"Bisogna leggere tutti gli indicatori - ha proseguito Signorelli - e avere molta cautela, in particolare per quelli che derivano da nuovi casi. Più che ai dati della singola giornata è necessario fare attenzione ai trend che, in Lombardia, sono in diminuzione. A oggi infatti calano i ricoverati in terapia intensiva e negli ospedali. Tutto lascia intendere, dunque, che possiamo guardare avanti con un moderato ottimismo". "è importante - ha proseguito Signorelli - sottolineare un altro segnale importante: in Lombardia, dove c'è una centrale unica per le chiamate di emergenza urgenza, nelle ultime settimane si è tornati, per le urgenze di tipo respiratorio, ai livelli antecedenti il Covid, con pochissimi pazienti nei Pronto Soccorso e quasi nessuno grave da determinare accessi alla terapia intensiva".

I dubbi di alcune regioni riguardo la turismo lombardo

A partire dalle parole del governatore della Regione Sardegna, Christian Solinas, che spera nella posibilità di un patentino che dimostri che i visitatori dell'isola siano sani, fino ai dubbi della Sicilia e della Campania, sembrano essere diversi i territori italiani che temono che aprire ai lombardi possa essere pericoloso.

Beppe Sala ha risposto piccato a Solinas, innescando una polemica che il presidente sardo ha definito: "Radical-chicchismo da salotto per dimostrare chi è più o meno accogliente". Spiegando che si tratta di un "problema concreto di sicurezza sanitaria per tutti e non di discriminazione". 

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