Giovedì, 17 Giugno 2021
Coronavirus

«La riapertura degli impianti di sci è stata una forzatura delle Regioni, senza l'avallo di Speranza»

In controtendenza il segretario provinciale della Cgil, Guglielmo Zamboni: «Il ministro Speranza non aveva mai dichiarato, nei giorni precedenti, di essere d’accordo con la ripresa dello sci»

«La riapertura del 15 è stata una forzatura decisa dalle Regioni, senza nessuno avallo. Il ministro Speranza non aveva mai dichiarato, nei giorni precedenti, di essere d’accordo con la ripresa dello sci. Ancora una volta lo scollamento tra governo e regioni – per altro il precedente esecutivo era di un colore diverso rispetto a molti presidenti delle regioni interessate – ha generato l’ennesimo problema». A dichiararlo è stato il segretario della CGIL di Sondrio, Gugliemo Zamboni, intervistato da "Collettiva", l'house organ della stessa sigla sindacale.

«C’è da dire che la proroga del blocco degli impianti di risalita poteva essere decisa prima, evitando disagi e ulteriori perdite a un settore che è già in ginocchio. Qui molti bar, rifugi e ristoranti hanno rifornito le cucine in vista della ripartenza di oggi, merce deperibile che andrà buttata. E in tanti esercizi commerciali sono stati assunti lavoratori in più oltre ai fissi, con la speranza di sfruttare al meglio questa coda» ha spiegato Zamboni al suo intervistatore, Giorgio Sbordoni.

«Se nevica tanto a fine novembre – ha aggiunto il sindacalista – i milanesi scelgono di venire qui per il ponte di Sant’Ambrogio e fanno gli abbonamenti stagionali che li riporteranno in Valtellina per tutto l’inverno. Tutti questi meccanismi sono saltati, gli abbonamenti non sono stati venduti e oggi, se anche dovessero riaprire il 5 marzo, vedremo cosa succederà. Questa sarebbe stata comunque una settimana intensa».

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