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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Coronavirus

Coronavirus, Pedrazzi: «Pronta una risoluzione per tutelare i frontalieri della provincia di Sondrio»

Il consigliere regionale della Valmalenco: «Si istituisca un tavolo di confronto fra Lombardia e Cantone dei Grigioni, come quello già in essere con il Canton Ticino, affinché ci si coordini per trovare delle misure omogenee tra i territori»

La Commissione speciale rapporti tra Lombardia, Istituzioni europee, confederazione svizzera e province autonome ha dato il via libera ad una proposta di risoluzione che verrà discussa in aula nel prossimo Consiglio Regionale, relativa alla critica situazione che stanno attraversando tutti i frontalieri lombardi a causa del covid-19, con pesanti ricadute anche su economia e lavoro.

«Da valtellinese - spiega il consigliere regionale Simona Pedrazzi, invitata dal Presidente della Commissione Roberto Mura a parteciparvi per dare un contributo al documento- conosco e vivo da vicino le preoccupazioni degli abitanti della Valtellina e Valchiavenna che si recano per lavoro nel Cantone dei Grigioni.  Alla luce di tutte le problematiche espresse anche dai sindaci del nostro territorio attraverso le lettere inviate al governo di Berna, mi sono attivata, raccogliendo le stesse e facendole inserire all’intento della risoluzione che abbiamo elaborato al Pirellone».

«Il mio invito - prosegue Pedrazzi - rivolto al Presidente Fontana e alla Giunta, con particolare riferimento dunque al Governo dei Grigioni, chiede, innanzi tutto l’istituzione di un tavolo di confronto fra Lombardia e Cantone dei Grigioni, sul modello di quello già in essere con il Canton Ticino, affinché ci si coordini per trovare delle misure omogenee tra territori lombardi ed elvetici. In secondo luogo, di contattare urgentemente il Consiglio Federale Svizzero, il Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino, il Governo del Cantone dei Grigioni al fine di tutelare con ogni provvedimento possibile la salute dei lavoratori frontalieri, adottando anche la sanificazione dei posti di lavoro e i protocolli anti contagio per evitare il pericolo del rischio di contagio di ritorno. Chiedo, inoltre, che vengano rafforzati i controlli da parte delle guardie di confine svizzero sul rispetto delle misure di contenimento del contagio».

«Nel documento finale che è scaturito dal lavoro nella commissione specifica, ho chiesto e ottenuto di inserire anche che la Giunta regionale si attivi per sollecitare il Governo italiano affinché siano velocemente rese operative misure di sostegno al reddito di tutti i frontalieri che perdono il lavoro, compresi liberi professionisti, contratti a tempo determinato, interinali, di stage o apprendistato, estendo a tutti loro la possibilità di accedere alle indennità previste per chi lavora in Italia. Inoltre, di farsi portatore presso il governo di Berna dell’esigenza che anche la Svizzera adotti misure di contrasto al contagio di portata analoga a quelle prese dall’Italia, al fine di una gestione concertata dell’emergenza. Da ultimo, di valutare l’attivazione di un protocollo di intesa tra Italia e Svizzera che regolamenti lo scambio di informazioni riguardanti i frontalieri (ma in generale tutti i cittadini italiani o svizzeri) risultati positivi al Covid-19 in Italia o in Svizzera, poiché al momento i due Stati non si scambiano tra loro le informazioni».

«La risoluzione - conclude il consigliere della Lega- verrà discussa in aula durante la seduta prevista per il 16 aprile che sarà interamente dedicata all’emergenza in atto. Il mio ringraziamento, in questo momento, va oltre che al presidente Fontana anche al deputato Parolo che sullo stesso tema ha presentato una interpellanza al Governo e all’assessore Sertori, che si sta attivando per raccogliere le istanze del nostro territorio e trasferirle al Governo del Cantone dei Grigioni nell’appuntamento fissato dopo Pasqua, di cui sono certa, saprà ottenere esito positivo».

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