Coronavirus, firmata da Regione Lombardia l'ordinanza per le riaperture: è valida fino al 31 maggio

Il presidente lombardo, Attilio Fontana: «Abbiamo aperto tutte le attività possibili con regole più severe rispetto ad altre regioni. In un quadro di equilibrio fra necessità della vita economica e tutela della salute pubblica»

Foto d'archivio

«Dopo l’approvazione del Dpcm del premier Conte (dscarica qui), avvenuta solo nel tardo pomeriggio di domenica 17 maggio, è alla firma del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, l’ordinanza sul covid riguardante le riaperture di domani, lunedì 18 maggio». Lo comunica in una Nota la Regione Lombardia.

Cosa riapre in Lombardia

«In Lombardia – si legge nella Nota – da domani potranno riprendere le attività di musei, ristoranti, bar, parrucchieri, estetiste e molte altre attività commerciali. Sul territorio regionale si tornerà a celebrare le funzioni religiose».

Particolarmente rilevanti i provvedimenti più restrittivi assunti dalla Regione in relazione all'«obbligo della misurazione della febbre per i clienti dei ristoranti» e alla «non riapertura di palestre e piscine».

Obbligo della mascherina

L’ordinanza della Regione prevede inoltre che «su tutto il territorio regionale permane l’obbligo di portare la mascherina o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all’aperto. Così come restano in vigore le disposizioni previste nella precedente ordinanza in tema di organizzazione del lavoro, a partire dalla misurazione della febbre per il datore e per i dipendenti».

Per il resto, in linea di massima, verrà seguito quanto previsto dalle linee guida che le Regioni avevano indicato già venerdì al Governo e recepito nel Dpcm di oggi.

Validità dell’ordinanza

L’ordinanza regionale relativa al Covid per le riaperture avrà effetto da lunedì 18 a domenica 31 maggio.

«La Lombardia – ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commentando l’ordinanza regionale che è alla sua firma – ha aperto tutte le attività possibili con regole più severe rispetto ad altre regioni. In un quadro di equilibrio fra necessità della vita economica e tutela della salute pubblica».

«Manteniamo alta la guardia. Alla fine di questa settimana sperimentale – ha spiegato – valuteremo con i nostri tecnici i risultati raggiunti insieme. Anche in questa delicata fase di ripresa economica è indispensabile mantenere tutti quei comportamenti virtuosi che ci hanno consentito di far tornare nella media nazionale gli indici di diffusione del contagio, pur avendo dovuto affrontare uno tsunami».

«I lombardi – ha concluso il governatore – sono determinati a non rendere vani i sacrifici che fino a oggi hanno dovuto affrontare. Sono consapevoli che questa sfida per ritornare alla nuova normalità verrà vinta con l’attenzione e il buon senso».

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