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Coronavirus, la stretta fino a Pasqua: in arrivo il nuovo Dpcm di Draghi

Misure restrittive anti covid prorogate seguendo la linea del rigore. Saranno in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, il giorno dopo Pasquetta. Dad almeno al 50% per le superiori

Da lunedì 1° marzo la Lombardia, come annunciato venerdì, entrerà di nuovo in zona arancione. Dal 6 marzo al 6 aprile, poi, entreranno in vigore le regole del nuovo Dpcm Draghi (qui la bozza) per le diverse zone, che in generale ha visto una proroga delle misure restrittive anti covid seguendo la linea del rigore. Qualora la Lombardia dovesse entrare in zona rossa, ad esempio, saranno chiusi anche i parrucchieri; al contrario, se venisse promossa a gialla dal 27 marzo potrebbero riaprire cinema, teatri e musei.

Cosa cambia in Lombardia dal 6 marzo fino al 6 aprile

In sintesi, sono questi i punti principali della bozza del nuovo provvedimento che cambierà regole e divieti anche a Milano e in Lombardia.

  • Stop agli spostamenti fuori dalla Lombardia: il divieto di spostamento tra le regioni è valido fino al 27 marzo assieme al prossimo dpcm, che disciplinerà le misure fino al 6 aprile, Pasqua compresa, e potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto. Resta consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Permessa all'interno della regione, se la Lombardia dovesse tornare in zona gialla, la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni;
  • Seconde case: con la Lombardia gialla o arancione sarà consentito recarsi nelle seconde case (anche se si trovano fuori regione) ma solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Non è possibile invece - a meno di urgenti e necessari motivi - se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. Sono vietati i viaggi per turismo.
  • Bar e ristoranti: la sera ancora niente cene al ristorante anche se Milano e la Lombardia dovessero tornare gialle. Confermato, infatti, che al ristorante e al bar in zona gialla si potrà andare solo di giorno fino alle 18 (l'asporto è consentito fino alle 22)
  • Se la Lombardia dovesse passare in zona rossa i negozi torneranno a chiudere fatta eccezione per quelli considerati essenziali: come ad esempio farmacie, alimentari, ferramenta. Se la regione dovesse rimanere arancione o diventare gialla, tutti i negozi restano aperti, ma nei weekend continueranno a essere chiusi i centri commerciali. 
  • Teatri e cinema dal 27 marzo potrebbero riaprire se la regione rientrasse in zona gialla. In questo caso, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sarebbero svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi.

Il nuovo Dpcm Draghi: chi apre e chi chiude dal 6 marzo

Secondo quanto riporta la bozza del decreto, le scuole superiori potrebbero rimanere aperte, con almeno il 50% degli alunni in presenza. La decisione non è definitiva, il governo aspetta infatti il parere del Comitato tecnico scientifico sulle nuove varianti.

Se la Lombardia dovesse diventare zona rossa, in base al nuovo Dcpm, chiuderebbero barbieri e parrucchieri. "Sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate nell'allegato 24", tra parentesi però è riportato che "dall'allegato 24 vengono eliminati i servizi dei saloni di barbiere e di parrucchiere".

Anche con la Lombardia di nuovo in zona gialla resterebbero chiusi le strutture e gli impianti sportivi. "Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali. Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all'aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento", si legge nella bozza del nuovo Dpcm con le regole anti covid. E salta la stagione sciistica perché, secondo quanto riporta la bozza, le piste resteranno chiuse fino al 6 aprile.

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